Cina alla vigilia del Capodanno ma c’è poco da festeggiare

La Cina si prepara a celebrare il Capodanno lunare, una festa di comunione e ricongiungimento in cui si accoglie il nuovo con gioia e fiducia. Da domenica infatti, il Paese entrerà ufficialmente nell’anno del coniglio d’acqua, portatore di pace. E di pace il Dragone ne ha un gran bisogno: tra gli anni di pandemia, chiusure e limitazioni, la crisi economica galoppante, il più basso tasso demografico degli ultimi 60 anni e la conseguente sfiducia dei mercati finanziari. Per questo motivo a Davos, il Forum economico mondiale, la Cina ha partecipato con una nutrita delegazione e con addosso il più rincuorante dei sorrisi. Liu He, il vice primo ministro, ha cercato di rassicurare gli investitori internazionali dopo tre anni di isolamento. “Invitiamo calorosamente i nostri amici internazionali a venire in Cina”, ha detto, durante il suo intervento. Ha sottolineato che non è richiesta più la quarantena per chi arriva dall’estero, ma solo un test negativo 48 ore prima. L’alto funzionario del governo di Pechino ha riconosciuto che “la difficoltà principale, in questo momento, riguarda le persone anziane, ma è totalmente garantita la disponibilità di letti in ospedali, medici, infermieri e cure”.
Belle parole e tanta voglia di ripresa insomma. Peccato sia una ripresa necessaria da molteplici punti di vista: in particolare il grave calo demografico che promette sventura a lungo termine. Il sistema pensionistico statale farà fatica a gestire il rapporto squilibrato tra anziani e popolazione attiva e allo stesso tempo la poca manodopera a disposizione danneggerà gravemente la produttività complessiva del Paese. E il Capodanno? Gli istituti di ricerca hanno stimato una media di 36.000 morti di covid al giorno nell’intero arco dei festeggiamenti.
Questo perché, la Festa di Primavera, da sempre, provoca la più grande migrazione umana annuale.
Dal 22 gennaio al 5 febbraio, milioni di persone, spostandosi in lungo e in largo per ricongiungersi con i propri familiari, favoriranno la circolazione dell’infezione, con effetti potenzialmente disastrosi. La spaventosa previsione è opera dell’istituto britannico Airfinity, che, tenendo conto dei dati pubblicati lo scorso 29 dicembre in seguito dell’abbandono della politica “zero Covid”, ha calcolato, per il periodo della Festa di Primavera, un ritorno di numeri da primo lockdown.
Non solo. La società di previsioni sanitarie ha anche parlato di più di 600.000 persone probabilmente decedute da quando le restrizioni zero-Covid sono state revocate a dicembre, 10 volte di più di quanto dichiarato ufficialmente dalle autorità cinesi.
Non appena è uscito questo report, il sistema informatico cinese ha annunciato un inasprimento della censura web per garantire che non ci siano “sentimenti cupi” causati da “voci di corridoio” sulla pandemia, nel gioioso periodo del festival del capodanno lunare. Lo hanno chiamato “programma di miglioramento online del Festival di primavera” . Durerà un mese e si rivolgerà a coloro che diffondono notizie false e tendenziose sulla diffusione del Covid e sulle esperienze dei pazienti.
Un annuncio ufficiale del Governo specificava che “voci online relative all’epidemia, fabbricazione di esperienze di pazienti e la produzione o la condivisione di falsi trattamenti virali”, verranno puniti. L’annuncio affermava che il programma (di censura) “eviterà di fuorviare il pubblico e provocare il panico sociale”.
I social media sono già stati inondati di storie personali di persone che hanno contratto il coronavirus, lottano per procurarsi farmaci o assistenza sanitaria e hanno perso parenti anziani a causa della malattia. Le esperienze personali di molti contrastano con la narrazione ufficiale secondo cui l’epidemia è sotto controllo. Adesso, che siamo così vicini all’inizio dei festeggiamenti, le critiche al Governo si stanno moltiplicando come le molecole di un virus.
