“Colle e Pd
vogliono Draghi
Ma si voterà”

A colloquio con L’Identità la senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè, che ci spiega perché il Pd e il capo dello Stato faranno di tutto per impedire agli italiani di votare e dare un governo forte alla nazione in una tempesta perfetta mai vista: pandemia, guerra, siccità, inflazione. Per questi problemi non bastano le alchimie di Palazzo

“Non si è mai vista una crisi così lunga. Hanno paura, faranno di tutto per non andare alle urne”

“Il Pd d’accordo con Mattarella farà di tutto per evitare il voto anticipato e restituire la parola agli italiani, che invece hanno bisogno di un governo forte e non di alchimie di Palazzo”. Ne è convinta la senatrice Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia, la quale ha fatto il punto con L’Identità sulla crisi di governo – “congelata per sei giorni, una cosa mai vista” – e sull’operazione di Conte, destinata al fallimento: “Perché in tutta onestà non ce lo vedo proprio capo popolo”. Certo è che come si è subito affrettato a sottolineare il segretario del Pd Enrico Letta il congelamento della crisi serve proprio a fare di tutto per evitare le elezioni. Anche se allo stato attuale appare improbabile che il premier Mario Draghi accetterà di continuare a subire penultimatum da Conte. Per la senatrice di FdI, in ogni caso Draghi ha fatto bene a provare a dimettersi: è stato coerente. Ma Mattarella ha detto no.
Senatrice, come finirà questa crisi di governo?
Bisognerebbe essere una maga, prevedere il futuro, per rispondere. Perché ormai anche l’Abc della politica è un alfabeto che non c’è più. È scomparso persino l’alfabeto da questa politica. Perché non abbiamo mai visto una crisi che viene congelata per sei giorni. Anche la modalità irrituale di Draghi che il 20 riferisce alle Camere, ma per dire cosa? Ci sono tante domande che hanno un’unica risposta.
Qual è?
Siccome sanno che se andiamo a votare vince il centrodestra, cercheranno – dagli inquilini più importanti fin giù a scendere – qualsiasi alchimia per evitare le urne, perché hanno troppa paura del voto.
La crisi è stata causata dal M5S, che però ha mantenuto il punto sull’inceneritore di Roma inserito nel dl Aiuti. Possiamo dire dunque che è anche colpa del Pd, che poteva evitare di incenerire il governo?
Io dico che Draghi si è comportato da Draghi, da uomo che è al governo di questa nazione per fare determinate cose e risolvere i problemi degli italiani. Mai, come in questa tempesta perfetta, siamo stati più esposti a tantissimi problemi: la pandemia, la guerra, la siccità, l’inflazione. Siamo veramente in una situazione di emergenza continua. Quindi Draghi ha detto: “Bisogna fare le cose, ma se non posso farle lascio stare”. Questo mi sembra un comportamento responsabile, da Draghi insomma. D’altra parte però c’è un’altra questione.
Quale sarebbe?
Lo sapevamo anche prima: quando nella maggioranza ci sono dentro tutti, partiti che hanno programmi contrapposti, si gioca al ribasso e quindi non si risolvono i problemi della nazione.
Tornando all’inceneritore di Roma, possiamo dire che è stato il casus belli, per Conte?
Non credo che la causa scatenante sia stato l’inceneritore. I 5 Stelle e Conte avevano già deciso: vogliono andare all’opposizione per cercare di crearsi un’identità che hanno completamente perso. Per cercare di recuperare consensi, perché hanno perso milioni di voti. Quindi Conte crede di fare questa operazione per trarne vantaggio alle elezioni politiche ma non credo che questa operazione gli riuscirà. Ma che lui lo faccia per questo è sicuro.
