DL ENERGIA, CINGOLANI: PER NUOVI POZZI SERVONO TEMPI LUNGHI

“Per quanto riguarda le azioni attuali prese in periodo prebellico, abbiamo visto ove possibile aumentare produzione giacimenti esistenti per usufruirne a prezzo concordato”. Sono queste le parole del ministro Roberto Cingolani in conferenza stampa in merito alle regole per contenere le conseguenze degli aumenti dell’energia, sottolineando inoltre come tra Russia e Ucraina si è imposta una “impellente necessità di diversificare le fonti sulla scala di semestri e anche decidessimo di aprire nuovi pozzi questo richiederebbe anni e non sarebbe una risposta immediata e allora dobbiamo andare su altri giacimenti esistenti, contrattualizzando nuove forniture”

Il ministro della Transizione Ecologica ha poi aggiunto: “Il gas avrà una parabola di 10-15 anni come vettore energetico di transizione e quindi le scelte vanno fatte cum grano salis. Una revisione andrà fatta dell’energy mix per il futuro eventualmente contando sul gas nostro, adesso l’urgenza è tale che si sfrutta quanto c’è già aperto o si contrattualizza quello che è altrove”.

“Per quanto riguarda le azioni attuali prese in periodo prebellico, abbiamo visto ove possibile aumentare produzione giacimenti esistenti per usufruirne a prezzo concordato”. Sono queste le parole del ministro Roberto Cingolani in conferenza stampa in merito alle regole per contenere le conseguenze degli aumenti dell’energia, sottolineando inoltre come tra Russia e Ucraina si è imposta una “impellente necessità di diversificare le fonti sulla scala di semestri e anche decidessimo di aprire nuovi pozzi questo richiederebbe anni e non sarebbe una risposta immediata e allora dobbiamo andare su altri giacimenti esistenti, contrattualizzando nuove forniture”

Il ministro della Transizione Ecologica ha poi aggiunto: “Il gas avrà una parabola di 10-15 anni come vettore energetico di transizione e quindi le scelte vanno fatte cum grano salis. Una revisione andrà fatta dell’energy mix per il futuro eventualmente contando sul gas nostro, adesso l’urgenza è tale che si sfrutta quanto c’è già aperto o si contrattualizza quello che è altrove”.

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