CIVIDALE NELLA BUFERA PER OPUSCOLO ANTI VIOLENZA

L’opuscolo informativo contro la violenza di genere “Prevenire le aggressioni, combattere la violenza” distribuito dal Comune di Cividale del Friuli e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia ha creato non poche polemiche. Sì, perché all’interno del “libretto” è contenuto una sorta di vademecum rivolto alle donne con consiglio sui luoghi da frequentare, modo di vestirsi e anche indicazioni su come comportarsi in alcuni momenti e luoghi. Ad esempio sono riportati: “evitate di indossare oggetti di valore” oppure “non guardate insistentemente” e “non fate sorrisi provocatori a sconosciuti” o ancora “alcuni studi hanno messo in evidenza che talvolta abbigliamento stravagante o succinto ha richiamato l’attenzione di persone violente”. Eppure, il libretto non è una novità. Difatti, dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cividale del Friuli Catia Brinis: “L’opuscolo è già diffuso da dieci anni. È stato rivisto con aggiornamenti relativi alle leggi ma i contenuti sono identici”. E non solo: “L’opuscolo è stato redatto secondo contenuti presi dai siti delle forze dell’ordine e sono tutt’ora visibili”, ha specificato. Infine, dice, “le frasi incriminate sono state estrapolate da un intero vademecum che contiene consigli per ogni ambito di violenza” e quindi con l’intento di aiutare. Forse, più che rivedere solo il libretto, dovremmo intervenire sul nostro substrato culturale.
L’opuscolo informativo contro la violenza di genere “Prevenire le aggressioni, combattere la violenza” distribuito dal Comune di Cividale del Friuli e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia ha creato non poche polemiche. Sì, perché all’interno del “libretto” è contenuto una sorta di vademecum rivolto alle donne con consiglio sui luoghi da frequentare, modo di vestirsi e anche indicazioni su come comportarsi in alcuni momenti e luoghi. Ad esempio sono riportati: “evitate di indossare oggetti di valore” oppure “non guardate insistentemente” e “non fate sorrisi provocatori a sconosciuti” o ancora “alcuni studi hanno messo in evidenza che talvolta abbigliamento stravagante o succinto ha richiamato l’attenzione di persone violente”. Eppure, il libretto non è una novità. Difatti, dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cividale del Friuli Catia Brinis: “L’opuscolo è già diffuso da dieci anni. È stato rivisto con aggiornamenti relativi alle leggi ma i contenuti sono identici”. E non solo: “L’opuscolo è stato redatto secondo contenuti presi dai siti delle forze dell’ordine e sono tutt’ora visibili”, ha specificato. Infine, dice, “le frasi incriminate sono state estrapolate da un intero vademecum che contiene consigli per ogni ambito di violenza” e quindi con l’intento di aiutare. Forse, più che rivedere solo il libretto, dovremmo intervenire sul nostro substrato culturale.
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