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Cronaca

Caso Almasri, Italia deferita dalla Corte penale internazionale

Per ora, nessuna sanzione

di Angelo Vitale -

Il generale libico Njeem Osama Almasri Habish in una foto senza data pubblicata dalla piattaforma fawaselmedia.com


La Corte penale internazionale ha ufficialmente deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati membri per “inadempienza a una richiesta di cooperazione”. Il fatto, riguardo al mandato di cattura internazionale nei confronti del generale libico Njeem Osama Almasri.

Caso Almasri, Italia deferita

La decisione, trasmessa il 29 gennaio dalla presidenza della Cpi fa seguito alla constatazione della Camera preliminare I secondo cui l’Italia non ha ottemperato ai suoi obblighi internazionali ai sensi dello Statuto di Roma.

Secondo quanto riportato dalla Corte penale internazionale, Roma non ha dato “debita esecuzione alla richiesta di arresto e consegna” di Almasri. Ciò, mentre si trovava in territorio italiano e non ha consultato né cooperato con la Corte per risolvere presunte questioni relative alla formulazione del mandato d’arresto. O a eventuali richieste concorrenti di estradizione.

Per ora, nessuna sanzione

La decisione non comporta immediatamente sanzioni, ma trasferisce la questione all’Assemblea degli Stati membri della Cpi. E’ l’organo di controllo legislativo e gestionale composto dai Paesi che hanno ratificato lo Statuto di Roma. Alla riunione del primo aprile, l’Italia è stata invitata a presentare osservazioni sulle misure adottate e sulle prospettive di cooperazione futura.

Il caso

La vicenda trae origine nel gennaio del 2025 quando Almasri — ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità — fu arrestato a Torino. Poi rimpatriato in Libia dopo poche ore, senza essere consegnato all’Aja. La Cpi ha considerato quel comportamento una mancata collaborazione con la giustizia internazionale, aprendo una nuova puntata del caso che ora sarà discussa a livello intergovernativo.


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