Consip, Rosato: Marroni non aveva sufficienti entrature nel Governo

“Marroni, quando lo incontrai, mi disse che non aveva sufficienti entrature nel Governo. Accolsi la cosa senza ulteriori specificazioni. Aggiunse che i rapporti con Luca Lotti non erano buoni e non approfondii”. Queste le parole odierne di Ettore Rosato, parlamentare di Italia Viva, durante la sua testimonianza davanti ai giudici dell’VIII sezione del tribunale di Roma.
“Nel 2016 ero capogruppo Pd alla Camera incontrai Luigi Marroni (allora amministratore delegato di Consip) in due occasioni. Dalle agende ho ricostruito che fu il 21 luglio 2016 e ed il 9 novembre 2016. In una prima occasione Marroni mi presentò le strategie dell’azienda e quelli che potevano essere alcuni passaggi futuri. Una cosa che avviene di solito, senza particolari elementi da ricordare. Nel secondo incontro Marroni venne a interessarmi di un problema che si era creato per il tetto ai compensi dei manager pubblici di cui anche lui faceva parte” ha continuato Rosato.
Il parlamentare ha poi concluso: “Spiegai a Marroni che era un provvedimento di iniziativa governativa e lo invitai di fatto a parlare con il governo, ma lui mi disse di ‘non avere entrature sufficienti’ e di ‘avere un rapporto non facile con Lotti. La legge prevedeva un tetto massimo di 240 mila euro per compensi di pubblici dipendenti, noi come Parlamento confermammo ciò che il decreto sanciva. Non mi chiesi come mai Marroni rivolgesse a noi la sua istanza. Le difficoltà che lui poteva avere con la presidenza del consiglio potevano esser dovute a mille fattori. E comunque io non avevo interesse ad approfondire”.

“Marroni, quando lo incontrai, mi disse che non aveva sufficienti entrature nel Governo. Accolsi la cosa senza ulteriori specificazioni. Aggiunse che i rapporti con Luca Lotti non erano buoni e non approfondii”. Queste le parole odierne di Ettore Rosato, parlamentare di Italia Viva, durante la sua testimonianza davanti ai giudici dell’VIII sezione del tribunale di Roma.
“Nel 2016 ero capogruppo Pd alla Camera incontrai Luigi Marroni (allora amministratore delegato di Consip) in due occasioni. Dalle agende ho ricostruito che fu il 21 luglio 2016 e ed il 9 novembre 2016. In una prima occasione Marroni mi presentò le strategie dell’azienda e quelli che potevano essere alcuni passaggi futuri. Una cosa che avviene di solito, senza particolari elementi da ricordare. Nel secondo incontro Marroni venne a interessarmi di un problema che si era creato per il tetto ai compensi dei manager pubblici di cui anche lui faceva parte” ha continuato Rosato.
Il parlamentare ha poi concluso: “Spiegai a Marroni che era un provvedimento di iniziativa governativa e lo invitai di fatto a parlare con il governo, ma lui mi disse di ‘non avere entrature sufficienti’ e di ‘avere un rapporto non facile con Lotti. La legge prevedeva un tetto massimo di 240 mila euro per compensi di pubblici dipendenti, noi come Parlamento confermammo ciò che il decreto sanciva. Non mi chiesi come mai Marroni rivolgesse a noi la sua istanza. Le difficoltà che lui poteva avere con la presidenza del consiglio potevano esser dovute a mille fattori. E comunque io non avevo interesse ad approfondire”.

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