Crociata laica

L’occasione del ricevimento in udienza, da parte di Papa Bergoglio, ai Missionari di Mariannhill, in merito al 17esimo capitolo generale della Congreazione, ha rappresentato un punto di svolta fondamentale per il rapporto tra Chiesa e laicità.

La Congregazione

Tale Congregazione, nata nel 1880 in Sudafrica per volontà del missionario trappista austriaco, Franz Pfanner, divenuta cinque anni più tardi un’abbazia ha, come finalità, quella dell’ausilio verso la cura dei bisognosi, soprattutto nei confronti degli orfani, dell’infanzia abbandonata, della cura verso i malati ed all’istruzione dei giovani volenterosi. Il 21 marzo del 1936, dopo varie vicissitudini, tale Congregazione veniva definitivamente approvata dalla Santa Sede. Ad oggi conta, all’incirca, 33 case e 390 religiosi, di cui più di duecento come sacerdoti, ed è presente in numerose nazioni nel mondo.

L’invito di Papa Francesco

“La storia della vostra Congregazione – chiosa il Santo Padre – mostra che, fin dall’inizio, la predicazione del Vangelo è stata accompagnata dall’impegno per incoraggiare le vocazioni autoctone, per promuovere uno sviluppo umano integrale, all’interno delle comunità locali e per sviluppare uno spirito di responsabilità condivisa per il bene comune”. Con queste parole il Papa ha incoraggiato i membri di tale Congregazione a proseguire l’ottimo cammino pastorale fin qui intrapreso, che possa ulteriormente accrescere nello spirito della collegialità e della sinodalità per arrivare, finanche, ad un nuovo concetto di laicità.

Il cammino da intraprendere

Dall’arricchimento della formazione spirituale, alla pianificazione di progetti apostolici: sono queste le nuove linee guida che Sua Santità, Papa Francesco, ha in mente per il ruolo dei laici all’interno della Chiesa. Tale cambiamento è di portata storica per il Vaticano: in un colpo solo viene dapprima sdoganato il ruolo di subalternità, fin qui preesistente, dei laici nei confronti degli ecclesiastici; in secondo luogo assumono un ruolo da coprotagonisti nella via verso la santità, in quanto viene riconosciuto il senso del “Sacro” finanche a tutte quelle attività umane, emanate nel solco della carità e dell’assistenzialità verso il prossimo, e verso i più bisognosi, che ci fa intravedere nel nostro vicino un nostro fratello. La nobiltà d’animo che irradia tutto il Pontificato di Papa Bergoglio sta proprio in questi atti: il coraggio di superare il concetto del precostituito e di passare, in un attimo, dalle parole ai fatti. Tutto questo ha un nome preciso: cambiamento.

Il cambiamento

Insieme alla memoria ed all’identità, che hanno rappresentato le architravi del lungo pontificato di San Giovanni Paolo II°, tematiche assolutamente non sconfessate dall’attuale pontefice, possiamo inquadrare il concetto del cambiamento come la volontà di instaurare omnia in Christo, alla luce dei tempi e linguaggi moderni.

L’occasione del ricevimento in udienza, da parte di Papa Bergoglio, ai Missionari di Mariannhill, in merito al 17esimo capitolo generale della Congreazione, ha rappresentato un punto di svolta fondamentale per il rapporto tra Chiesa e laicità.

La Congregazione

Tale Congregazione, nata nel 1880 in Sudafrica per volontà del missionario trappista austriaco, Franz Pfanner, divenuta cinque anni più tardi un’abbazia ha, come finalità, quella dell’ausilio verso la cura dei bisognosi, soprattutto nei confronti degli orfani, dell’infanzia abbandonata, della cura verso i malati ed all’istruzione dei giovani volenterosi. Il 21 marzo del 1936, dopo varie vicissitudini, tale Congregazione veniva definitivamente approvata dalla Santa Sede. Ad oggi conta, all’incirca, 33 case e 390 religiosi, di cui più di duecento come sacerdoti, ed è presente in numerose nazioni nel mondo.

L’invito di Papa Francesco

“La storia della vostra Congregazione – chiosa il Santo Padre – mostra che, fin dall’inizio, la predicazione del Vangelo è stata accompagnata dall’impegno per incoraggiare le vocazioni autoctone, per promuovere uno sviluppo umano integrale, all’interno delle comunità locali e per sviluppare uno spirito di responsabilità condivisa per il bene comune”. Con queste parole il Papa ha incoraggiato i membri di tale Congregazione a proseguire l’ottimo cammino pastorale fin qui intrapreso, che possa ulteriormente accrescere nello spirito della collegialità e della sinodalità per arrivare, finanche, ad un nuovo concetto di laicità.

Il cammino da intraprendere

Dall’arricchimento della formazione spirituale, alla pianificazione di progetti apostolici: sono queste le nuove linee guida che Sua Santità, Papa Francesco, ha in mente per il ruolo dei laici all’interno della Chiesa. Tale cambiamento è di portata storica per il Vaticano: in un colpo solo viene dapprima sdoganato il ruolo di subalternità, fin qui preesistente, dei laici nei confronti degli ecclesiastici; in secondo luogo assumono un ruolo da coprotagonisti nella via verso la santità, in quanto viene riconosciuto il senso del “Sacro” finanche a tutte quelle attività umane, emanate nel solco della carità e dell’assistenzialità verso il prossimo, e verso i più bisognosi, che ci fa intravedere nel nostro vicino un nostro fratello. La nobiltà d’animo che irradia tutto il Pontificato di Papa Bergoglio sta proprio in questi atti: il coraggio di superare il concetto del precostituito e di passare, in un attimo, dalle parole ai fatti. Tutto questo ha un nome preciso: cambiamento.

Il cambiamento

Insieme alla memoria ed all’identità, che hanno rappresentato le architravi del lungo pontificato di San Giovanni Paolo II°, tematiche assolutamente non sconfessate dall’attuale pontefice, possiamo inquadrare il concetto del cambiamento come la volontà di instaurare omnia in Christo, alla luce dei tempi e linguaggi moderni.

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