Cresce il business delle Smart cities nel mondo: 873,7 miliardi di dollari entro il 2026. 

In Italia Firenze, Milano, Bologna e Roma Capitale le più smart

Rome Business School, parte di Planeta Formación y Universidades creato nel 2003 da De Agostini e dal Gruppo Planeta, ha pubblicato lo studio: “Smart cities e qualità dell’aria. I centri urbani italiani tra crescita sostenibile e buone pratiche di mobilità”. A curarlo: Francesco Amendola, Program Director dello Specialized Master in Data Science e dell’Executive Master in Data Science di Rome Business School, Raffaele Gareri, Co-fondatore di TSCAI (The Smart City Association), Mattia Lolli, Responsabile Volontariato presso Legambiente Onlus e Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca di RBS. Lo studio fa luce su come la pandemia e l’attuale guerra in Ucraina, abbiano accelerato la necessità di implementare le città con soluzioni ecologiche e tecnologiche al fine di mitigare l’inquinamento atmosferico e favorire un’economia sostenibile. È fondamentale per l’Italia avvalersi del supporto proveniente dai finanziamenti europei previsti dal programma Next Generation EU destinati alla ripartenza post-Covid, per proiettare le proprie città verso una pianificazione urbanistica intelligente e sostenibile che non lasci indietro i territori e le fasce sociali più vulnerabili.
La ricerca analizza come l’Italia sia ancora poco green dal punto di vista della qualità dell’aria: secondo le ultime valutazioni annuali dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA 2022) l’Italia deve diminuire drasticamente i livelli di PM10, PM2.5 e il biossido di azoto (NO2) e compiere passi concreti verso una Transizione Ecologica e Smart dei centri urbani, in particolare modo attraverso interventi effettivi sulla mobilità sostenibile e l’uso dello spazio pubblico. 

Lo studio, realizzato in collaborazione con Legambiente e TSCAI, riconferma il nord e centro Italia come le aree più virtuose in termini di ecosostenibilità, mobilità sostenibile e progetti di riduzione dell’impatto ambientale.

Nessuna delle 102 città analizzate da Legambiente nel report Mal’Aria (2022), rientra nei parametri fissati dall’OMS, nemmeno le città più smart.

Entro il 2026 si stima che il mercato globale delle Smart cities raggiunga gli 873,7 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuale composta (CAGR) del 13,8% per il periodo previsto.

Il mercato globale degli smart buildings, inoltre, crescerà del 150% entro il 2026, raggiungendo i 115 milioni di unità rispetto ai 45 milioni presenti oggi a livello globale.

Il Covid e la guerra, infine, hanno dimostrato l’importanza di sviluppare una nuova cultura della prevenzione climatica, nonché il raggiungimento di una maturità digitale al fine di colmare i gap ancora presenti.

In Italia Firenze, Milano, Bologna e Roma Capitale le più smart

Rome Business School, parte di Planeta Formación y Universidades creato nel 2003 da De Agostini e dal Gruppo Planeta, ha pubblicato lo studio: “Smart cities e qualità dell’aria. I centri urbani italiani tra crescita sostenibile e buone pratiche di mobilità”. A curarlo: Francesco Amendola, Program Director dello Specialized Master in Data Science e dell’Executive Master in Data Science di Rome Business School, Raffaele Gareri, Co-fondatore di TSCAI (The Smart City Association), Mattia Lolli, Responsabile Volontariato presso Legambiente Onlus e Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca di RBS. Lo studio fa luce su come la pandemia e l’attuale guerra in Ucraina, abbiano accelerato la necessità di implementare le città con soluzioni ecologiche e tecnologiche al fine di mitigare l’inquinamento atmosferico e favorire un’economia sostenibile. È fondamentale per l’Italia avvalersi del supporto proveniente dai finanziamenti europei previsti dal programma Next Generation EU destinati alla ripartenza post-Covid, per proiettare le proprie città verso una pianificazione urbanistica intelligente e sostenibile che non lasci indietro i territori e le fasce sociali più vulnerabili.
La ricerca analizza come l’Italia sia ancora poco green dal punto di vista della qualità dell’aria: secondo le ultime valutazioni annuali dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA 2022) l’Italia deve diminuire drasticamente i livelli di PM10, PM2.5 e il biossido di azoto (NO2) e compiere passi concreti verso una Transizione Ecologica e Smart dei centri urbani, in particolare modo attraverso interventi effettivi sulla mobilità sostenibile e l’uso dello spazio pubblico. 

Lo studio, realizzato in collaborazione con Legambiente e TSCAI, riconferma il nord e centro Italia come le aree più virtuose in termini di ecosostenibilità, mobilità sostenibile e progetti di riduzione dell’impatto ambientale.

Nessuna delle 102 città analizzate da Legambiente nel report Mal’Aria (2022), rientra nei parametri fissati dall’OMS, nemmeno le città più smart.

Entro il 2026 si stima che il mercato globale delle Smart cities raggiunga gli 873,7 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuale composta (CAGR) del 13,8% per il periodo previsto.

Il mercato globale degli smart buildings, inoltre, crescerà del 150% entro il 2026, raggiungendo i 115 milioni di unità rispetto ai 45 milioni presenti oggi a livello globale.

Il Covid e la guerra, infine, hanno dimostrato l’importanza di sviluppare una nuova cultura della prevenzione climatica, nonché il raggiungimento di una maturità digitale al fine di colmare i gap ancora presenti.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli