CASO VALDASTICO in Parlamento

È il primo vertice sulla A31. Oggi Salvini, Fugatti e Zaia parleranno in momenti diversi al ministero di Porta Pia, a Roma, anche di Valdastico Nord. Le infrastrutture viarie sono al centro delle analisi del vicepremier e ministro competente che vuole imprimere un’accelerata. Ma di A31 Nord si discute anche in Parlamento. La sua realizzazione è legata alla concessione in scadenza nel 2026 di A4 Holding, la spa controllata al 90% da Abertis Italia srl, detenuta da Atlantia al 50% più un’azione (famiglia Benetton), e per il rimanente 50% da ACS e Hochtief (di quest’ultima Atlantia detiene il 24%), che sono possedute dal magnate spagnolo Florentino Perez, patron del Real Madrid. L’ultima volta che di A31 si è parlato a palazzo Madama è stato il 7 luglio con un atto di sindacato ispettivo al ministero delle Infrastrutture. Tra l’altro, il senatore Lucio Malan, vicepresidente del gruppo di FdI, le vicende della Brescia-Padova e della proroga della concessione legata alla A31 le conosce bene. Più volte ha presentato interrogazioni. Per questo scrive che il futuro della A31 dipende dal parere vincolante dei trentini. Non fosse altro perché “con la sentenza numero 62 del 2011 la Corte Costituzionale ribadisce che per la realizzazione della «autostrada Trento-Rovigo, ed in particolare il tronco Trento-Valdastico-Piovene Rocchette (…) è necessaria l’intesa con la provincia di Trento»”. Come dire, chi pensa di andare allo scontro con la Provincia di Trento perde in partenza. I consiglieri regionali veneti Joe Formaggio (FdI) e Nicola Finco (Lega) sono rimasti sorpresi, ma come loro il presidente della provincia di Vicenza, Francesco Rucco, e numerosi altri esponenti del mondo politico e imprenditoriale, del secco no al progetto trentino da parte del presidente di Confindustria Vicenza, Laura Dalla Vecchia, e del presidente di Confartigianato, Gianluca Cavion, i quali sono senz’altro d’accordo alla realizzazione dell’autostrada ma purché sbocchi a Besenello. A Rovereto, dicono, è “inutile e costosissima”. Se cosi fosse, vista la posizione di Trento, la Valdastico Nord non si farebbe più. La sentenza della Consulta è insuperabile. Per questo l’approvazione il 28 ottobre da parte della giunta di Maurizio Fugatti della variante al Piano urbanistico provinciale per la costruzione della A31 con innesto a Rovereto Sud è stato salutato come un passaggio storico. Per la prima volta Trento dice di sì. “Bisogna essere realisti e trovare un compromesso tra trentini e veneti – spiega Mauro Fabris, già sottosegretario alle Infrastrutture e vicepresidente dell’autostrada dei Parchi – consapevoli che se Abertis non fa la A31 Nord perde l’A4 perché la concessione andrà in gara”. Quanto ai 3,3 miliardi previsti di spesa, Abertis li incasserebbe con le tariffe o come valore di subentro con il bando europeo. Fatto sta che i Benetton, come interrogavano il ministro le senatrici leghiste Faggi, Fregolent, Marin, Alessandrini, Ferro e il collega Pisani, “ricoprono attualmente un ruolo tutt’altro che marginale nel sistema autostradale nazionale”. Grazie anche alla Brescia-Padova che garantisce ogni giorno 1,2 milioni di euro di incassi. E la costruzione della A31 Nord è un tassello fondamentale. Anche il viceministro Galeazzo Bignami lavora al complesso dossier.

È il primo vertice sulla A31. Oggi Salvini, Fugatti e Zaia parleranno in momenti diversi al ministero di Porta Pia, a Roma, anche di Valdastico Nord. Le infrastrutture viarie sono al centro delle analisi del vicepremier e ministro competente che vuole imprimere un’accelerata. Ma di A31 Nord si discute anche in Parlamento. La sua realizzazione è legata alla concessione in scadenza nel 2026 di A4 Holding, la spa controllata al 90% da Abertis Italia srl, detenuta da Atlantia al 50% più un’azione (famiglia Benetton), e per il rimanente 50% da ACS e Hochtief (di quest’ultima Atlantia detiene il 24%), che sono possedute dal magnate spagnolo Florentino Perez, patron del Real Madrid. L’ultima volta che di A31 si è parlato a palazzo Madama è stato il 7 luglio con un atto di sindacato ispettivo al ministero delle Infrastrutture. Tra l’altro, il senatore Lucio Malan, vicepresidente del gruppo di FdI, le vicende della Brescia-Padova e della proroga della concessione legata alla A31 le conosce bene. Più volte ha presentato interrogazioni. Per questo scrive che il futuro della A31 dipende dal parere vincolante dei trentini. Non fosse altro perché “con la sentenza numero 62 del 2011 la Corte Costituzionale ribadisce che per la realizzazione della «autostrada Trento-Rovigo, ed in particolare il tronco Trento-Valdastico-Piovene Rocchette (…) è necessaria l’intesa con la provincia di Trento»”. Come dire, chi pensa di andare allo scontro con la Provincia di Trento perde in partenza. I consiglieri regionali veneti Joe Formaggio (FdI) e Nicola Finco (Lega) sono rimasti sorpresi, ma come loro il presidente della provincia di Vicenza, Francesco Rucco, e numerosi altri esponenti del mondo politico e imprenditoriale, del secco no al progetto trentino da parte del presidente di Confindustria Vicenza, Laura Dalla Vecchia, e del presidente di Confartigianato, Gianluca Cavion, i quali sono senz’altro d’accordo alla realizzazione dell’autostrada ma purché sbocchi a Besenello. A Rovereto, dicono, è “inutile e costosissima”. Se cosi fosse, vista la posizione di Trento, la Valdastico Nord non si farebbe più. La sentenza della Consulta è insuperabile. Per questo l’approvazione il 28 ottobre da parte della giunta di Maurizio Fugatti della variante al Piano urbanistico provinciale per la costruzione della A31 con innesto a Rovereto Sud è stato salutato come un passaggio storico. Per la prima volta Trento dice di sì. “Bisogna essere realisti e trovare un compromesso tra trentini e veneti – spiega Mauro Fabris, già sottosegretario alle Infrastrutture e vicepresidente dell’autostrada dei Parchi – consapevoli che se Abertis non fa la A31 Nord perde l’A4 perché la concessione andrà in gara”. Quanto ai 3,3 miliardi previsti di spesa, Abertis li incasserebbe con le tariffe o come valore di subentro con il bando europeo. Fatto sta che i Benetton, come interrogavano il ministro le senatrici leghiste Faggi, Fregolent, Marin, Alessandrini, Ferro e il collega Pisani, “ricoprono attualmente un ruolo tutt’altro che marginale nel sistema autostradale nazionale”. Grazie anche alla Brescia-Padova che garantisce ogni giorno 1,2 milioni di euro di incassi. E la costruzione della A31 Nord è un tassello fondamentale. Anche il viceministro Galeazzo Bignami lavora al complesso dossier.

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