DESTRAELE

Il nuovo Governo di Netanyahu si insedierà ufficialmente il due gennaio.
Lo scorso 27 dicembre, il Parlamento israeliano ha approvato una controversa legge che consente a Benjamin Netanyahu di (ri)vestire i panni di primo ministro.
La legge in questione consente ai colpevoli di reati – che non abbiano ricevuto una pena detentiva – di poter essere eletti Primo ministro. Una manovra ad hoc per dare il via alle danze di questo nuovo governo estremista e fortemente anti arabo.
Dopo la vittoria elettorale del 1 ° novembre, infatti, Netanyahu si è assicurato il sostegno dei partiti ebraici ultra-ortodossi e del blocco di estrema destra per formare un nuovo Governo.
Il Premier, di nuovo alla guida del Paese dopo i mandati del 1996 – 1999 e del 2009 – 2021, al momento si trova a dover comparire in tribunale per diverse accuse di corruzione. Oggi, 29 dicembre, è il giorno in cui Netanyahu presenta alla Knesset la lista completa di nomi di quello che, non solo secondo gli analisti ma secondo tutti, sarà il Governo più di destra nella storia di Israele.
Un Governo che neanche è partito e ha già suscitato grandi paure: a livello mondiale, si teme un’escalation militare in Cisgiordania che potrebbe diventare tra le peggiori nei territori palestinesi occupati da Israele da quasi 20 anni.
Tanti intellettuali israeliani e altre figure di rilievo hanno manifestato la loro avversione e preoccupazione per questa coalizione di estrema destra. In un articolo pubblicato su Haaretz, intitolato “Caos”, lo scrittore David Grossman ha parlato del nuovo Governo come di una “minaccia per il nostro futuro e per quello dei nostri figli”. In particolare, Grossman si riferisce all’elaborazione di leggi che mirano ad un profondo ridimensionamento della Corte Suprema, alla legittimazione di discriminazioni per motivi religiosi, e alla possibile costituzione di “una milizia privata nei Territori”. “Le dimensioni della catastrofe vengono ora alla luce. Netanyahu rischia di scoprire che dal punto in cui ci ha portato non c’è una via di ritorno. Il caos che ha creato non potrà essere annullato o ammaestrato”, ha concluso.

Il nuovo Governo di Netanyahu si insedierà ufficialmente il due gennaio.
Lo scorso 27 dicembre, il Parlamento israeliano ha approvato una controversa legge che consente a Benjamin Netanyahu di (ri)vestire i panni di primo ministro.
La legge in questione consente ai colpevoli di reati – che non abbiano ricevuto una pena detentiva – di poter essere eletti Primo ministro. Una manovra ad hoc per dare il via alle danze di questo nuovo governo estremista e fortemente anti arabo.
Dopo la vittoria elettorale del 1 ° novembre, infatti, Netanyahu si è assicurato il sostegno dei partiti ebraici ultra-ortodossi e del blocco di estrema destra per formare un nuovo Governo.
Il Premier, di nuovo alla guida del Paese dopo i mandati del 1996 – 1999 e del 2009 – 2021, al momento si trova a dover comparire in tribunale per diverse accuse di corruzione. Oggi, 29 dicembre, è il giorno in cui Netanyahu presenta alla Knesset la lista completa di nomi di quello che, non solo secondo gli analisti ma secondo tutti, sarà il Governo più di destra nella storia di Israele.
Un Governo che neanche è partito e ha già suscitato grandi paure: a livello mondiale, si teme un’escalation militare in Cisgiordania che potrebbe diventare tra le peggiori nei territori palestinesi occupati da Israele da quasi 20 anni.
Tanti intellettuali israeliani e altre figure di rilievo hanno manifestato la loro avversione e preoccupazione per questa coalizione di estrema destra. In un articolo pubblicato su Haaretz, intitolato “Caos”, lo scrittore David Grossman ha parlato del nuovo Governo come di una “minaccia per il nostro futuro e per quello dei nostri figli”. In particolare, Grossman si riferisce all’elaborazione di leggi che mirano ad un profondo ridimensionamento della Corte Suprema, alla legittimazione di discriminazioni per motivi religiosi, e alla possibile costituzione di “una milizia privata nei Territori”. “Le dimensioni della catastrofe vengono ora alla luce. Netanyahu rischia di scoprire che dal punto in cui ci ha portato non c’è una via di ritorno. Il caos che ha creato non potrà essere annullato o ammaestrato”, ha concluso.

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