Cercasi introiti: Elon Musk apre alla comunicazione politica su Twitter

Twitter si riallinea a Facebook e riapre alla comunicazione politica a pagamento. La piattaforma dell’Uccellino Blu tornerà ad accettare spot da parte di partiti e organizzazioni così come fanno già, e non hanno mai smesso di fare, gli altri social e gli altri media, a cominciare dalla tv. Si tratta di una delle innovazioni, o se preferite, di ritorni al passato decretati da Elon Musk. Il neo proprietario del social che fu di Jack Dorsay tenta, disperatamente, di trovare il modo di trasformare Twitter, che sembra in profondo rosso di prospettive più che di bilancio, in un asset redditizio.
La scelta di frenare sulle pubblicità di matrice politica era stata assunta proprio da Dorsay. Una decisione che era arrivata nel mese di novembre del 2019, poco più di un anno prima dello scontro elettorale Usa tra Donald Trump e Joe Biden per la Casa Bianca. Dorsay, sempre meno Ceo e sempre più “guru” aveva tuonato: “Crediamo che la portata dei messaggi politici debba essere guadagnata e non comprata”. Insomma, Dorsay sacrificò una piccola parte di introiti per dare una spolverata all’immagine dell’azienda. Elon Musk, che ha tutt’altre mire e strategie, ha deciso di fare marcia indietro. La sua decisione è stata accolta con favore dalle organizzazioni dei pubblicitari che però sottolineano come sia necessario stabilire e far rispettare delle regole per il rispetto del pubblico e dell’elettorato. Marianna Ghirlanda, presidente dell’International Advertising Association per l’Italia, ha spiegato: “In linea di principio non siamo contrari alla comunicazione politica anche perché l’informazione in questo ambito è molto importante, ma altrettanto importante è che sia normata in maniera corretta, se così non fosse sarebbe un enorme rischio. È quindi necessario mettere in atto delle regole che ne garantiscano la riconoscibilità e l’equità verso le diverse parti politiche”. Ghirlanda ha concluso: “È fondamentale proprio per questo che Twitter, così come qualsiasi altra piattaforma social, si dia delle linee guida precise per garantire trasparenza, equità di spazi e visibilità e che queste linee guida siano condivise e approvate da autorità competenti in materia nei vari paesi dove la piattaforma opera”.

Twitter si riallinea a Facebook e riapre alla comunicazione politica a pagamento. La piattaforma dell’Uccellino Blu tornerà ad accettare spot da parte di partiti e organizzazioni così come fanno già, e non hanno mai smesso di fare, gli altri social e gli altri media, a cominciare dalla tv. Si tratta di una delle innovazioni, o se preferite, di ritorni al passato decretati da Elon Musk. Il neo proprietario del social che fu di Jack Dorsay tenta, disperatamente, di trovare il modo di trasformare Twitter, che sembra in profondo rosso di prospettive più che di bilancio, in un asset redditizio.
La scelta di frenare sulle pubblicità di matrice politica era stata assunta proprio da Dorsay. Una decisione che era arrivata nel mese di novembre del 2019, poco più di un anno prima dello scontro elettorale Usa tra Donald Trump e Joe Biden per la Casa Bianca. Dorsay, sempre meno Ceo e sempre più “guru” aveva tuonato: “Crediamo che la portata dei messaggi politici debba essere guadagnata e non comprata”. Insomma, Dorsay sacrificò una piccola parte di introiti per dare una spolverata all’immagine dell’azienda. Elon Musk, che ha tutt’altre mire e strategie, ha deciso di fare marcia indietro. La sua decisione è stata accolta con favore dalle organizzazioni dei pubblicitari che però sottolineano come sia necessario stabilire e far rispettare delle regole per il rispetto del pubblico e dell’elettorato. Marianna Ghirlanda, presidente dell’International Advertising Association per l’Italia, ha spiegato: “In linea di principio non siamo contrari alla comunicazione politica anche perché l’informazione in questo ambito è molto importante, ma altrettanto importante è che sia normata in maniera corretta, se così non fosse sarebbe un enorme rischio. È quindi necessario mettere in atto delle regole che ne garantiscano la riconoscibilità e l’equità verso le diverse parti politiche”. Ghirlanda ha concluso: “È fondamentale proprio per questo che Twitter, così come qualsiasi altra piattaforma social, si dia delle linee guida precise per garantire trasparenza, equità di spazi e visibilità e che queste linee guida siano condivise e approvate da autorità competenti in materia nei vari paesi dove la piattaforma opera”.

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