Conte sempre più alle strette con una maggioranza rissosa

L’Italia e’ entrata nella Fase 2 dell’epoca del coronavirus e cerca – ci viene da dire disperatamente – di uscirne al piu’ presto per affrontare la Fase 3, ovvero quella di una quasi normalita’ (e’ certo che niente sara’ piu’ come prima della pandemia che sta devastando il mondo intero). In questo contesto da tutto il Paese viene la richiesta al governo ed alle forze politiche di “battere un colpo”, ovvero di varare il prima possibile tutte le misure atte a portare fuori da questa crisi devastante la nazione. Ma i segnali che vengono dai “Palazzi” della politica italiana e da quelli di Bruxelles e dalle capitali degli Stati della UE non sembrano proprio incoraggianti. Cominciamo da Palazzo Chigi e dintorni. Il premier Giuseppe Conte aveva annunciato baldanzoso lo scorso mese di marzo che ad aprile sarebbe stato varato un decreto legge molto corposo, contenente provvedimenti con stanziamenti di circa 55 miliardi di euro, per guidare la ripresa. In data 10 maggio di questo decreto circolano solo bozze, l’una diversa dall’altra, in quanto le quattro formazioni politiche che sostengono il governo – M5S, PD, Italia Viva e LeU – non sono riuscite a trovare un’intesa sulle cose da fare. Si puo’ tranquillamente affermare che sono divise su tutto e che, come avverra’ sicuramente perche’ nessuno puo’ permettersi una crisi di governo in questo momento, quando l’accordo sara’ trovato, sara’ quanto mai pasticciato e finira’ per scontentare tutti, sia chi ha scritto il provvedimento sia i destinatari delle sue misure. La maggioranza e’ quindi alle prese con una rissosita’ ai massimi livelli mentre i rapporti con le opposizioni sono al minimo. Lega e FdI, hanno denunciato da tempo che una collaborazione con il governo e’ impossibile perche’ l’appello del Quirinale alle forze politiche ad una leale collaborazione per portare fuori dalle secche il nostro Paese e’ stato disatteso da Conte e maggioranza che hanno – a loro giudizio – sistematicamente rifiutato ogni apporto delle opposizioni alla stesura delle misure da adottare. Piu’ sfumata la posizione di FI. Silvio Berlusconi ha preso una posizione meno rigida dei suoi alleati di centrodestra piu’ che altro per “interessi di bottega”, ovvero per non finire schiacciato sulle posizioni “sovraniste” di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Problemi di visibilita’, quindi, perche’ sulle critiche al governo in Forza Italia la pensano come Lega e Fratelli d’Italia. Ma se i rapporti con le opposizioni sono oltremodo sfilacciati, la stessa cosa si puo’ dire nei rapporti con le Regioni; e non solo con quelle governate dal centrodestra. Dai territori si spinge infatti ad accelerare i tempi anche perche’ l’estate e’ sempre piu’ vicina e l’Italia e’ un Paese a vocazione turistica. Strozzare le imprese collegate alle vacanze significherebbe dare un colpo mortale alle stesse ed aggravare la gia’ difficile crisi economica e sociale. Per finire, anche i rapporti con la UE e, soprattutto, con gli Stati del nord Europa, non sono proprio semplici e l’accordo raggiunto sul Mes, che soddisfa Pd e Iv ma non i cinquestelle e larga parte delle opposizioni, sembra apportare piu’ divisioni che consensi. Che dire, quindi? Che   Conte si trova sempre piu’ alle strette e, a giudizio di molti, anche della sua maggioranza, sembra inadeguato a portare l’Italia fuori dal guado nel quale e’ finita per il coronavirus. E non solo per questa pandemia.

Giuseppe Leone

L’Italia e’ entrata nella Fase 2 dell’epoca del coronavirus e cerca – ci viene da dire disperatamente – di uscirne al piu’ presto per affrontare la Fase 3, ovvero quella di una quasi normalita’ (e’ certo che niente sara’ piu’ come prima della pandemia che sta devastando il mondo intero). In questo contesto da tutto il Paese viene la richiesta al governo ed alle forze politiche di “battere un colpo”, ovvero di varare il prima possibile tutte le misure atte a portare fuori da questa crisi devastante la nazione. Ma i segnali che vengono dai “Palazzi” della politica italiana e da quelli di Bruxelles e dalle capitali degli Stati della UE non sembrano proprio incoraggianti. Cominciamo da Palazzo Chigi e dintorni. Il premier Giuseppe Conte aveva annunciato baldanzoso lo scorso mese di marzo che ad aprile sarebbe stato varato un decreto legge molto corposo, contenente provvedimenti con stanziamenti di circa 55 miliardi di euro, per guidare la ripresa. In data 10 maggio di questo decreto circolano solo bozze, l’una diversa dall’altra, in quanto le quattro formazioni politiche che sostengono il governo – M5S, PD, Italia Viva e LeU – non sono riuscite a trovare un’intesa sulle cose da fare. Si puo’ tranquillamente affermare che sono divise su tutto e che, come avverra’ sicuramente perche’ nessuno puo’ permettersi una crisi di governo in questo momento, quando l’accordo sara’ trovato, sara’ quanto mai pasticciato e finira’ per scontentare tutti, sia chi ha scritto il provvedimento sia i destinatari delle sue misure. La maggioranza e’ quindi alle prese con una rissosita’ ai massimi livelli mentre i rapporti con le opposizioni sono al minimo. Lega e FdI, hanno denunciato da tempo che una collaborazione con il governo e’ impossibile perche’ l’appello del Quirinale alle forze politiche ad una leale collaborazione per portare fuori dalle secche il nostro Paese e’ stato disatteso da Conte e maggioranza che hanno – a loro giudizio – sistematicamente rifiutato ogni apporto delle opposizioni alla stesura delle misure da adottare. Piu’ sfumata la posizione di FI. Silvio Berlusconi ha preso una posizione meno rigida dei suoi alleati di centrodestra piu’ che altro per “interessi di bottega”, ovvero per non finire schiacciato sulle posizioni “sovraniste” di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Problemi di visibilita’, quindi, perche’ sulle critiche al governo in Forza Italia la pensano come Lega e Fratelli d’Italia. Ma se i rapporti con le opposizioni sono oltremodo sfilacciati, la stessa cosa si puo’ dire nei rapporti con le Regioni; e non solo con quelle governate dal centrodestra. Dai territori si spinge infatti ad accelerare i tempi anche perche’ l’estate e’ sempre piu’ vicina e l’Italia e’ un Paese a vocazione turistica. Strozzare le imprese collegate alle vacanze significherebbe dare un colpo mortale alle stesse ed aggravare la gia’ difficile crisi economica e sociale. Per finire, anche i rapporti con la UE e, soprattutto, con gli Stati del nord Europa, non sono proprio semplici e l’accordo raggiunto sul Mes, che soddisfa Pd e Iv ma non i cinquestelle e larga parte delle opposizioni, sembra apportare piu’ divisioni che consensi. Che dire, quindi? Che   Conte si trova sempre piu’ alle strette e, a giudizio di molti, anche della sua maggioranza, sembra inadeguato a portare l’Italia fuori dal guado nel quale e’ finita per il coronavirus. E non solo per questa pandemia.

Giuseppe Leone

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