Draghi in Algeria, intesa anti-Putin per il gas

L’obiettivo è dichiarato: superare la dipendenza da Putin per il gas diversificando le fonti di approvvigionamento. Già l’8 aprile scorso il premier Draghi aveva concluso un accordo con l’Azerbaijan per un ulteriore miliardo di metri cubi in arrivo nel nostro Paese, successivamente aveva definito con l’emiro del Qatar un incremento delle forniture. Oggi è la volta dell’Algeria, dove il presidente del Consiglio si è recato in compagnia dei ministri degli Esteri, Di Maio, e della Transizione ecologica, Cingolani, oltre all’ad di Eni, Descalzi.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi è ad Algeri, dove ha firmato con il Presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune, un primo accordo per incrementare le forniture di gas dal paese che già rappresenta il 31% del nostro import (secondo solo alla Russia), ma si inserisce in un percorso di rilancio delle relazioni tra i due Paesi avviato dopo il 2019, che ha visto a novembre scorso la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A seguito dell’intesa intergovernativa tra i due Paesi, è stato siglato anche un accordo tecnico tra Eni e Sonatrach, l’equivalente gruppo energetico algerino.

L’intesa tra Italia e Algeria riveste notevole importanza strategica. Ad oggi, infatti, dal paese africano ci arrivano già 21 miliardi di metri cubi di gas, che diventeranno 30 in seguito all’accordo odierno. Altri 9 miliardi di metri cubi, infatti, giungeranno in Italia attraverso il gasdotto Transmed, che partendo dalla Tunisia passa attraverso il Mediterraneo e arriva nel nostro Paese approdando sulle coste di Mazara del Vallo, in Sicilia.

Oltre alla quantità di gas, che rappresenta quasi un terzo dei 29 miliardi di metri cubi che arrivano da Mosca sui 75 miliardi che abbiamo consumato lo scorso anno, l’intesa si rivela fondamentale per la rapidità dei tempi in cui può essere messa in campo; se tutto funzionerà come deve, infatti, già dal prossimo inverno dovremmo poter contare sulla quota aggiuntiva di gas proveniente dall’Algeria. Secondo quanto anticipato da Descalzi, il potenziamento del gas potrebbe anche raggiungere gli 11 miliardi di metri cubi aggiuntivi, se sommati a quelli provenienti dalla Libia.

Il premier Draghi ha incontrato poi all’ambasciata italiana di Algeri la comunità italiana: sono circa 200 le imprese con presenza stabile in Algeria, impegnate nel campo energetico ma anche nei settori delle infrastrutture e delle grandi opere.

L’obiettivo è dichiarato: superare la dipendenza da Putin per il gas diversificando le fonti di approvvigionamento. Già l’8 aprile scorso il premier Draghi aveva concluso un accordo con l’Azerbaijan per un ulteriore miliardo di metri cubi in arrivo nel nostro Paese, successivamente aveva definito con l’emiro del Qatar un incremento delle forniture. Oggi è la volta dell’Algeria, dove il presidente del Consiglio si è recato in compagnia dei ministri degli Esteri, Di Maio, e della Transizione ecologica, Cingolani, oltre all’ad di Eni, Descalzi.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi è ad Algeri, dove ha firmato con il Presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune, un primo accordo per incrementare le forniture di gas dal paese che già rappresenta il 31% del nostro import (secondo solo alla Russia), ma si inserisce in un percorso di rilancio delle relazioni tra i due Paesi avviato dopo il 2019, che ha visto a novembre scorso la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A seguito dell’intesa intergovernativa tra i due Paesi, è stato siglato anche un accordo tecnico tra Eni e Sonatrach, l’equivalente gruppo energetico algerino.

L’intesa tra Italia e Algeria riveste notevole importanza strategica. Ad oggi, infatti, dal paese africano ci arrivano già 21 miliardi di metri cubi di gas, che diventeranno 30 in seguito all’accordo odierno. Altri 9 miliardi di metri cubi, infatti, giungeranno in Italia attraverso il gasdotto Transmed, che partendo dalla Tunisia passa attraverso il Mediterraneo e arriva nel nostro Paese approdando sulle coste di Mazara del Vallo, in Sicilia.

Oltre alla quantità di gas, che rappresenta quasi un terzo dei 29 miliardi di metri cubi che arrivano da Mosca sui 75 miliardi che abbiamo consumato lo scorso anno, l’intesa si rivela fondamentale per la rapidità dei tempi in cui può essere messa in campo; se tutto funzionerà come deve, infatti, già dal prossimo inverno dovremmo poter contare sulla quota aggiuntiva di gas proveniente dall’Algeria. Secondo quanto anticipato da Descalzi, il potenziamento del gas potrebbe anche raggiungere gli 11 miliardi di metri cubi aggiuntivi, se sommati a quelli provenienti dalla Libia.

Il premier Draghi ha incontrato poi all’ambasciata italiana di Algeri la comunità italiana: sono circa 200 le imprese con presenza stabile in Algeria, impegnate nel campo energetico ma anche nei settori delle infrastrutture e delle grandi opere.

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