CASO VALDASTICO DOSSIER A SALVINI

Con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, si è parlato soprattutto di Autobrennero, e del project financing per far decollare i 7,2 miliardi di investimenti previsti nella proposta progettuale, ma il caso Valdastico non è rimasto sullo sfondo. Anzi, il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, persegue l’obiettivo di realizzarla con l’innesto nella A22 a Rovereto Sud, forte della interessata collaborazione di A4 Holding, che grazie al progetto della A31 Nord ha la possibilità della proroga della concessione almeno fino al 31 dicembre 2026. Lo stesso ministro Salvini sta studiando il dossier Valdastico. “Si sta facendo un’idea della complessa vicenda non solo sul piano tecnico” spiegava ieri sera il presidente Fugatti che a breve tornerà nella Capitale per un incontro dedicato proprio alla A31. Del resto il governatore trentino ha inserito nel programma la Valdastico Nord e il patto con gli elettori intende rispettarlo. Nel 2018 quando è stato eletto ha promesso che in caso di elezione avrebbe costruito la A31 Nord con uscita a Rovereto. “Perché quest’area necessità di ulteriore sviluppo rispetto a quella di Trento, che di per sé è già un asse viario complicato, ed è dunque la soluzione Rovereto è funzionale agli interessi anche dei trentini”, analizza con L’Identità il governatore.

Ma l’obiettivo della A4 Holding presieduta da Gonzalo Alcalde, che guida un Cda di cui l’unico italiano a farne parte è l’ingegnere vicentino Costantino Toniolo, è di realizzare il primo lotto tra Piovene Rocchette e Pedemento per 17,8 km con il doppio svincolo di Cogollo del Cengio e Valle d’Astico/Pedemonte, di cui 13,3 km in galleria. Il progetto da almeno 600 milioni è al palo dopo la sentenza che l’ha reso incongruo se non collegato a un disegno unico dell’autostrada, che all’epoca mancava però del placet trentino. Adesso il vento è cambiato dopo la decisione della giunta Fugatti del 28 ottobre di dare il via libera alla Valdastico Nord, ma con destinazione Rovereto Sud e non più Benesello-Trento. La distanza è di dieci chilometri. Se le categorie economiche vicentine, con in testa Confindustria e Confartigianato, bocciano la soluzione perché privilegiano l’ipotesi Besenello – che non si farà mai perché la Provincia è contraria e perché il Comune è forte di una sentenza che gli dà ragione -, gli imprenditori trentini invece sono favorevoli alla soluzione caldeggiata da Fugatti e la sua giunta. “Ma ha senso – ritorna sull’argomento Mauro Fabris, vicepresidente dell’autostrada Parchi ed esperto di infrastrutture – un muro contro muro tra istituzioni quando la differenza tra una soluzione e l’altra è di pochi minuti di percorrenza? Tanto più che l’alternativa è davvero scrivere la parola fine sulla Valdastico Nord. A meno che non si voglia proprio questo”. Tra i vari scenari ipotizzati, inoltre, c’è anche quello che se la Regione Veneto dicesse no al progetto Rovereto Sud per subentrare nella concessione BS-PD prima del 2026 con il veicolo societario CAV, si troverebbe comunque davanti un’agguerrita Abertis Italia, che controlla A4 Holding, e che sta affilando le armi legali. La società controllata dai Benetton e da Florentino Perez con la costruzione della A31 Nord potrebbe ottenere la proroga della concessione BS–PD oltre il 2026. Come si legge è una partita difficile, altrimenti non si spiegherebbe perché è trascorso mezzo secolo da quando si ipotizzò di realizzare l’arteria, che giocano più attori istituzionali chiamati adesso a fare sintesi. Il dato certo è che il ministro Salvini sta rimpinguando il dossier A31 Nord con ulteriori informazioni raccolte dai tecnici del dicastero di Porta Pia ed ha intenzione di convocare un vertice in tempi celeri al quale oltre a Fugatti parteciperebbe anche Zaia per concordare una direzione di marcia. “Penso vorrà disegnare una regia per questo tema per noi rilevante” sottolinea Fugatti. Insomma, lo sbocco a Rovereto Sud non ha alternative.

Con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, si è parlato soprattutto di Autobrennero, e del project financing per far decollare i 7,2 miliardi di investimenti previsti nella proposta progettuale, ma il caso Valdastico non è rimasto sullo sfondo. Anzi, il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, persegue l’obiettivo di realizzarla con l’innesto nella A22 a Rovereto Sud, forte della interessata collaborazione di A4 Holding, che grazie al progetto della A31 Nord ha la possibilità della proroga della concessione almeno fino al 31 dicembre 2026. Lo stesso ministro Salvini sta studiando il dossier Valdastico. “Si sta facendo un’idea della complessa vicenda non solo sul piano tecnico” spiegava ieri sera il presidente Fugatti che a breve tornerà nella Capitale per un incontro dedicato proprio alla A31. Del resto il governatore trentino ha inserito nel programma la Valdastico Nord e il patto con gli elettori intende rispettarlo. Nel 2018 quando è stato eletto ha promesso che in caso di elezione avrebbe costruito la A31 Nord con uscita a Rovereto. “Perché quest’area necessità di ulteriore sviluppo rispetto a quella di Trento, che di per sé è già un asse viario complicato, ed è dunque la soluzione Rovereto è funzionale agli interessi anche dei trentini”, analizza con L’Identità il governatore.

Ma l’obiettivo della A4 Holding presieduta da Gonzalo Alcalde, che guida un Cda di cui l’unico italiano a farne parte è l’ingegnere vicentino Costantino Toniolo, è di realizzare il primo lotto tra Piovene Rocchette e Pedemento per 17,8 km con il doppio svincolo di Cogollo del Cengio e Valle d’Astico/Pedemonte, di cui 13,3 km in galleria. Il progetto da almeno 600 milioni è al palo dopo la sentenza che l’ha reso incongruo se non collegato a un disegno unico dell’autostrada, che all’epoca mancava però del placet trentino. Adesso il vento è cambiato dopo la decisione della giunta Fugatti del 28 ottobre di dare il via libera alla Valdastico Nord, ma con destinazione Rovereto Sud e non più Benesello-Trento. La distanza è di dieci chilometri. Se le categorie economiche vicentine, con in testa Confindustria e Confartigianato, bocciano la soluzione perché privilegiano l’ipotesi Besenello – che non si farà mai perché la Provincia è contraria e perché il Comune è forte di una sentenza che gli dà ragione -, gli imprenditori trentini invece sono favorevoli alla soluzione caldeggiata da Fugatti e la sua giunta. “Ma ha senso – ritorna sull’argomento Mauro Fabris, vicepresidente dell’autostrada Parchi ed esperto di infrastrutture – un muro contro muro tra istituzioni quando la differenza tra una soluzione e l’altra è di pochi minuti di percorrenza? Tanto più che l’alternativa è davvero scrivere la parola fine sulla Valdastico Nord. A meno che non si voglia proprio questo”. Tra i vari scenari ipotizzati, inoltre, c’è anche quello che se la Regione Veneto dicesse no al progetto Rovereto Sud per subentrare nella concessione BS-PD prima del 2026 con il veicolo societario CAV, si troverebbe comunque davanti un’agguerrita Abertis Italia, che controlla A4 Holding, e che sta affilando le armi legali. La società controllata dai Benetton e da Florentino Perez con la costruzione della A31 Nord potrebbe ottenere la proroga della concessione BS–PD oltre il 2026. Come si legge è una partita difficile, altrimenti non si spiegherebbe perché è trascorso mezzo secolo da quando si ipotizzò di realizzare l’arteria, che giocano più attori istituzionali chiamati adesso a fare sintesi. Il dato certo è che il ministro Salvini sta rimpinguando il dossier A31 Nord con ulteriori informazioni raccolte dai tecnici del dicastero di Porta Pia ed ha intenzione di convocare un vertice in tempi celeri al quale oltre a Fugatti parteciperebbe anche Zaia per concordare una direzione di marcia. “Penso vorrà disegnare una regia per questo tema per noi rilevante” sottolinea Fugatti. Insomma, lo sbocco a Rovereto Sud non ha alternative.

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