Cinquecentomila olivi di Monini piantumati dal Centro al Sud

Dal Centro al Sud, in nome della sostenibilità. Quasi mezzo milione di ulivi piantumati tra Toscana, Umbria e Puglia: è uno dei principali risultati già raggiunti da Monini a due anni dall’avvio del suo piano di sostenibilità, che prevede, tra gli altri progetti, la realizzazione di un nuovo polmone verde da un milione di alberi entro il 2030 secondo le linee guida della strategia europea From Farm to Fork Strategy che mira a dimezzare l’uso di pesticidi chimici e promuovere l’agricoltura biologica. Un’impresa dalla valenza ambientale, che permette di sequestrare fino a 50.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno, ma anche strategica, poiché consentirebbe di produrre, in maniera sostenibile e rispettosa delle risorse, più olio 100% italiano, biologico e di alta qualità. Un sostegno alla produzione domestica che mai come in questo periodo storico si rivela cruciale.

Eletta per il secondo anno consecutivo leader della Sostenibilità 2022 da un’indagine di Sole 24 Ore e Statista, l’impresa olearia umbra pubblica il suo primo Bilancio di Sostenibilità facendosi portatrice di un messaggio forte a nome di tutta la filiera che ha la necessità di ripensare il proprio modello produttivo in modo sostenibile, in un momento storico in cui è chiamata a fare i conti con numerose criticità e con gli effetti della crisi climatica. Una sfida che emerge chiaramente anche da uno studio commissionato da Monini a The European House – Ambrosetti in occasione del Piano di Sostenibilità presentato nel 2020 che mette in evidenza punti di forza e debolezza del settore e suggerisce azioni per migliorare.

Il Bilancio di Sostenibilità descrive i principali impatti economici, sociali ed ambientali, ma anche le peculiarità di un’Azienda con oltre 100 anni di storia che allo stesso tempo guarda al futuro con un approccio rinnovato. Con la responsabilità del leader di mercato, Monini si propone come un modello per un settore che ha un forte bisogno di cambiamento. L’olivicoltura è uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy, sebbene produca ogni anno circa 300 mila tonnellate di olio di oliva a fronte di un fabbisogno è di circa 900 mila. Serve quindi un’olivicoltura moderna, capace di produrre più olio che sia realmente italiano, con sistemi sostenibili (es: irrigazione precisione, rispetto biodiversità, selezione terreni).

I risultati raggiunti finora da Monini in ambito sostenibilità, sono riassunti da alcuni significativi numeri

· 1.150.000 api tutelate dal 2018;

· Co2 neutrale per oltre il 67% delle bottiglie prodotte (intera linea Classico e Delicato);

· Oltre 10.000 ragazzi raggiunti da progetti di educazione alimentare;

· 100% sottoprodotti riutilizzati per produrre energia e per la fertirrigazione;

· >90% efficienza di irrigazione del sistema goccia a goccia;

· 153.000 parametri di qualità analizzati in un anno dai laboratori Monini;

· 60% vetro riciclato nelle bottiglie di vetro verdi Monini;

· 11.000 metri cubi di legno risparmiato con l’utilizzo del pallet chep;

· 2 anni di ricerca sostenuti attraverso il finanziamento di 2 borse di studio di Fondazione Umberto Veronesi;

· 5000 persone sensibilizzate sui corretti stili di vita attraverso la Spoleto-Norcia MTB;

Avanzamenti significativi verso “un prodotto di qualità sempre superiore, nato da terreni coltivati con tecniche agricole rispettose delle risorse naturali e della biodiversità. Un olio trasparente, tracciabile, protetto fin dentro la bottiglia, in modo da assicurare che, una volta in tavola, sia inconfondibile per proprietà nutritive, gusto e bontà”, obiettivo dichiarato dell’Azienda nelle parole di Zefferino e Maria Flora Monini.

Dal Centro al Sud, in nome della sostenibilità. Quasi mezzo milione di ulivi piantumati tra Toscana, Umbria e Puglia: è uno dei principali risultati già raggiunti da Monini a due anni dall’avvio del suo piano di sostenibilità, che prevede, tra gli altri progetti, la realizzazione di un nuovo polmone verde da un milione di alberi entro il 2030 secondo le linee guida della strategia europea From Farm to Fork Strategy che mira a dimezzare l’uso di pesticidi chimici e promuovere l’agricoltura biologica. Un’impresa dalla valenza ambientale, che permette di sequestrare fino a 50.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno, ma anche strategica, poiché consentirebbe di produrre, in maniera sostenibile e rispettosa delle risorse, più olio 100% italiano, biologico e di alta qualità. Un sostegno alla produzione domestica che mai come in questo periodo storico si rivela cruciale.

Eletta per il secondo anno consecutivo leader della Sostenibilità 2022 da un’indagine di Sole 24 Ore e Statista, l’impresa olearia umbra pubblica il suo primo Bilancio di Sostenibilità facendosi portatrice di un messaggio forte a nome di tutta la filiera che ha la necessità di ripensare il proprio modello produttivo in modo sostenibile, in un momento storico in cui è chiamata a fare i conti con numerose criticità e con gli effetti della crisi climatica. Una sfida che emerge chiaramente anche da uno studio commissionato da Monini a The European House – Ambrosetti in occasione del Piano di Sostenibilità presentato nel 2020 che mette in evidenza punti di forza e debolezza del settore e suggerisce azioni per migliorare.

Il Bilancio di Sostenibilità descrive i principali impatti economici, sociali ed ambientali, ma anche le peculiarità di un’Azienda con oltre 100 anni di storia che allo stesso tempo guarda al futuro con un approccio rinnovato. Con la responsabilità del leader di mercato, Monini si propone come un modello per un settore che ha un forte bisogno di cambiamento. L’olivicoltura è uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy, sebbene produca ogni anno circa 300 mila tonnellate di olio di oliva a fronte di un fabbisogno è di circa 900 mila. Serve quindi un’olivicoltura moderna, capace di produrre più olio che sia realmente italiano, con sistemi sostenibili (es: irrigazione precisione, rispetto biodiversità, selezione terreni).

I risultati raggiunti finora da Monini in ambito sostenibilità, sono riassunti da alcuni significativi numeri

· 1.150.000 api tutelate dal 2018;

· Co2 neutrale per oltre il 67% delle bottiglie prodotte (intera linea Classico e Delicato);

· Oltre 10.000 ragazzi raggiunti da progetti di educazione alimentare;

· 100% sottoprodotti riutilizzati per produrre energia e per la fertirrigazione;

· >90% efficienza di irrigazione del sistema goccia a goccia;

· 153.000 parametri di qualità analizzati in un anno dai laboratori Monini;

· 60% vetro riciclato nelle bottiglie di vetro verdi Monini;

· 11.000 metri cubi di legno risparmiato con l’utilizzo del pallet chep;

· 2 anni di ricerca sostenuti attraverso il finanziamento di 2 borse di studio di Fondazione Umberto Veronesi;

· 5000 persone sensibilizzate sui corretti stili di vita attraverso la Spoleto-Norcia MTB;

Avanzamenti significativi verso “un prodotto di qualità sempre superiore, nato da terreni coltivati con tecniche agricole rispettose delle risorse naturali e della biodiversità. Un olio trasparente, tracciabile, protetto fin dentro la bottiglia, in modo da assicurare che, una volta in tavola, sia inconfondibile per proprietà nutritive, gusto e bontà”, obiettivo dichiarato dell’Azienda nelle parole di Zefferino e Maria Flora Monini.

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