La Cina si prepara a celebrare il Capodanno lunare, una festa di comunione e ricongiungimento in cui si accoglie il nuovo con gioia e fiducia. Da domenica infatti, il Paese entrerà ufficialmente nell’anno del coniglio d’acqua, portatore di pace. E di pace il Dragone ne ha un gran bisogno: tra gli anni di pandemia, chiusure e limitazioni, la crisi economica galoppante, il più basso tasso demografico degli ultimi 60 anni e la conseguente sfiducia dei mercati finanziari. Per questo motivo a Davos, il Forum economico mondiale, la Cina ha partecipato con una nutrita delegazione e con addosso il più rincuorante dei sorrisi. Liu He, il vice primo ministro, ha cercato di rassicurare gli investitori internazionali dopo tre anni di isolamento. “Invitiamo calorosamente i nostri amici internazionali a venire in Cina”, ha detto, durante il suo intervento. Ha sottolineato che non è richiesta più la quarantena per chi arriva dall’estero, ma solo un test negativo 48 ore prima. L’alto funzionario del governo di Pechino ha riconosciuto che “la difficoltà principale, in questo momento, riguarda le persone anziane, ma è totalmente garantita la disponibilità di letti in ospedali, medici, infermieri e cure”.
Belle parole e tanta voglia di ripresa insomma. Peccato sia una ripresa necessaria da molteplici punti di vista: in particolare il grave calo demografico che promette sventura a lungo termine. Il sistema pensionistico statale farà fatica a gestire il rapporto squilibrato tra anziani e popolazione attiva e allo stesso tempo la poca manodopera a disposizione danneggerà gravemente la produttività complessiva del Paese. E il Capodanno? Gli istituti di ricerca hanno stimato una media di 36.000 morti di covid al giorno nell’intero arco dei festeggiamenti.
Questo perché, la Festa di Primavera, da sempre, provoca la più grande migrazione umana annuale.
Dal 22 gennaio al 5 febbraio, milioni di persone, spostandosi in lungo e in largo per ricongiungersi con i propri familiari, favoriranno la circolazione dell’infezione, con effetti potenzialmente disastrosi. La spaventosa previsione è opera dell’istituto britannico Airfinity, che, tenendo conto dei dati pubblicati lo scorso 29 dicembre in seguito dell’abbandono della politica “zero Covid”, ha calcolato, per il periodo della Festa di Primavera, un ritorno di numeri da primo lockdown.
Non solo. La società di previsioni sanitarie ha anche parlato di più di 600.000 persone probabilmente decedute da quando le restrizioni zero-Covid sono state revocate a dicembre, 10 volte di più di quanto dichiarato ufficialmente dalle autorità cinesi.
Non appena è uscito questo report, il sistema informatico cinese ha annunciato un inasprimento della censura web per garantire che non ci siano “sentimenti cupi” causati da “voci di corridoio” sulla pandemia, nel gioioso periodo del festival del capodanno lunare. Lo hanno chiamato “programma di miglioramento online del Festival di primavera” . Durerà un mese e si rivolgerà a coloro che diffondono notizie false e tendenziose sulla diffusione del Covid e sulle esperienze dei pazienti.
Un annuncio ufficiale del Governo specificava che “voci online relative all’epidemia, fabbricazione di esperienze di pazienti e la produzione o la condivisione di falsi trattamenti virali”, verranno puniti. L’annuncio affermava che il programma (di censura) “eviterà di fuorviare il pubblico e provocare il panico sociale”.
I social media sono già stati inondati di storie personali di persone che hanno contratto il coronavirus, lottano per procurarsi farmaci o assistenza sanitaria e hanno perso parenti anziani a causa della malattia. Le esperienze personali di molti contrastano con la narrazione ufficiale secondo cui l’epidemia è sotto controllo. Adesso, che siamo così vicini all’inizio dei festeggiamenti, le critiche al Governo si stanno moltiplicando come le molecole di un virus.
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