“Centrodestra unito per tornare a vincere in autunno in Trentino”

“Il centrodestra, e nello specifico la Lega, deve tutelare gli interessi del territorio che governa. E per farlo dev’essere unito. Altrimenti non sarebbe stato delegato, si pensi al Trentino, a guidare la provincia autonoma nel 2018 dopo le tante maggioranze di centrosinistra. L’obiettivo è quello di costruire una squadra allargata per la riconferma, senza personalismi, nell’ottica dell’interesse generale trentino, senza polemiche sui nomi. La gente non le capirebbe”.
Maurizio Fugatti è un pragmatico. Il governatore del Trentino (nella foto) il giorno dopo la visita del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, è soddisfatto. Reputa alle spalle le tensioni di qualche settimana fa tra Lega e Fratelli d’Italia a livello locale in vista della composizione della lista che affronterà le elezioni d’autunno. Non solo perché il leader del suo partito, e vicepremier, l’ha blindato in vista delle provinciali (“squadra che vince non si cambia e quella guidata da Fugatti non c’è dubbio che abbia fatto bene”), ma perché si registrano passi in avanti sulle questioni strategiche. Salvini ha parlato dopo il sopralluogo al tunnel Loppio-Busa, tra Nago ed Arco, passando in rassegnai temi caldi: dagli investimenti per 7,5 miliardi sull’A22 Modena-Brennero per il passante verde, al tunnel sotto il Garda tra la Vallagarina e Malcesine, per finire all’autostrada fantasma Valdastico Nord, che nell’intenzione di Fugatti dovrebbe sbucare tra Rovereto Sud e Ala-Avio, e che divide ancora Trento da Venezia. Non a caso il ministro Salvini per adesso ha lasciato la patata bollente, visto che si confrontano due presidenti del suo stesso partito (Fugatti e il veneto Luca Zaia), sul territorio. “Ascolto i sindaci e i territori – da detto il Capitano-, sono loro a dovere dare la risposta, se poi non si raggiunge una sintesi sarà Roma a decidere, ma non si dica che ci sarà un’imposizione dal ministero”.
Presidente Fugatti, il confronto sulla Valdastico Nord a che punto è?
Da parte nostra stiamo aspettando il completamento dell’iter della variante urbanistica che dovrebbe finire in un paio di mesi, e poi affronteremo decisi il tema. È un po’ quello che è successo per la A22 sulla ripartizione delle risorse”.
Dove inizialmente ogni realtà locale avrebbe voluto rivendicare di più.
Esatto, ma non saremmo andati da nessuna parte. Ci saremmo scontrati con Verona e Mantova, e saremmo rimasti alla casella iniziale. Invece, tutti, da Bolzano a Modena, hanno fatto un passo indietro rispetto alle loro legittime pretese, e hanno messo al centro l’obiettivo della concessione in una logica di interesse più generale.
Lei parlò di obiettivi che andavano al di là di quelli di area trentina, veronese, mantovana ed emiliana.
Per questo, tornando al tema Valdastico Nord, lo spirito dev’essere lo stesso. Se tutti pensiamo di portare a casa il massimo risultato possibile va bene, ma allora non la facciamo più. Ma questo, che potremmo definire l’ottimo, è davvero nell’interesse del sistema produttivo e sociale del Trentino e del Vicentino, per non dire più in generale del Veneto, e non solo? Perché se c’è il sottoscritto, e lo dico agli amici veneti, forse la A31 Nord facciamo, ma se Fugatti tra un anno non ci fosse più, voglio vedere senza il centrodestra chi si impegnerebbe a farla. Con il centrosinistra il progetto è sempre stato abortito, dunque per realizzare la Valdastico Nord dobbiamo essere realisti”.
Di uscita a Trento o Besenello se ne può parlare?
Il territorio non solo è contrario, come del resto l’ha manifestato in tutte le salse in quasi mezzo secolo, com’è a tutti noto, ma ci sono anche sentenze della Consulta e dei tribunali amministrativi che francamente non sono superabili.
Pertanto, agli imprenditori di Vicenza che cosa vuole dire?
Se gli imprenditori di Vicenza, ammesso e concesso che siano tutti contrari, circostanza di cui non sono convinto, pensano di portare a casa il 100% del risultato continuino pure, ma il risultato è scontato. Non otterranno nulla. La stessa cosa vale per noi, intendiamoci. Del resto quest’opera in Trentino per il passato non era mai amata. Noi la amiamo, ma non alle condizioni che dettano gli altri. Se facciamo tutti un passo indietro come sulla A22 la realizziamo. Ne sono convinto”.
Con sbocco nella zona di Rovereto Sud.
Noi stiamo costruendo il casello di Ala-Avio per ragioni di sicurezza. Entro due anni sarà pronto. In questa zona potrebbe partire il tunnel dell’Alto Garda di cui stiamo parlando con Verona e la Regione Veneto. Sempre per ragioni di sicurezza dev’essere a doppia galleria perché è di 11 chilometri, e questo fa alzare i costi a 800 milioni ai prezzi prima della pandemia. Non è un tema solo Trentino.
La Valdastico sbucherebbe in quest’area?
