ConfimpreseItalia: serve nazionalizzazione luce e gas, a rischio 850mila imprese

Con il caro bollette si rischiano “chiusure e nuovi disoccupati: 850mila imprese chiuse e 3,5 milioni di posti di lavoro persi”. Questa l’ analisi condotta da ConfimpreseItalia, riportata in una comunicato. Numeri che “confermano le fosche, ma purtroppo realistiche, previsioni. Nei prossimi mesi 850.000 piccole e microimprese chiuderanno a causa dell’insostenibile peso della bolletta energetica sui fatturati delle aziende” con percentuali che “in alcuni casi arrivano al 50%, ma di solito per Forni, Somministrazione, Ristorazione si attestano su una media del 22% con tetti che arrivano anche al 35%. E’ evidente  che con queste percentuali l’unico approdo per le aziende è la chiusura”.

ConfimpreseItalia infine, “come unica soluzione possibile” al caro bollette propone “la nazionalizzazione dei servizi di gestione di Luce e Gas. Dal punto di vista giuridico i trattati europei lo consentono. Basta ricordare che Macron per bloccare la scalata di ENI su EDF la nazionalizzò e che la Germania sta facendo la stessa operazione. Con questa scelta si può ridurre quella forbice tra 0,15 euro del costo dell’energia e lo 0,55 euro del Prezzo Unico Nazionale ed inoltre si può/deve a prescindere sganciare il prezzo dell’energia da quello del gas”.

Con il caro bollette si rischiano “chiusure e nuovi disoccupati: 850mila imprese chiuse e 3,5 milioni di posti di lavoro persi”. Questa l’ analisi condotta da ConfimpreseItalia, riportata in una comunicato. Numeri che “confermano le fosche, ma purtroppo realistiche, previsioni. Nei prossimi mesi 850.000 piccole e microimprese chiuderanno a causa dell’insostenibile peso della bolletta energetica sui fatturati delle aziende” con percentuali che “in alcuni casi arrivano al 50%, ma di solito per Forni, Somministrazione, Ristorazione si attestano su una media del 22% con tetti che arrivano anche al 35%. E’ evidente  che con queste percentuali l’unico approdo per le aziende è la chiusura”.

ConfimpreseItalia infine, “come unica soluzione possibile” al caro bollette propone “la nazionalizzazione dei servizi di gestione di Luce e Gas. Dal punto di vista giuridico i trattati europei lo consentono. Basta ricordare che Macron per bloccare la scalata di ENI su EDF la nazionalizzò e che la Germania sta facendo la stessa operazione. Con questa scelta si può ridurre quella forbice tra 0,15 euro del costo dell’energia e lo 0,55 euro del Prezzo Unico Nazionale ed inoltre si può/deve a prescindere sganciare il prezzo dell’energia da quello del gas”.

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