Covid, Sileri: App Immuni flop  che deve essere superato

 

“Immuni è stata scaricata da troppo poche persone. Se penso soprattutto ai ragazzi direi che è un flop che dobbiamo superare”. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. L’insuccesso, ha spiegato Sileri “è dipeso dalle tante chiacchiere iniziali. Se si inizia a dire che la app non è sicura, che la privacy è violata, nasce un pregiudizio. In Italia a volte si fanno i conti prima di fare le cose. I conti si fanno dopo. Sono state date troppe informazioni sbagliate. Se tutti avessero l’app Immuni consentirebbe in caso di contagio, ad esempio in un ristorante, di rintracciare facilmente i veri contatti stretti, facendo anche risparmiare lo Stato, perché si farebbe il test solo alle persone a cui serve, ma soprattutto dando libertà alle altre persone. Immuni è sinonimo di libertà, perché se non ricevi la segnalazione sei libero di non dover andare in quarantena, di non dover fare il tampone. Senza averla è difficile ricordare chi si è incontrato e contattarlo. 

Passano giorni e si creano altri focolai”. 

Per recuperare il gap, ha aggiunto, “siamo sempre in tempo, basta far filtrare il messaggio di necessità e rispetto reciproco. L’hanno scaricata più di cinque milioni di utenti, se già riuscissimo a raddoppiare questo numero nelle prossime settimane, entro fine settembre, saremmo già su un’ottima strada. Il messaggio è questo: immuni fa risparmiare e ti dà la libertà di non andare in quarantena perché non necessariamente si è stati contatti stretti di un positivo che ad esempio è entrato nel proprio stabile”. 

Carolina Biordi

 

“Immuni è stata scaricata da troppo poche persone. Se penso soprattutto ai ragazzi direi che è un flop che dobbiamo superare”. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. L’insuccesso, ha spiegato Sileri “è dipeso dalle tante chiacchiere iniziali. Se si inizia a dire che la app non è sicura, che la privacy è violata, nasce un pregiudizio. In Italia a volte si fanno i conti prima di fare le cose. I conti si fanno dopo. Sono state date troppe informazioni sbagliate. Se tutti avessero l’app Immuni consentirebbe in caso di contagio, ad esempio in un ristorante, di rintracciare facilmente i veri contatti stretti, facendo anche risparmiare lo Stato, perché si farebbe il test solo alle persone a cui serve, ma soprattutto dando libertà alle altre persone. Immuni è sinonimo di libertà, perché se non ricevi la segnalazione sei libero di non dover andare in quarantena, di non dover fare il tampone. Senza averla è difficile ricordare chi si è incontrato e contattarlo. 

Passano giorni e si creano altri focolai”. 

Per recuperare il gap, ha aggiunto, “siamo sempre in tempo, basta far filtrare il messaggio di necessità e rispetto reciproco. L’hanno scaricata più di cinque milioni di utenti, se già riuscissimo a raddoppiare questo numero nelle prossime settimane, entro fine settembre, saremmo già su un’ottima strada. Il messaggio è questo: immuni fa risparmiare e ti dà la libertà di non andare in quarantena perché non necessariamente si è stati contatti stretti di un positivo che ad esempio è entrato nel proprio stabile”. 

Carolina Biordi

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