DIRITTI UMANI, SPANO: CONTRO LA RUSSIA IL 25% DEI RICORSI

Durante una registrazione di un’ intervista per la Libreria dei podcast della Corte costituzionale Roberto Spano,  presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo , ha affermato: “Uno degli aspetti più dolorosi” dell’uscita della Federazione Russa dal Consiglio d’Europa e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo a seguito dell’invasione dell’Ucraina, “ovviamente dopo l’immane tragedia per lutti e sofferenze delle persone è rappresentato dal fatto che 146 milioni di europei (tanti sono gli abitanti della Russia) si troveranno sprovvisti della possibilità di ricorrere alla Corte di Strasburgo. Per dare un’idea della rilevanza di ciò, è bene ricordare che i ricorsi pendenti a Strasburgo contro la Federazione Russa sono a tutt’oggi oltre 18.000, pari a più del 25% di tutti i ricorsi pendenti innanzi a formazioni giudiziarie della Corte”.

Nell’ intervista registrata a Palazzo della Consulta, Spano ha aggiunto: “Devo però chiarire un dato importante circa il momento in cui cesserà effettivamente l’esercizio del diritto di ricorso individuale i redattori della Convenzione europea avevano prefigurato lo scenario di una possibile fuoriuscita dal sistema di protezione di una Parte contraente, e hanno quindi predisposto un meccanismo teso a impedire che gli interessati potessero essere improvvisamente privati della protezione della Convenzione. Questo meccanismo, contenuto nell’articolo 58 della Convenzione”, farà sì, ha sottolineato Spano, che “la Corte europea dei diritti dell’uomo tratterà i ricorsi presentati contro la Russia riguardanti atti o omissioni denunciati come violazioni della Convenzione che dovessero aversi fino al 16 settembre 2022, anche se i ricorsi fossero presentati dopo tale data. Il Comitato dei Ministri continuerà a sorvegliare l’esecuzione delle sentenze”.

Durante una registrazione di un’ intervista per la Libreria dei podcast della Corte costituzionale Roberto Spano,  presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo , ha affermato: “Uno degli aspetti più dolorosi” dell’uscita della Federazione Russa dal Consiglio d’Europa e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo a seguito dell’invasione dell’Ucraina, “ovviamente dopo l’immane tragedia per lutti e sofferenze delle persone è rappresentato dal fatto che 146 milioni di europei (tanti sono gli abitanti della Russia) si troveranno sprovvisti della possibilità di ricorrere alla Corte di Strasburgo. Per dare un’idea della rilevanza di ciò, è bene ricordare che i ricorsi pendenti a Strasburgo contro la Federazione Russa sono a tutt’oggi oltre 18.000, pari a più del 25% di tutti i ricorsi pendenti innanzi a formazioni giudiziarie della Corte”.

Nell’ intervista registrata a Palazzo della Consulta, Spano ha aggiunto: “Devo però chiarire un dato importante circa il momento in cui cesserà effettivamente l’esercizio del diritto di ricorso individuale i redattori della Convenzione europea avevano prefigurato lo scenario di una possibile fuoriuscita dal sistema di protezione di una Parte contraente, e hanno quindi predisposto un meccanismo teso a impedire che gli interessati potessero essere improvvisamente privati della protezione della Convenzione. Questo meccanismo, contenuto nell’articolo 58 della Convenzione”, farà sì, ha sottolineato Spano, che “la Corte europea dei diritti dell’uomo tratterà i ricorsi presentati contro la Russia riguardanti atti o omissioni denunciati come violazioni della Convenzione che dovessero aversi fino al 16 settembre 2022, anche se i ricorsi fossero presentati dopo tale data. Il Comitato dei Ministri continuerà a sorvegliare l’esecuzione delle sentenze”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli

Squalo bianco

Il lato sinistro di Giuseppi

Lega Sud

Sorpresa il partito del Nord

Il ministro Fedriga