CONTANTI SALUTI

Ci siamo. Lunedì, alle ore 17.30, si riunirà il consiglio dei ministri che dovrà approvare il disegno di legge sul bilancio. Lo aveva già annunciato, da Bali, il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti. Dopo il via libera dal consiglio, il ddl della manovra inizierà il suo “cammino” legislativo partendo dalla Camera dei Deputati mentre il Senato sarà impegnato a sviscerare le norme del decreto Aiuti quater. Che, per ora, attende ancora di essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Intanto un primo caso ha movimentato la politica nel pomeriggio di ieri. L’innalzamento del tetto per i pagamenti in contante è “sparito” dal decreto Aiuti. Per il momento, dunque, niente soglia di 5mila euro. La vicenda ha dato il “la” alla Lega per intervenire sulle prossime scelte in materia economico-finanziaria del governo. Da via Bellerio, infatti, hanno commentato l’assenza del provvedimento rilanciando: “La norma sarà inserita nella legge di bilancio”. Dunque non c’è stato “nessun problema”.
Matteo Salvini, nella giornata di ieri, si è preso letteralmente la scena. Intervenuto a un evento organizzato da Il Messaggero, il leader della Lega ha spiegato che, con la legge di bilancio, “daremo i primi segnali”. E se è vero che “non fai la manovra di bilancio quinquennale che esaurisce gli impegni elettorali però metti dei punti fermi”. Quali? Eccoli elencati: “L’innalzamento della soglia della flat tax, lo stop alla legge Fornero, l’avvio di quota 41, una rinnovata pace o tregua fiscale, e una revisione dovuta e obbligatoria del reddito di cittadinanza sarà assolutamente compresa”.
Salvini ha promesso: “È la prima di 5 manovre che darà il segno del cambiamento”. Un altro caposaldo della manovra sarà nella revisione del reddito di cittadinanza. Nonostante si siano moltiplicati gli appelli a mantenere la misura di sostegno al reddito, il governo ha intenzione di andare fino in fondo. E Salvini lo aveva già promesso qualche giorno fa: “Ci sarà una dovuta revisione di uno strumento che era stato pensato per creare lavoro e invece disincentiva”. E dunque aveva sottolineato: “Il Rdc va lasciato a chi non può lavorare ma non può essere strumento di disincentivo al lavoro”.
C’è attesa anche in casa Forza Italia. Il presidente della commissione bilancio Giuseppe Mangialavori ha dichairato che in manovra “troveremo di sicuro un aiuto importantissimo a imprese e famiglie”. Dunque ha spiegato: “Il governo si sta occupando di tutte le tematiche, dal superbonus alle pensioni. Vorremmo indicizzare le pensioni rispetto all’aumento dellinflazione, al 100% per le pensioni che sono inferiori ai mille euro. La difficoltà con la quale si deve rapportare il governo è la situazione economica generale, però stiamo facendo di tutto per trovare le risorse per dare più risposte possibili agli italiani e soprattutto alle fasce deboli”. Infine la proposta di Fi sul Superbonus: “C’è un dialogo aperto per trovare una soluzione che possa da un lato salvaguardare il bilancio dello Stato e dallaltro dare la possibilità a coloro che hanno pensato di potere usufruire di questa misura.Proporremo al governo uno slittamento del termine ultimo al 31 dicembre, stiamo cercando le risorse affinché il provvedimento possa passare”.

Ci siamo. Lunedì, alle ore 17.30, si riunirà il consiglio dei ministri che dovrà approvare il disegno di legge sul bilancio. Lo aveva già annunciato, da Bali, il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti. Dopo il via libera dal consiglio, il ddl della manovra inizierà il suo “cammino” legislativo partendo dalla Camera dei Deputati mentre il Senato sarà impegnato a sviscerare le norme del decreto Aiuti quater. Che, per ora, attende ancora di essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Intanto un primo caso ha movimentato la politica nel pomeriggio di ieri. L’innalzamento del tetto per i pagamenti in contante è “sparito” dal decreto Aiuti. Per il momento, dunque, niente soglia di 5mila euro. La vicenda ha dato il “la” alla Lega per intervenire sulle prossime scelte in materia economico-finanziaria del governo. Da via Bellerio, infatti, hanno commentato l’assenza del provvedimento rilanciando: “La norma sarà inserita nella legge di bilancio”. Dunque non c’è stato “nessun problema”.
Matteo Salvini, nella giornata di ieri, si è preso letteralmente la scena. Intervenuto a un evento organizzato da Il Messaggero, il leader della Lega ha spiegato che, con la legge di bilancio, “daremo i primi segnali”. E se è vero che “non fai la manovra di bilancio quinquennale che esaurisce gli impegni elettorali però metti dei punti fermi”. Quali? Eccoli elencati: “L’innalzamento della soglia della flat tax, lo stop alla legge Fornero, l’avvio di quota 41, una rinnovata pace o tregua fiscale, e una revisione dovuta e obbligatoria del reddito di cittadinanza sarà assolutamente compresa”.
Salvini ha promesso: “È la prima di 5 manovre che darà il segno del cambiamento”. Un altro caposaldo della manovra sarà nella revisione del reddito di cittadinanza. Nonostante si siano moltiplicati gli appelli a mantenere la misura di sostegno al reddito, il governo ha intenzione di andare fino in fondo. E Salvini lo aveva già promesso qualche giorno fa: “Ci sarà una dovuta revisione di uno strumento che era stato pensato per creare lavoro e invece disincentiva”. E dunque aveva sottolineato: “Il Rdc va lasciato a chi non può lavorare ma non può essere strumento di disincentivo al lavoro”.
C’è attesa anche in casa Forza Italia. Il presidente della commissione bilancio Giuseppe Mangialavori ha dichairato che in manovra “troveremo di sicuro un aiuto importantissimo a imprese e famiglie”. Dunque ha spiegato: “Il governo si sta occupando di tutte le tematiche, dal superbonus alle pensioni. Vorremmo indicizzare le pensioni rispetto all’aumento dellinflazione, al 100% per le pensioni che sono inferiori ai mille euro. La difficoltà con la quale si deve rapportare il governo è la situazione economica generale, però stiamo facendo di tutto per trovare le risorse per dare più risposte possibili agli italiani e soprattutto alle fasce deboli”. Infine la proposta di Fi sul Superbonus: “C’è un dialogo aperto per trovare una soluzione che possa da un lato salvaguardare il bilancio dello Stato e dallaltro dare la possibilità a coloro che hanno pensato di potere usufruire di questa misura.Proporremo al governo uno slittamento del termine ultimo al 31 dicembre, stiamo cercando le risorse affinché il provvedimento possa passare”.

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