DIETRO IL BONUS DEI 600 EURO UNA REGIA GRILLINA?

 

 

La tesi probabilmente è azzardata. Ma c’è qualche “malpensante” che sospetta, dietro il pasticcio del bonus, una… regia grillina. Ma andiamo per ordine. Come sono, ad oggi, le previsioni del referendum dei 5 Stelle sul taglio dei parlamentari? Non buone. Almeno rispetto a quando il provvedimento era stato approvato in doppia lettura dalle due Camere. Cui prodest la polemica montante contro cinque “pezzentoni” e la conseguente delegittimazione di tutto il Parlamento – di per sé già sbracato – a poco più di un mese dal voto? A chi, del taglio dei parlamentari, ha fatto una questione di vita o di morte. Soprattutto ora che il consenso – nei sondaggi – è sceso dal 33 per cento delle politiche del 2018 a circa un 18 per cento di oggi. Chi non poteva “non sapere”? L’Inps, Ente erogatore.  E a quale “parrocchia” appartiene il suo Presidente? Ai grillini. Fantapolitica o eccesso di dietrologia? Può essere ma i “malpensanti” si fanno due conti e avanzano il sospetto di una manovra per “rinvigorire” il livore anti-casta degli italiani. Non va peraltro dimenticato che in questi ultimi mesi, anche per l’assenza di una “adguata” riforma elettorale, si sta allargando il fronte del “no”. E manca ancora un mese!

Fior di costituzionalisti – e non solo – fino a ieri silenti, avanzano dubbi sulla bontà di una misura che, se non istituzionalmente “controbilanciata”, potrebbe negativamente incidere sul tessuto democratico del Paese. Ma è anche vero che una eventuale bocciatura della riforma “principe” dei 5 Stelle segnerebbe la fine politica di un Movimento che da tempo naviga “a vista”. Di qui il “pensar male” dei “malpensanti”. Come dire, a mali estremi…

 

PdA

 

 

La tesi probabilmente è azzardata. Ma c’è qualche “malpensante” che sospetta, dietro il pasticcio del bonus, una… regia grillina. Ma andiamo per ordine. Come sono, ad oggi, le previsioni del referendum dei 5 Stelle sul taglio dei parlamentari? Non buone. Almeno rispetto a quando il provvedimento era stato approvato in doppia lettura dalle due Camere. Cui prodest la polemica montante contro cinque “pezzentoni” e la conseguente delegittimazione di tutto il Parlamento – di per sé già sbracato – a poco più di un mese dal voto? A chi, del taglio dei parlamentari, ha fatto una questione di vita o di morte. Soprattutto ora che il consenso – nei sondaggi – è sceso dal 33 per cento delle politiche del 2018 a circa un 18 per cento di oggi. Chi non poteva “non sapere”? L’Inps, Ente erogatore.  E a quale “parrocchia” appartiene il suo Presidente? Ai grillini. Fantapolitica o eccesso di dietrologia? Può essere ma i “malpensanti” si fanno due conti e avanzano il sospetto di una manovra per “rinvigorire” il livore anti-casta degli italiani. Non va peraltro dimenticato che in questi ultimi mesi, anche per l’assenza di una “adguata” riforma elettorale, si sta allargando il fronte del “no”. E manca ancora un mese!

Fior di costituzionalisti – e non solo – fino a ieri silenti, avanzano dubbi sulla bontà di una misura che, se non istituzionalmente “controbilanciata”, potrebbe negativamente incidere sul tessuto democratico del Paese. Ma è anche vero che una eventuale bocciatura della riforma “principe” dei 5 Stelle segnerebbe la fine politica di un Movimento che da tempo naviga “a vista”. Di qui il “pensar male” dei “malpensanti”. Come dire, a mali estremi…

 

PdA

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