Come liberarsi delle emissioni del gas: un incontro degli Amici della Terra

L’abbattimento delle emissioni della filiera del gas naturale continua ad essere un tema attuale, che il gas provenga dalla Russia o da nuovi canali, come quelli del TAP e dell’Algeria.

Ne hanno discusso a Roma gli Amici della Terra e Open Gate Italia, con Environmental Defense Fund Europe. Per Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra, “il gas naturale sarà necessario a gestire la transizione ancora a lungo e finché non saremo in grado di sostituirlo è essenziale che venga sfruttato nel modo più efficiente possibile. Ogni perdita di metano in aria, volontaria o involontaria, ci fa perdere una risorsa che stiamo vedendo quanto sia importante, sia dal punto di vista dell’impatto climatico, che della perdita economica che tutti subiamo con l’aumento del prezzo provocato dalla guerra”.

E gli obiettivi UE, ogni volta aggiornati? “Ridurre rapidamente le emissioni di metano potrebbe essere l’unica modalità efficace per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi”, ha precisato Flavia Sollazzo, Senior Director EU Energy Transition di EDF Europe.

“Il Regolamento Europeo per la riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia ancora in discussione, una volta adottato, contribuirà al raggiungimento di questo importante traguardo – ha aggiunto – e i Paesi dell’Unione Europea, saranno quindi anche i primi a impegnarsi concretamente nell’ambito del Global Methane Pledge”.

Sollazzo ha anche concluso evidenziando quanto suggerito dalla Commissione Europea nella comunicazione RePowerEU e nella Strategia esterna UE per l’energia: “Già nel breve termine, l’UE e i suoi Stati membri potranno manifestare il proprio impegno anche nei nuovi contratti di fornitura di gas attraverso azioni volte a ridurre le emissioni di metano, come già avvenuto in recenti MoU, cito ad esempio quello tra UE-Egitto-Israele firmato lo scorso 15 giugno”.

“La dipendenza energetica degli stati europei nei confronti dei fornitori esteri, in primis la Russia, ci offre uno scenario inatteso: nel tentativo di sostituire le forniture russe, invece di incentivare la riduzione delle emissioni rischiamo al contrario di promuoverne di nuove. E questo è da evitare- ha argomentato Ilaria Restifo, rappresentante italiana di Environmental Defense Fund Europe-.”Ma la stessa UE, con il recente documento RePowerEU, a evidenziare la necessità di una cooperazione con i partner internazionali per ridurre le emissioni di metano nell’ambito dei nuovi approvvigionamenti di gas. In Italia, con gli Amici della Terra abbiamo lanciato iniziative di impegno volontario sfociate a settembre 2021 in un documento di indirizzi sottoscritto da imprese nazionali e presentato alle Istituzioni. Il coinvolgimento volontario degli operatori su obiettivi puntuali dimostra la sensibilità delle imprese e può contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei e internazionali”.

La collaborazione tra Amici della Terra ed Environmental Defense Fund Europe ha portato l’Italia ad essere il primo Paese in cui i principali operatori della filiera del gas hanno sottoscritto, lo scorso settembre, un documento di impegni volontari con obiettivi quantitativi e qualitativi di contenimento delle emissioni di metano. Un tavolo di lavoro il cui prossimo obiettivo, ricorda Tommasi, “sarà proprio quello di promuovere la riduzione delle emissioni di metano nei nuovi canali di importazione che si stanno definendo nel RePowerEU in alternativa all’importazione di gas dalla Russia”.

L’abbattimento delle emissioni della filiera del gas naturale continua ad essere un tema attuale, che il gas provenga dalla Russia o da nuovi canali, come quelli del TAP e dell’Algeria.

Ne hanno discusso a Roma gli Amici della Terra e Open Gate Italia, con Environmental Defense Fund Europe. Per Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra, “il gas naturale sarà necessario a gestire la transizione ancora a lungo e finché non saremo in grado di sostituirlo è essenziale che venga sfruttato nel modo più efficiente possibile. Ogni perdita di metano in aria, volontaria o involontaria, ci fa perdere una risorsa che stiamo vedendo quanto sia importante, sia dal punto di vista dell’impatto climatico, che della perdita economica che tutti subiamo con l’aumento del prezzo provocato dalla guerra”.

E gli obiettivi UE, ogni volta aggiornati? “Ridurre rapidamente le emissioni di metano potrebbe essere l’unica modalità efficace per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi”, ha precisato Flavia Sollazzo, Senior Director EU Energy Transition di EDF Europe.

“Il Regolamento Europeo per la riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia ancora in discussione, una volta adottato, contribuirà al raggiungimento di questo importante traguardo – ha aggiunto – e i Paesi dell’Unione Europea, saranno quindi anche i primi a impegnarsi concretamente nell’ambito del Global Methane Pledge”.

Sollazzo ha anche concluso evidenziando quanto suggerito dalla Commissione Europea nella comunicazione RePowerEU e nella Strategia esterna UE per l’energia: “Già nel breve termine, l’UE e i suoi Stati membri potranno manifestare il proprio impegno anche nei nuovi contratti di fornitura di gas attraverso azioni volte a ridurre le emissioni di metano, come già avvenuto in recenti MoU, cito ad esempio quello tra UE-Egitto-Israele firmato lo scorso 15 giugno”.

“La dipendenza energetica degli stati europei nei confronti dei fornitori esteri, in primis la Russia, ci offre uno scenario inatteso: nel tentativo di sostituire le forniture russe, invece di incentivare la riduzione delle emissioni rischiamo al contrario di promuoverne di nuove. E questo è da evitare- ha argomentato Ilaria Restifo, rappresentante italiana di Environmental Defense Fund Europe-.”Ma la stessa UE, con il recente documento RePowerEU, a evidenziare la necessità di una cooperazione con i partner internazionali per ridurre le emissioni di metano nell’ambito dei nuovi approvvigionamenti di gas. In Italia, con gli Amici della Terra abbiamo lanciato iniziative di impegno volontario sfociate a settembre 2021 in un documento di indirizzi sottoscritto da imprese nazionali e presentato alle Istituzioni. Il coinvolgimento volontario degli operatori su obiettivi puntuali dimostra la sensibilità delle imprese e può contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei e internazionali”.

La collaborazione tra Amici della Terra ed Environmental Defense Fund Europe ha portato l’Italia ad essere il primo Paese in cui i principali operatori della filiera del gas hanno sottoscritto, lo scorso settembre, un documento di impegni volontari con obiettivi quantitativi e qualitativi di contenimento delle emissioni di metano. Un tavolo di lavoro il cui prossimo obiettivo, ricorda Tommasi, “sarà proprio quello di promuovere la riduzione delle emissioni di metano nei nuovi canali di importazione che si stanno definendo nel RePowerEU in alternativa all’importazione di gas dalla Russia”.

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