Cisl: necessario impegno governo su scuola e formazione

 

Lo dichiara in una nota il Giulio Romani, segretario confederale della Cisl, ha quest’oggi comunicato con una nota che: “Il tasso di occupazione al 60,5%, pur rappresentando un record solo relativo in un Paese con tassi di occupazione da sempre inferiori a quelli europei, e pur se in parte frutto della demografia avversa, è comunque una buona notizia. Va sottolineata la ripresa, da qualche mese, della crescita degli occupati a tempo indeterminato, che porta al 3,4% il loro aumento complessivo nell`ultimo anno, contemporaneamente ad una riduzione dei dipendenti a termine dell`1,2%. Dopo il boom dei contratti a tempo nella fase di incerta ripresa post covid, ora sembrano riprendere piede le assunzioni stabili e le trasformazioni dei precedenti contratti non standard, probabilmente a causa della difficoltà a trovare le competenze richieste. Se tuttavia vogliamo leggere con obiettività il mercato del lavoro, la riduzione dei contratti a termine non è di per sé una buona notizia perché potrebbe segnalare il venir meno del clima di fiducia e rischia di porre fine al meccanismo virtuoso assunzione a termine-stabilizzazione. Abbiamo davanti a noi mesi in cui le difficoltà internazionali potrebbero imprimere una frenata alla nostra economia, pertanto chiediamo al governo maggiori sforzi su politiche espansive per il rilancio degli investimenti e della crescita, al fine di spingere l`occupazione, ed un sempre maggiore impegno su scuola e formazione a tutti i livelli, perché sono le competenze a garantire ai lavoratori, giovani e meno giovani, una posizione forte nel mercato del lavoro”.

 

Lo dichiara in una nota il Giulio Romani, segretario confederale della Cisl, ha quest’oggi comunicato con una nota che: “Il tasso di occupazione al 60,5%, pur rappresentando un record solo relativo in un Paese con tassi di occupazione da sempre inferiori a quelli europei, e pur se in parte frutto della demografia avversa, è comunque una buona notizia. Va sottolineata la ripresa, da qualche mese, della crescita degli occupati a tempo indeterminato, che porta al 3,4% il loro aumento complessivo nell`ultimo anno, contemporaneamente ad una riduzione dei dipendenti a termine dell`1,2%. Dopo il boom dei contratti a tempo nella fase di incerta ripresa post covid, ora sembrano riprendere piede le assunzioni stabili e le trasformazioni dei precedenti contratti non standard, probabilmente a causa della difficoltà a trovare le competenze richieste. Se tuttavia vogliamo leggere con obiettività il mercato del lavoro, la riduzione dei contratti a termine non è di per sé una buona notizia perché potrebbe segnalare il venir meno del clima di fiducia e rischia di porre fine al meccanismo virtuoso assunzione a termine-stabilizzazione. Abbiamo davanti a noi mesi in cui le difficoltà internazionali potrebbero imprimere una frenata alla nostra economia, pertanto chiediamo al governo maggiori sforzi su politiche espansive per il rilancio degli investimenti e della crescita, al fine di spingere l`occupazione, ed un sempre maggiore impegno su scuola e formazione a tutti i livelli, perché sono le competenze a garantire ai lavoratori, giovani e meno giovani, una posizione forte nel mercato del lavoro”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli