Di Maio in Marocco, lotta al terrorismo e proiezione mediterranea dell’Italia

Il Ministro italiano è intervenuto alla riunione della Coalizione globale contro il Daesh.

Significativa visita del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Luigi Di Maio a Marrakech per partecipare alla riunione ministeriale della Coalizione Globale contro il Daesh, composta da 85 Paesi e Organizzazioni e co-presieduta dal Marocco e dagli Stati Uniti. Alla conferenza, è presente anche la sottosegretaria americana Victoria Nuland. Sahara e Sahel sono regioni particolarmente importanti – anche per le risorse energetiche -, spesso destabilizzate dalla presenza del terrorismo islamico, capace di terremotare Paesi molto importanti, come il Mali. Gli jihadisti perpetrano diversi tipi di traffici – incluso quello dei migranti -, le cui ripercussioni arrivano fino all’Europa. Particolarmente qualificato il ruolo dell’Italia, capace di distinguersi nella lotta allo jihadismo anche sul fronte dell’intelligence, e che ha infatti assunto un ruolo chiave nell’Africa Focus Group (Afg), creato e co-presieduto dal nostro Paese, come focus su questo scacchiere. Dato che le mafie italiane collaborano con i gruppi jihadisti, e i famosi barconi di migranti che arrivano sulle nostre coste sono causati e movimentati dagli stessi gruppi terroristici, è per l’Italia fondamentale promuovere questa strategia. L’Italia è attiva sul fronte della formazione delle forze militari e di polizia in Iraq e finanzia progetti nel Nord-Est della Siria nei settori agricolo, sanitario, dell’istruzione, dello sminamento umanitario e del rafforzamento della governance locale. L’Afg ha concesso all’Italia di giocarsi una partita di prestigio con gli Stati Uniti e di tessere relazioni diplomatiche con il Nord Africa, per noi zona chiave. Dalla Libia, da dove parte il gasdotto Greenstream, all’Algeria, sempre più nostro partner energetico, allo stesso Marocco, patria della terza comodità migrante più numerosa in Italia. Non sempre è facile bilanciare i rapporti fra Algeri e Rabat, però, considerando che i due Paesi sono divisi sulla questione del Sahara Occidentale o Sahara marocchino: area storicamente disputata fra Marocco e il Fronte Polisario, legato all’Algeria, anche se i recenti Accordi di Abramo hanno definitivamente risolto la questione, con il superamento del referendum per l’autodeterminazione del popolo saharawi e il riconoscimento della sovranità marocchina. Molto importante, sul fronte delle relazioni italo-marocchine, la firma del piano d’azione per l’attuazione del partenariato strategico multidimensionale da parte di Di Maio con l’omologo marocchino Nasser Bourita. Il capo della Farnesina ha sottolineato “l’importanza del ruolo svolto dal Marocco”, attivo in ambito regionale nel Dialogo 5+5, Unione per il Mediterraneo, Processo di Rabat e nel round di negoziati sulla Libia. In occasione della conferenza, Di Maio è intervenuto anche sulla crisi ucraina: “Per quanto riguarda l’aggressione Ucraina, conveniamo che servano negoziati costruttivi per raggiungere cessate il fuoco duraturi per mettere in sicurezza e i civili”. “E’ necessario intervenire per limitare l’impatto della guerra soprattutto per quanto riguarda la sicurezza alimentare, Italia impegnata anche con la Fao”, ha ancora dichiarato il Ministro, blandendo i leader del Nord Africa, particolarmente preoccupati, poiché dipendenti dal grano ucraino, anche considerando che le stesse Primavere arabe erano deflagrate a causa di un’altra crisi alimentare.

Il Ministro italiano è intervenuto alla riunione della Coalizione globale contro il Daesh.

Significativa visita del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Luigi Di Maio a Marrakech per partecipare alla riunione ministeriale della Coalizione Globale contro il Daesh, composta da 85 Paesi e Organizzazioni e co-presieduta dal Marocco e dagli Stati Uniti. Alla conferenza, è presente anche la sottosegretaria americana Victoria Nuland. Sahara e Sahel sono regioni particolarmente importanti – anche per le risorse energetiche -, spesso destabilizzate dalla presenza del terrorismo islamico, capace di terremotare Paesi molto importanti, come il Mali. Gli jihadisti perpetrano diversi tipi di traffici – incluso quello dei migranti -, le cui ripercussioni arrivano fino all’Europa. Particolarmente qualificato il ruolo dell’Italia, capace di distinguersi nella lotta allo jihadismo anche sul fronte dell’intelligence, e che ha infatti assunto un ruolo chiave nell’Africa Focus Group (Afg), creato e co-presieduto dal nostro Paese, come focus su questo scacchiere. Dato che le mafie italiane collaborano con i gruppi jihadisti, e i famosi barconi di migranti che arrivano sulle nostre coste sono causati e movimentati dagli stessi gruppi terroristici, è per l’Italia fondamentale promuovere questa strategia. L’Italia è attiva sul fronte della formazione delle forze militari e di polizia in Iraq e finanzia progetti nel Nord-Est della Siria nei settori agricolo, sanitario, dell’istruzione, dello sminamento umanitario e del rafforzamento della governance locale. L’Afg ha concesso all’Italia di giocarsi una partita di prestigio con gli Stati Uniti e di tessere relazioni diplomatiche con il Nord Africa, per noi zona chiave. Dalla Libia, da dove parte il gasdotto Greenstream, all’Algeria, sempre più nostro partner energetico, allo stesso Marocco, patria della terza comodità migrante più numerosa in Italia. Non sempre è facile bilanciare i rapporti fra Algeri e Rabat, però, considerando che i due Paesi sono divisi sulla questione del Sahara Occidentale o Sahara marocchino: area storicamente disputata fra Marocco e il Fronte Polisario, legato all’Algeria, anche se i recenti Accordi di Abramo hanno definitivamente risolto la questione, con il superamento del referendum per l’autodeterminazione del popolo saharawi e il riconoscimento della sovranità marocchina. Molto importante, sul fronte delle relazioni italo-marocchine, la firma del piano d’azione per l’attuazione del partenariato strategico multidimensionale da parte di Di Maio con l’omologo marocchino Nasser Bourita. Il capo della Farnesina ha sottolineato “l’importanza del ruolo svolto dal Marocco”, attivo in ambito regionale nel Dialogo 5+5, Unione per il Mediterraneo, Processo di Rabat e nel round di negoziati sulla Libia. In occasione della conferenza, Di Maio è intervenuto anche sulla crisi ucraina: “Per quanto riguarda l’aggressione Ucraina, conveniamo che servano negoziati costruttivi per raggiungere cessate il fuoco duraturi per mettere in sicurezza e i civili”. “E’ necessario intervenire per limitare l’impatto della guerra soprattutto per quanto riguarda la sicurezza alimentare, Italia impegnata anche con la Fao”, ha ancora dichiarato il Ministro, blandendo i leader del Nord Africa, particolarmente preoccupati, poiché dipendenti dal grano ucraino, anche considerando che le stesse Primavere arabe erano deflagrate a causa di un’altra crisi alimentare.

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