Crollano i Bitcoin

La criptovaluta ai minimi storici

Cade ancora il bitcoin, che all’apertura della settimana scende al di sotto dei 24mila dollari e rimanda le lancette dell’orologio a dicembre 2020, quando aveva fatto registrare il minimo storico. A determinare il crollo, la scelta di Celsius Network, una delle maggiori piattaforme di prestito di criptovalute al mondo, di bloccare i prelievi e i trasferimenti dei clienti, ennesimo e decisivo segnale di crescita delle tensioni nel settore degli asset digitali. “Condizioni di mercato estreme”, è la motivazione ufficiale della piattaforma.

Nel recente passato il token digitale aveva realizzato un andamento altalenante ma spesso in terreno positivo, toccando nel novembre scorso i massimi della capitalizzazione. Ora invece, con la discesa a 23.970 dollari, il totale di capitalizzazione persa è di circa 1900 miliardi di dollari, con un market cap che arriva sotto la soglia dei mille miliardi.

In realtà il dato negativo non arriva del tutto inatteso, se è vero che le vendite erano iniziate già nel fine settimana, quando alcuni trader avevano temuto che il caos dei mercati potesse mettere a rischio la capacità del gruppo di soddisfare le richieste di rimborso. La pressione sulle criptovalute erano iniziata ad avvio di settimana, dopo l’uscita dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti, con un aumento di 390mila posti di lavoro a maggio, cui faceva da contraltare il timore per una politica monetaria molto restrittiva, che poi ha trovato puntuale riscontro nella decisione della Fed dell’aumento dei tassi. “Il report sull’occupazione – sostiene Edward Moya, analista di mercato della piattaforma di trading Oanda – ha mostrato un rallentamento della crescita dei posti di lavoro e un potenziale indebolimento dell’inflazione, ma mantiene comunque la porta aperta affinché la Fed prosegua l’annunciata campagna di rialzo dei tassi ben oltre l’estate”.

Ora, perché Bitcoin si risollevi ed arrivi a stabilizzarsi, gli analisti tifano perché la Fed non confermi la tendenza al rialzo dei tassi, un elemento al quale la criptovaluta resta stabilmente ancorato. 

La criptovaluta ai minimi storici

Cade ancora il bitcoin, che all’apertura della settimana scende al di sotto dei 24mila dollari e rimanda le lancette dell’orologio a dicembre 2020, quando aveva fatto registrare il minimo storico. A determinare il crollo, la scelta di Celsius Network, una delle maggiori piattaforme di prestito di criptovalute al mondo, di bloccare i prelievi e i trasferimenti dei clienti, ennesimo e decisivo segnale di crescita delle tensioni nel settore degli asset digitali. “Condizioni di mercato estreme”, è la motivazione ufficiale della piattaforma.

Nel recente passato il token digitale aveva realizzato un andamento altalenante ma spesso in terreno positivo, toccando nel novembre scorso i massimi della capitalizzazione. Ora invece, con la discesa a 23.970 dollari, il totale di capitalizzazione persa è di circa 1900 miliardi di dollari, con un market cap che arriva sotto la soglia dei mille miliardi.

In realtà il dato negativo non arriva del tutto inatteso, se è vero che le vendite erano iniziate già nel fine settimana, quando alcuni trader avevano temuto che il caos dei mercati potesse mettere a rischio la capacità del gruppo di soddisfare le richieste di rimborso. La pressione sulle criptovalute erano iniziata ad avvio di settimana, dopo l’uscita dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti, con un aumento di 390mila posti di lavoro a maggio, cui faceva da contraltare il timore per una politica monetaria molto restrittiva, che poi ha trovato puntuale riscontro nella decisione della Fed dell’aumento dei tassi. “Il report sull’occupazione – sostiene Edward Moya, analista di mercato della piattaforma di trading Oanda – ha mostrato un rallentamento della crescita dei posti di lavoro e un potenziale indebolimento dell’inflazione, ma mantiene comunque la porta aperta affinché la Fed prosegua l’annunciata campagna di rialzo dei tassi ben oltre l’estate”.

Ora, perché Bitcoin si risollevi ed arrivi a stabilizzarsi, gli analisti tifano perché la Fed non confermi la tendenza al rialzo dei tassi, un elemento al quale la criptovaluta resta stabilmente ancorato. 

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