Perché si deve andare al voto? Perché così vince il centrodestra?
Bisogna tornare al voto perché il popolo, come recita la nostra Costituzione, è sovrano. E in questo momento di difficoltà enormi per le imprese, per le famiglie, per i lavoratori ci vuole un governo forte. E quindi con un mandato popolare forte. Non un governo tirato su con le alchimie di Palazzo. Questo è il tema: il momento è difficile, quindi gli italiani devono dare un governo forte alla nostra nazione. Basta giochetti di Palazzo.
Forza Italia è in una posizione intermedia rispetto a FdI, che è all’opposizione: non vede il voto come unica soluzione, infatti non esclude di andare avanti con Draghi senza M5S. Il centrodestra è compatto?
Guardi, le rispondo con un paragone calcistico ma nell’interesse dell’Italia: stiamo giocando una partita con la porta vuota, perché non c’è il portiere. Ebbene, se noi del centrodestra non vogliamo mettere la palla in rete e fare goal per gli italiani, per cercare di vincere e risolvere tanti problemi, saremmo degli extraterrestri. Pertanto mi auguro che il centrodestra sia compatto. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, la nostra posizione è granitica e lo è da molto tempo. Noi non vacilliamo: si torni subito al voto.
Se si andasse al voto adesso che è sfumato il sogno accarezzato da Letta, che si sente un po’ il nuovo Prodi, di quel campo largo con i 5 Stelle, che ora sono suoi avversari, e con Conte che vorrebbe recuperare consensi in quella base chiamiamola militante del M5S della prima ora dove però non è credibile, sia dem che grillini ne uscirebbero a pezzi. Pertanto faranno di tutto per evitare il voto anticipato, soprattutto il Pd, non crede?
Ma certamente. Il Pd d’altra parte è il partito che non vince le elezioni ma governa. E’ come uno che non compra il biglietto della lotteria ma la vince. Il Pd è quella roba lì. E’ ovvio che faranno di tutto per evitare il voto e credo che in questo saranno aiutati anche dal capo dello Stato, al quale ci siamo appellati per restituire la parola ai cittadini. Però è evidente, anche per la gestione di questa crisi, che il presidente della Repubblica non intende mandarci al voto. Mi trovi nei precedenti della storia dei nostri governi dove la crisi si congela per sei giorni. Hanno paura delle elezioni, hanno paura degli italiani, di non avere il consenso. Anche perché al governo non è che hanno risolto i problemi, anzi.
Ma i consensi che arrivano dal dissenso possono essere recuperati da questo M5S targato Conte, oppure possono essere intercettati dal centrodestra?
Analizzando il flusso dei voti è emerso che mentre noi di FdI abbiamo intercettato voti di altri partiti, i voti dei 5 Stelle sono andati a finire nell’astensione. Non è che sono andati ad altri partiti. Poi certo, non è escluso che possano anche essere recuperati dal centrodestra.
Ma Conte può recuperare i voti persi dal M5S?
Se il M5S dovesse tornare veramente alla sua identità, ci dovrebbe essere un capo politico, che recuperi le battaglie di bandiera dei 5 Stelle. Onestamente, Conte non lo vedo così. Però non voglio giudicare in casa d’altri, perché il M5S non è casa mia e quindi non mi permetto. Certo è però che Conte semmai è una figura istituzionale: non ce lo vedo capo popolo.

