Cultura & Spettacolo

Con il suo stile moderno e attuale Rosario Lisma porta Checov nei teatri Italiani

di Redazione -


di LORENZA SEBASTIANI
Cechov come non l’avete mai visto. Rosario Lisma, regista, autore e attore siciliano, dopo la fiction Il nostro Generale su Rai1, porta in giro per il Belpaese l’opera Il Giardino dei ciliegi. L’importanza di diffondere la cultura russa in questo periodo storico non perde rilievo, perché non si cada nell’errore di additare come peccato anche l’arte di valore.
«Non è stato l’unico motivo a farmi scegliere Cechov. Ma quando mi sono reso conto che qualcuno, in un periodo storico di guerra, abbia cercato di censurare gli autori russi, una riflessione l’ho fatta, perché quegli autori non appartengono al governo russo né solo a quel popolo, ma all’intera umanità». Lisma professa da sempre una sua preferenza per l’autore in questione: «Ho amato Cechov da sempre. È moderno, contemporaneo, fa un’analisi lucida dell’animo umano, analitica. Essendo lui un medico riusciva a osservare in maniera scientifica l’essere umano, ma con comprensione, senza giudicarlo. Non ci sono cattivi e buoni nei suoi scritti, ma l’umanità con i suoi pregi e difetti. Nel suo celebre atto unico Tragico contro voglia, manifesta tutta la sua capacità di usare un linguaggio tragico, ma anche poetico».
Attore, autore e regista nato a Mazara del Vallo, Lisma, che qui è regista e attore, sta portando in scena un adattamento de Il giardino dei ciliegi. Fino al 2 aprile 2023 sarà a Roma, presso il Teatro Sala Umberto. «In parte ho anche riadattato il testo. Nel racconto non arrivano telegrammi, ma messaggi e telefonate, come se questi personaggi vivessero oggi. Ho anche riscritto alcune battute “alla Cechov”, un piccolo gioco di prestigio che il pubblico sembra aver apprezzato».
Dal 16 al 21 maggio invece Lisma tornerà in scena con lo spettacolo, Edificio 3, regia e testo dell’argentino Claudio Tolcachir al Teatro Argentina di Roma. È una commedia divertente che ha tratti poetici e surreali, ambientata ai giorni nostri. In scena, personaggi all’eterna ricerca della felicità, che cercano di colmare goffamente i propri dolori. «Il pubblico ride e in maniera empatica si riconosce in questi personaggi».
Il pubblico però conosce Lisma anche per i suoi ruoli al cinema, ne La mafia uccide solo d’estate o Smetto quando voglio. Notevole il suo ruolo di Mimmo Casà nel film di Roberto Andò La stranezza, il corrotto direttore del cimitero di Girgenti a cui si rivolge Pirandello. Il film ha a vinto come Nastro dell’Anno a i Nastri d’Argento.

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