L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Gravi indizi di reato

GRAVI INDIZI DI REATO – Christa Pike: dall’omicidio all’esecuzione (fallita)

di Francesca Petrosillo -


Christa Pike ha ripreso a parlare e a camminare dopo essere sopravvissuta all’iniezione letale che avrebbe dovuto ucciderla il 30 settembre, in Tennessee. Ma dietro questa vicenda giudiziaria c’è una storia iniziata oltre trent’anni fa, segnata da gelosia, violenza e da un omicidio che ha sconvolto l’America. Christa Pike ha commesso il delitto che l’ha portata nel braccio della morte nel gennaio del 1995, quando aveva appena 18 anni. In quel periodo frequentava il Job Corps, un programma federale di formazione professionale a Knoxville. Proprio lì ha conosciuto Colleen Slemmer, una ragazza di 19. Pike si era convinta che Colleen volesse “rubarle” il fidanzato, Tadaryl Shipp. Nonostante l’assenza di prove concrete di una relazione tra i due, la giovane ha sviluppato una gelosia sempre più ossessiva.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, quella convinzione si è progressivamente trasformata in un piano per eliminare la presunta rivale. La sera del 12 gennaio 1995, Colleen è stata attirata in una zona boschiva nei pressi del campus. Quella che inizialmente ha considerato una semplice uscita si è trasformata rapidamente in una vera e propria aggressione. Lontano da occhi indiscreti, Pike e Shipp l’hanno attaccata e sottoposta a violenze estremamente brutali. Colleen ha tentato di difendersi e di fuggire, senza successo.

Il trofeo, la condanna e la questione di una seconda esecuzione

A rendere il crimine ancora più sconvolgente è stato il comportamento di Pike dopo l’omicidio: prima di abbandonare il luogo del delitto, la giovane ha staccato un frammento del cranio della vittima e lo ha conservato come trofeo. Le indagini hanno portato rapidamente all’identificazione dei responsabili, con Pike che ha finito per confessare il proprio coinvolgimento nell’omicidio. Nel 1996 una giuria l’ha riconosciuta colpevole e l’ha condannata a morte.

Shipp, minorenne all’epoca dei fatti, ha ricevuto invece una condanna all’ergastolo. Christa Pike ha trascorso quasi trent’anni nel braccio della morte, in attesa dell’esecuzione. Il 30 settembre 2026, tuttavia, la procedura non ha provocato il decesso della detenuta: dopo la somministrazione di due dosi di pentobarbital, la donna è rimasta incosciente per giorni. Nonostante la ripresa, le sue condizioni restano comunque gravi e non è ancora chiaro quale sarà l’evoluzione dei danni riportati durante la procedura. Gli avvocati della detenuta hanno denunciato presunte irregolarità nell’esecuzione e hanno chiesto la commutazione della pena. Le autorità del Tennessee si trovano ora ad affrontare una questione giuridica particolarmente delicata: Christa Pike può essere sottoposta nuovamente all’iniezione letale dopo essere sopravvissuta alla prima esecuzione?

LEGGI TUTTI GLI EPISODI DI GRAVI INDIZI DI REATO


Torna alle notizie in home