A colloquio con L’Identità la senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè, che ci spiega perché il Pd e il capo dello Stato faranno di tutto per impedire agli italiani di votare e dare un governo forte alla nazione in una tempesta perfetta mai vista: pandemia, guerra, siccità, inflazione. Per questi problemi non bastano le alchimie di Palazzo

“Non si è mai vista una crisi così lunga. Hanno paura, faranno di tutto per non andare alle urne”

“Il Pd d’accordo con Mattarella farà di tutto per evitare il voto anticipato e restituire la parola agli italiani, che invece hanno bisogno di un governo forte e non di alchimie di Palazzo”. Ne è convinta la senatrice Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia, la quale ha fatto il punto con L’Identità sulla crisi di governo – “congelata per sei giorni, una cosa mai vista” – e sull’operazione di Conte, destinata al fallimento: “Perché in tutta onestà non ce lo vedo proprio capo popolo”. Certo è che come si è subito affrettato a sottolineare il segretario del Pd Enrico Letta il congelamento della crisi serve proprio a fare di tutto per evitare le elezioni. Anche se allo stato attuale appare improbabile che il premier Mario Draghi accetterà di continuare a subire penultimatum da Conte. Per la senatrice di FdI, in ogni caso Draghi ha fatto bene a provare a dimettersi: è stato coerente. Ma Mattarella ha detto no.
Senatrice, come finirà questa crisi di governo?
Bisognerebbe essere una maga, prevedere il futuro, per rispondere. Perché ormai anche l’Abc della politica è un alfabeto che non c’è più. È scomparso persino l’alfabeto da questa politica. Perché non abbiamo mai visto una crisi che viene congelata per sei giorni. Anche la modalità irrituale di Draghi che il 20 riferisce alle Camere, ma per dire cosa? Ci sono tante domande che hanno un’unica risposta.
Qual è?
Siccome sanno che se andiamo a votare vince il centrodestra, cercheranno – dagli inquilini più importanti fin giù a scendere – qualsiasi alchimia per evitare le urne, perché hanno troppa paura del voto.
La crisi è stata causata dal M5S, che però ha mantenuto il punto sull’inceneritore di Roma inserito nel dl Aiuti. Possiamo dire dunque che è anche colpa del Pd, che poteva evitare di incenerire il governo?
Io dico che Draghi si è comportato da Draghi, da uomo che è al governo di questa nazione per fare determinate cose e risolvere i problemi degli italiani. Mai, come in questa tempesta perfetta, siamo stati più esposti a tantissimi problemi: la pandemia, la guerra, la siccità, l’inflazione. Siamo veramente in una situazione di emergenza continua. Quindi Draghi ha detto: “Bisogna fare le cose, ma se non posso farle lascio stare”. Questo mi sembra un comportamento responsabile, da Draghi insomma. D’altra parte però c’è un’altra questione.
Quale sarebbe?
Lo sapevamo anche prima: quando nella maggioranza ci sono dentro tutti, partiti che hanno programmi contrapposti, si gioca al ribasso e quindi non si risolvono i problemi della nazione.
Tornando all’inceneritore di Roma, possiamo dire che è stato il casus belli, per Conte?
Non credo che la causa scatenante sia stato l’inceneritore. I 5 Stelle e Conte avevano già deciso: vogliono andare all’opposizione per cercare di crearsi un’identità che hanno completamente perso. Per cercare di recuperare consensi, perché hanno perso milioni di voti. Quindi Conte crede di fare questa operazione per trarne vantaggio alle elezioni politiche ma non credo che questa operazione gli riuscirà. Ma che lui lo faccia per questo è sicuro.
Perché si deve andare al voto? Perché così vince il centrodestra?
Bisogna tornare al voto perché il popolo, come recita la nostra Costituzione, è sovrano. E in questo momento di difficoltà enormi per le imprese, per le famiglie, per i lavoratori ci vuole un governo forte. E quindi con un mandato popolare forte. Non un governo tirato su con le alchimie di Palazzo. Questo è il tema: il momento è difficile, quindi gli italiani devono dare un governo forte alla nostra nazione. Basta giochetti di Palazzo.
Forza Italia è in una posizione intermedia rispetto a FdI, che è all’opposizione: non vede il voto come unica soluzione, infatti non esclude di andare avanti con Draghi senza M5S. Il centrodestra è compatto?
Guardi, le rispondo con un paragone calcistico ma nell’interesse dell’Italia: stiamo giocando una partita con la porta vuota, perché non c’è il portiere. Ebbene, se noi del centrodestra non vogliamo mettere la palla in rete e fare goal per gli italiani, per cercare di vincere e risolvere tanti problemi, saremmo degli extraterrestri. Pertanto mi auguro che il centrodestra sia compatto. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, la nostra posizione è granitica e lo è da molto tempo. Noi non vacilliamo: si torni subito al voto.
Se si andasse al voto adesso che è sfumato il sogno accarezzato da Letta, che si sente un po’ il nuovo Prodi, di quel campo largo con i 5 Stelle, che ora sono suoi avversari, e con Conte che vorrebbe recuperare consensi in quella base chiamiamola militante del M5S della prima ora dove però non è credibile, sia dem che grillini ne uscirebbero a pezzi. Pertanto faranno di tutto per evitare il voto anticipato, soprattutto il Pd, non crede?
Ma certamente. Il Pd d’altra parte è il partito che non vince le elezioni ma governa. E’ come uno che non compra il biglietto della lotteria ma la vince. Il Pd è quella roba lì. E’ ovvio che faranno di tutto per evitare il voto e credo che in questo saranno aiutati anche dal capo dello Stato, al quale ci siamo appellati per restituire la parola ai cittadini. Però è evidente, anche per la gestione di questa crisi, che il presidente della Repubblica non intende mandarci al voto. Mi trovi nei precedenti della storia dei nostri governi dove la crisi si congela per sei giorni. Hanno paura delle elezioni, hanno paura degli italiani, di non avere il consenso. Anche perché al governo non è che hanno risolto i problemi, anzi.
Ma i consensi che arrivano dal dissenso possono essere recuperati da questo M5S targato Conte, oppure possono essere intercettati dal centrodestra?
Analizzando il flusso dei voti è emerso che mentre noi di FdI abbiamo intercettato voti di altri partiti, i voti dei 5 Stelle sono andati a finire nell’astensione. Non è che sono andati ad altri partiti. Poi certo, non è escluso che possano anche essere recuperati dal centrodestra.
Ma Conte può recuperare i voti persi dal M5S?
Se il M5S dovesse tornare veramente alla sua identità, ci dovrebbe essere un capo politico, che recuperi le battaglie di bandiera dei 5 Stelle. Onestamente, Conte non lo vedo così. Però non voglio giudicare in casa d’altri, perché il M5S non è casa mia e quindi non mi permetto. Certo è però che Conte semmai è una figura istituzionale: non ce lo vedo capo popolo.

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