Commissione Periferie: “Al Sud richiesta pressante di servizi”
Il vero degrado- questo sta verificando l'organismo parlamentare - non è necessariamente ai margini delle mappe urbane
Dopo le missioni in 14 città metropolitane, continua incessante il lavoro di analisi e monitoraggio della Commissione Periferie, uno degli organismi parlamentari più operativi della XIX legislatura.
La Commissione Periferie a Caserta
La più recente trasferta, con il presidente Alessandro Battilocchio e altri membri della Commissione, a Caserta in Campania. Una provincia con 21 comuni in dissesto finanziario e altri 13 in predissesto, una condizione che incide direttamente sulla capacità di garantire servizi ai cittadini.
Un territorio da tempo e tuttora condizionato dall’ombra della criminalità organizzata, di frequente a braccetto con la peggiore politica che ne subisce l’influenza. Anche qui, rileva Battilocchio, un degrado che non è geografico ma funzionale. Ciò che funziona e ciò che non va, negli appunti che il deputato custodisce e sfoglia.
Un buon raccordo istituzionale con le forze di polizia. Una significativa azione del Terzo Settore. Infrastrutture per i giovani che rinascono, anche “per gli effetti dell’ampia azione del governo che ha erogato milioni di euro per le periferie”. Una positiva riduzione della delittuosità, complessivamente in calo dell’11%, con una riduzione del 21% dei furti. Dall’altro lato cresce l’attenzione su altri fenomeni, come lesioni e percosse, aumentate del 24% rispetto al 2024, spesso legate a contesti di violenza domestica. E, fortunatamente, l’assenza di fenomeni altrove in Italia devastanti perché ricorrenti e ormai endemici, come quello della marcata violenza giovanile.
Ciò che non va
Però, attraverso le audizioni della Commissione con prefettura, questura e forze di polizia, un quadro comunque complesso e preoccupante. Il nodo centrale, quello dei servizi e delle infrastrutture sociali e culturali. «Ci è stata segnalata anche qui una forte domanda di sicurezza – spiega Battilocchio – insieme alla carenza di organici nelle polizie municipali e a criticità strutturali nei bilanci locali”.
Forti ed evidenti pure altre fragilità. La carenza di videosorveglianza nonostante ripetuti annunci e ribadite rimodulazioni e nuove pianificazioni. “Uno strumento che invece – rimarca Battilocchio – serve e funziona, come abbiamo verificato altrove in Italia” -. E poi la mancanza di teatri, cinema e di spazi pubblici dedicati a sport e aggregazione. Perché sport e cultura sono l’abc della convivenza e – osserva il presidente della Commissione – “l’inclusione sociale passa anche attraverso questi strumenti”.
Il degrado funzionale
Segnali positivi, quindi. Realtà educative considerate un modello di integrazione e presidio sociale. Realtà “di eccellenza – racconta Battilocchio – con percorsi di inclusione molto interessanti e un forte collegamento con il territorio”. E una rete sociale molto forte.
Ma pure clamorosi ritardi e una impasse quasi strutturale delle governance locali. Perché, in un Paese dove le città rischiano di trasformarsi in arcipelaghi di quartieri diseguali, riconoscere il fenomeno del degrado funzionale diventa il primo passo per evitarlo o affrontarlo.
Le vere periferie italiane – questa sta verificando la Commissione – non sono necessariamente ai margini delle mappe urbane. Frequentemente esistono anche a pochi passi dal centro, là dove i servizi scompaiono e il senso di comunità si dissolve.
Torna alle notizie in home