Climate change, nel Corno d’Africa 13 milioni a rischio fame grave

I cambiamenti climatici espongono 13 milioni di persone del Corno d’Africa alla fame grave entro marzo. Lo denuncia l’agenzia ONU World Food Programme (WFP).

Tre stagioni consecutive di mancate precipitazioni nei tre Paesi (Etiopia, Kenia e Somalia) hanno decimato i raccolti e causato un numero elevato di morti di bestiame. Di conseguenza, la mancanza di acqua e di pascoli stanno costringendo le famiglie ad abbandonare le proprie case e portando a un aumento dei conflitti tra le comunità. Ulteriori previsioni di precipitazioni sotto la media minacciano di aggiungersi e peggiorare le dure condizioni nei prossimi mesi.

“I raccolti sono rovinati, il bestiame sta morendo e la fame sta crescendo con le siccità ricorrenti che colpiscono il Corno d’Africa – denuncia Michael Dunford, direttore regionale WFP per l’Africa orientale -. La situazione richiede un’immediata azione umanitaria e un forte sostegno per costruire la resilienza delle comunità per il futuro”.

La siccità ha colpito popolazioni di pastori e di agricoltori nel sud e sud-est dell’Etiopia, il sud-est e il nord del Kenia e il sud e centro della Somalia. Gli impatti si sono aggiunti agli aumenti dei prezzi degli alimenti di base, all’inflazione e alla bassa domanda di forza lavoro agricola, che peggiorano la capacità delle famiglie di acquistare cibo. I tassi di malnutrizione rimangono alti nella regione e potrebbero aggravarsi senza un’azione immediata.

Nei tre paesi colpiti dalla siccità, il WFP sta fornendo assistenza alimentare e nutrizionale salvavita alle comunità colpite. Inoltre, gli schemi assicurativi e di grants in contanti del WFP stanno aiutando le famiglie a comprare cibo per mantenere in vita il bestiame o a compensare le perdite.

Con la crescita dei bisogni nel Corno d’Africa, diventa fondamentale fornire assistenza immediata se si vuole evitare una grave crisi umanitaria, come quella del 2011 quando 250.000 persone morirono di fame in Somalia. Questa settimana il WFP lancia il Piano di Risposta Regionale alla Siccità per il Corno d’Africa, chiedendo 327 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati di 4,5 milioni di persone nei prossimi sei mesi e aiutare le comunità a diventare più resilienti agli shock climatici estremi.

I cambiamenti climatici espongono 13 milioni di persone del Corno d’Africa alla fame grave entro marzo. Lo denuncia l’agenzia ONU World Food Programme (WFP).

Tre stagioni consecutive di mancate precipitazioni nei tre Paesi (Etiopia, Kenia e Somalia) hanno decimato i raccolti e causato un numero elevato di morti di bestiame. Di conseguenza, la mancanza di acqua e di pascoli stanno costringendo le famiglie ad abbandonare le proprie case e portando a un aumento dei conflitti tra le comunità. Ulteriori previsioni di precipitazioni sotto la media minacciano di aggiungersi e peggiorare le dure condizioni nei prossimi mesi.

“I raccolti sono rovinati, il bestiame sta morendo e la fame sta crescendo con le siccità ricorrenti che colpiscono il Corno d’Africa – denuncia Michael Dunford, direttore regionale WFP per l’Africa orientale -. La situazione richiede un’immediata azione umanitaria e un forte sostegno per costruire la resilienza delle comunità per il futuro”.

La siccità ha colpito popolazioni di pastori e di agricoltori nel sud e sud-est dell’Etiopia, il sud-est e il nord del Kenia e il sud e centro della Somalia. Gli impatti si sono aggiunti agli aumenti dei prezzi degli alimenti di base, all’inflazione e alla bassa domanda di forza lavoro agricola, che peggiorano la capacità delle famiglie di acquistare cibo. I tassi di malnutrizione rimangono alti nella regione e potrebbero aggravarsi senza un’azione immediata.

Nei tre paesi colpiti dalla siccità, il WFP sta fornendo assistenza alimentare e nutrizionale salvavita alle comunità colpite. Inoltre, gli schemi assicurativi e di grants in contanti del WFP stanno aiutando le famiglie a comprare cibo per mantenere in vita il bestiame o a compensare le perdite.

Con la crescita dei bisogni nel Corno d’Africa, diventa fondamentale fornire assistenza immediata se si vuole evitare una grave crisi umanitaria, come quella del 2011 quando 250.000 persone morirono di fame in Somalia. Questa settimana il WFP lancia il Piano di Risposta Regionale alla Siccità per il Corno d’Africa, chiedendo 327 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati di 4,5 milioni di persone nei prossimi sei mesi e aiutare le comunità a diventare più resilienti agli shock climatici estremi.

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