Avrebbe una logica e razionalità a livello infrastrutturale.
“Il centrodestra, e nello specifico la Lega, deve tutelare gli interessi del territorio che governa. E per farlo dev’essere unito. Altrimenti non sarebbe stato delegato, si pensi al Trentino, a guidare la provincia autonoma nel 2018 dopo le tante maggioranze di centrosinistra. L’obiettivo è quello di costruire una squadra allargata per la riconferma, senza personalismi, nell’ottica dell’interesse generale trentino, senza polemiche sui nomi. La gente non le capirebbe”.
Maurizio Fugatti è un pragmatico. Il governatore del Trentino (nella foto) il giorno dopo la visita del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, è soddisfatto. Reputa alle spalle le tensioni di qualche settimana fa tra Lega e Fratelli d’Italia a livello locale in vista della composizione della lista che affronterà le elezioni d’autunno. Non solo perché il leader del suo partito, e vicepremier, l’ha blindato in vista delle provinciali (“squadra che vince non si cambia e quella guidata da Fugatti non c’è dubbio che abbia fatto bene”), ma perché si registrano passi in avanti sulle questioni strategiche. Salvini ha parlato dopo il sopralluogo al tunnel Loppio-Busa, tra Nago ed Arco, passando in rassegnai temi caldi: dagli investimenti per 7,5 miliardi sull’A22 Modena-Brennero per il passante verde, al tunnel sotto il Garda tra la Vallagarina e Malcesine, per finire all’autostrada fantasma Valdastico Nord, che nell’intenzione di Fugatti dovrebbe sbucare tra Rovereto Sud e Ala-Avio, e che divide ancora Trento da Venezia. Non a caso il ministro Salvini per adesso ha lasciato la patata bollente, visto che si confrontano due presidenti del suo stesso partito (Fugatti e il veneto Luca Zaia), sul territorio. “Ascolto i sindaci e i territori – da detto il Capitano-, sono loro a dovere dare la risposta, se poi non si raggiunge una sintesi sarà Roma a decidere, ma non si dica che ci sarà un’imposizione dal ministero”.
Presidente Fugatti, il confronto sulla Valdastico Nord a che punto è?
Da parte nostra stiamo aspettando il completamento dell’iter della variante urbanistica che dovrebbe finire in un paio di mesi, e poi affronteremo decisi il tema. È un po’ quello che è successo per la A22 sulla ripartizione delle risorse”.
Dove inizialmente ogni realtà locale avrebbe voluto rivendicare di più.
Esatto, ma non saremmo andati da nessuna parte. Ci saremmo scontrati con Verona e Mantova, e saremmo rimasti alla casella iniziale. Invece, tutti, da Bolzano a Modena, hanno fatto un passo indietro rispetto alle loro legittime pretese, e hanno messo al centro l’obiettivo della concessione in una logica di interesse più generale.
Lei parlò di obiettivi che andavano al di là di quelli di area trentina, veronese, mantovana ed emiliana.
Per questo, tornando al tema Valdastico Nord, lo spirito dev’essere lo stesso. Se tutti pensiamo di portare a casa il massimo risultato possibile va bene, ma allora non la facciamo più. Ma questo, che potremmo definire l’ottimo, è davvero nell’interesse del sistema produttivo e sociale del Trentino e del Vicentino, per non dire più in generale del Veneto, e non solo? Perché se c’è il sottoscritto, e lo dico agli amici veneti, forse la A31 Nord facciamo, ma se Fugatti tra un anno non ci fosse più, voglio vedere senza il centrodestra chi si impegnerebbe a farla. Con il centrosinistra il progetto è sempre stato abortito, dunque per realizzare la Valdastico Nord dobbiamo essere realisti”.
Di uscita a Trento o Besenello se ne può parlare?
Il territorio non solo è contrario, come del resto l’ha manifestato in tutte le salse in quasi mezzo secolo, com’è a tutti noto, ma ci sono anche sentenze della Consulta e dei tribunali amministrativi che francamente non sono superabili.
Pertanto, agli imprenditori di Vicenza che cosa vuole dire?
Se gli imprenditori di Vicenza, ammesso e concesso che siano tutti contrari, circostanza di cui non sono convinto, pensano di portare a casa il 100% del risultato continuino pure, ma il risultato è scontato. Non otterranno nulla. La stessa cosa vale per noi, intendiamoci. Del resto quest’opera in Trentino per il passato non era mai amata. Noi la amiamo, ma non alle condizioni che dettano gli altri. Se facciamo tutti un passo indietro come sulla A22 la realizziamo. Ne sono convinto”.
Con sbocco nella zona di Rovereto Sud.
Noi stiamo costruendo il casello di Ala-Avio per ragioni di sicurezza. Entro due anni sarà pronto. In questa zona potrebbe partire il tunnel dell’Alto Garda di cui stiamo parlando con Verona e la Regione Veneto. Sempre per ragioni di sicurezza dev’essere a doppia galleria perché è di 11 chilometri, e questo fa alzare i costi a 800 milioni ai prezzi prima della pandemia. Non è un tema solo Trentino.
La Valdastico sbucherebbe in quest’area?
Avrebbe una logica e razionalità a livello infrastrutturale.
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