Cultura & Spettacolo

Dimitri Cocciuti: “Racconto storie d’amore a colori”

di Nicola Santini -


“Non lasciarti sfuggire” è il titolo del terzo libro di Dimitri Cocciuti che, a pochi giorni dalla pubblicazione firmata Sperling & Kupfer, è già entrato nella classifica dei più venduti e apprezzati.
Una bella soddisfazione per lo showrunner di Drag Race Italia che vanta un curriculum numerose collaborazioni con l’indimenticata Raffaella Carrà.
E in attesa delle prime presentazioni del volume che si terranno a Roma il 12 giugno alla Pride Croisette e due giorni dopo a “Napoli Città Libro”, Dimitri si racconta a L’Identità.
Dimitri, come nasce la tua nuova avventura letteraria?
Avevo voglia di raccontare una storia corale attraverso il vissuto del protagonista Sacha e dei suoi amici Chiara, Marco e Mattia. Durante un’estate romana che li cambierà per sempre, ciascuno affronta una difficoltà personale: dalla fine di una relazione al non riuscire a innamorarsi, dalla dipendenza affettiva al non sentirsi pronti a fare coming out. I protagonisti di “Non lasciarti sfuggire” cercano di superare questi ostacoli emotivi grazie alla forza dell’amicizia. Sono cresciuto con “Friends” e “Dawson’s Creek” e sono affascinato da serie moderne come “Skam Italia” e dalle narrazioni di Ozpetek. Con questo background, dare vita a questa storia pop di cui sono particolarmente orgoglioso è stato davvero entusiasmante.
In cosa differisce dalle precedenti?
“Non lasciarti sfuggire” ha qualcosa in comune con il mio primo romanzo, “Ogni cosa al suo posto”, poiché ci sarà un crossover con i protagonisti della mia opera prima ma non entro nei dettagli per evitare spoiler. Rispetto ai miei primi due romanzi, questo è molto più concentrato sulla realtà odierna senza salti temporali significativi. È un viaggio nel mondo delle relazioni a 360 gradi, reale e inclusivo.
Da artigiano del piccolo schermo, hai mai pensato a una serie tratta dai tuoi libri?
Venendo dalla TV, penso sia inevitabile. Quando scrivo, immagino le storie come se fossero una serie televisiva. Quindi sì, ci penso spesso e spero che presto possano essere adattate in fiction.
Tre stagioni di Drag Race Italia, format che si conferma uno dei più amati in Italia: quali sono gli ingredienti del successo?
È l’unico programma davvero inclusivo della TV italiana e racconta l’arte drag attraverso lo straordinario talento delle protagoniste. Il pubblico ama la loro bravura, empatizza con le loro storie e rimane affascinato dalla loro grinta e coraggio. Lo realizziamo con amore e dedizione, e sono felice che questo venga percepito.
Drag Race a parte, tra tutti i tuoi progetti televisivi di quale vai maggiormente fiero?
Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi del piccolo schermo. Raffaella Carrà merita una menzione speciale.
Quali ricordi conservi di Raffaella Carrà?
Raffaella era come la vedevi: piena d’energia, esigente e straordinaria. Mi diceva: “Nel lavoro e nella vita, circondati solo di persone che senti affini a te. Se ti fermi a pensare, non sono quelle giuste.” Era un consiglio che le aveva dato Corrado e mi sono sempre ritrovato in questa riflessione. È indimenticabile.


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