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Politica

Dal caso Giorgetti ai meccanismi ignorati di un sistema che, amaramente sorride

di Vincenzo Viti -


Mordace il Gramellini della infausta giornata vissuta da Giorgetti alla Camera alla presenza di solo dodici (12) deputati. Raccontata dalla informazione e avvertita dalla opinione come uno scandalo, una irritante diserzione da parte di chi è tenuto al dovere dell’impegno conseguito alla elezione.

Di qui, l’intero campionario di lazzi e Frizzi intorno alla decadenza del mandato parlamentare, come riflesso della riduzione della politica a mesta recitazione e a replica di poteri che abilitano alla delega di responsabilità quindi, ad un cronico diffuso disinteresse. Chi è stato parlamentare, sa perfettamente quali meccanismi muovano una macchina da registrare, prima che diventi clamoroso quello “sciopero istituzionale” registrato alla Camera, che non onora al Paese e che denuncia un grave scollamento.

La sensibilità collettiva

Credo a questo punto che sia superfluo declinare le prose del richiamo alla severità di costumi che ora paiono largamente estranei alla sensibilità collettiva. Soprattutto quando sono evidenti le falle prodotte dalla distanza fra opinione e rappresentanza, per effetto di sistemi elettorali sempre più vincolati a criteri selettivi che sequestrano la libertà di voto devolvendola a poteri insindacabili.

Proprio ciò che accade nel campo di Agramante della politica e nel complesso procedere di riforme istituzionali zoppe, tende a consolidare quel processo di straniamento e di esclusione che non può che riflettersi sulla vita pubblica. Se un deputato oggi avverte di obbedire non da una investitura popolare ma ad una delega garantita e condizionata finisce con non avvertire l’obbligante debito morale e civile che viene dal voto libero e liberante.

Non sente il fascino di una missione che trascende ogni interesse particolare per legarsi ai valori della Repubblica. Il modo che frequentiamo ha perso chiese e partiti veri che inseminavano principi di una religione civile che si facevano cultura condivisa. Oggi avvertiamo solo il brivido di un raggelante umorismo qualunquista che non promette nulla di buono. E ci fa sorridere amaramente. Senza speranza.

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