Donald Trump fa paura…ai repubblicani

Donald Trump vince anche contro il Partito repubblicano, la Pennsylvania incorona l’ex presidente Usa e i suoi candidati – tra cui il mitologico dottore televisivo Mehmet Oz – si impongono rispetto agli esponenti appoggiati dall’estabilishment dello stesso Gop. L’unico in bilico sarebbe proprio il dottor Oz, protagonista del programma televisivo campione di ascolti negli Usa ed esportato in decine di Paesi nel mondo (tra cui anche l’Italia), che corre per la carica di senatore dello Stato contro David McCornick, che è stato Ceo dell’hedge fund Bridgewater Associates. Lo scontro tra i due si gioca su un pugno di preferenze, il riconteggio sarà necessario. Intanto la loro avversaria Kathy Barnette è ferma a 24,5% mentre Oz e McCornick si contendono il decimale decisivo a quota 31%.
Ma il vero trionfo per Donald Trump si chiama Doug Mastriano. È un ex colonnello dell’esercito di 58 anni, fervente cristiano e non ha speso praticamente nulla per la sua campagna elettorale. E sarà lui il prossimo candidato conservatore alla carica di governatore della Pennsylvania. Ha snobbato apertamente i media mainstream e ha parlato agli elettori dalle piattaforme web e televisive strettamente legate all’universo conservatore e trumpiano. Tirandola in tasca ai rivali, sostenuti dalle strutture di partito e da importanti sforzi anche economici.
Nel rivendicare il successo, Mastriano ha affermato: “Abbiamo fatto la storia e possiamo scrivere la storia: i democratici sono degli estremisti. La nostra visione per la Pennsylvania è una di libertà. Non si possono più comprare le elezioni come è accaduto con il Covid”. In un pugno di frasi, tutte le parole d’ordine del Trump-pensiero che, evidentemente, fa ancora breccia sugli elettori. Al punto che l’ex presidente può festeggiare anche la vittoria alle primarie per il Senato di Ted Budd in North Carolina. Un autentico trionfo, per Budd che ha ottenuto il 58,6 per cento dei voti conservatori. Staccando di ben 34 punti percentuali il secondo arrivato, Pat McCrory. Non proprio uno sconosciuto, dal momento che McCrory è il governatore uscente dello Stato. Ha riconosciuto la sconfitta ma è stata per lui tanto bruciante da non concedere l’endorsement al suo rivale. Che adesso dovrà affrontare la rivale democratica, l’ex presidente della Corte suprema del North Carolina, Cheri Beasley. Non ce l’ha fatta, invece, Madison Cawthorn che correva a 26 anni, per la carica di governatore dello Stato. Cawthorn, già membro del Congresso, ha concesso la vittoria al rivale Chuck Edward che però non ha sfondato, nonostante gli scandali emersi abbiano causato non pochi problemi al suo avversario.
Le vittorie dei candidati di Trump alle primarie del Gop lasciano intuire che le chance dell’ex presidente di tornare a presentarsi agli elettori per la Casa Bianca sono tutt’altro che remote. Il Grand Old Party ha tentato di “rottamare” Donald e i suoi, schierando candidati importanti nelle competizioni interne e investendo importanti risorse per sostenerne la corsa. Donald Trump, nonostante il ban da Twitter e Facebook e le limitazioni in cui è incappato, resta un grande protagonista della politica americana. E vuole continuare a dire la sua.

Donald Trump vince anche contro il Partito repubblicano, la Pennsylvania incorona l’ex presidente Usa e i suoi candidati – tra cui il mitologico dottore televisivo Mehmet Oz – si impongono rispetto agli esponenti appoggiati dall’estabilishment dello stesso Gop. L’unico in bilico sarebbe proprio il dottor Oz, protagonista del programma televisivo campione di ascolti negli Usa ed esportato in decine di Paesi nel mondo (tra cui anche l’Italia), che corre per la carica di senatore dello Stato contro David McCornick, che è stato Ceo dell’hedge fund Bridgewater Associates. Lo scontro tra i due si gioca su un pugno di preferenze, il riconteggio sarà necessario. Intanto la loro avversaria Kathy Barnette è ferma a 24,5% mentre Oz e McCornick si contendono il decimale decisivo a quota 31%.
Ma il vero trionfo per Donald Trump si chiama Doug Mastriano. È un ex colonnello dell’esercito di 58 anni, fervente cristiano e non ha speso praticamente nulla per la sua campagna elettorale. E sarà lui il prossimo candidato conservatore alla carica di governatore della Pennsylvania. Ha snobbato apertamente i media mainstream e ha parlato agli elettori dalle piattaforme web e televisive strettamente legate all’universo conservatore e trumpiano. Tirandola in tasca ai rivali, sostenuti dalle strutture di partito e da importanti sforzi anche economici.
Nel rivendicare il successo, Mastriano ha affermato: “Abbiamo fatto la storia e possiamo scrivere la storia: i democratici sono degli estremisti. La nostra visione per la Pennsylvania è una di libertà. Non si possono più comprare le elezioni come è accaduto con il Covid”. In un pugno di frasi, tutte le parole d’ordine del Trump-pensiero che, evidentemente, fa ancora breccia sugli elettori. Al punto che l’ex presidente può festeggiare anche la vittoria alle primarie per il Senato di Ted Budd in North Carolina. Un autentico trionfo, per Budd che ha ottenuto il 58,6 per cento dei voti conservatori. Staccando di ben 34 punti percentuali il secondo arrivato, Pat McCrory. Non proprio uno sconosciuto, dal momento che McCrory è il governatore uscente dello Stato. Ha riconosciuto la sconfitta ma è stata per lui tanto bruciante da non concedere l’endorsement al suo rivale. Che adesso dovrà affrontare la rivale democratica, l’ex presidente della Corte suprema del North Carolina, Cheri Beasley. Non ce l’ha fatta, invece, Madison Cawthorn che correva a 26 anni, per la carica di governatore dello Stato. Cawthorn, già membro del Congresso, ha concesso la vittoria al rivale Chuck Edward che però non ha sfondato, nonostante gli scandali emersi abbiano causato non pochi problemi al suo avversario.
Le vittorie dei candidati di Trump alle primarie del Gop lasciano intuire che le chance dell’ex presidente di tornare a presentarsi agli elettori per la Casa Bianca sono tutt’altro che remote. Il Grand Old Party ha tentato di “rottamare” Donald e i suoi, schierando candidati importanti nelle competizioni interne e investendo importanti risorse per sostenerne la corsa. Donald Trump, nonostante il ban da Twitter e Facebook e le limitazioni in cui è incappato, resta un grande protagonista della politica americana. E vuole continuare a dire la sua.

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