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Salute

Droga dello stupro, il braccialetto entra in classe: 400 test agli studenti di Portogruaro

Prevenzione - Federfarma Veneto porta nelle scuole il test anti - sostanze, dopo la campagna avvenuta lo scorso 8 marzo

di Priscilla Rucco -


Quattrocento braccialetti in grado di segnalare la presenza di alcune droghe nelle bevande saranno consegnati nelle prossime settimane agli studenti di un liceo di Portogruaro, nel Veneziano. L’annuncio è arrivato il 13 ottobre da Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, che ha chiarito come la scuola della città sul Lemene rappresenti solo la prima di tante tappe in programma: l’obiettivo è quello di estendere l’iniziativa anche ad altri istituti del territorio.

Come nasce il progetto?

Il progetto nasce dalla campagna promossa lo scorso marzo in vista della Giornata internazionale della donna, quando circa cento farmacie della provincia di Venezia avevano messo a disposizione gratuitamente 2.500 dispositivi, un primo lotto donato da un’azienda. Per il futuro era stata ipotizzata la vendita a 4 euro, con una parte del ricavato destinata ai centri antiviolenza.

Secondo Bellon, l’attenzione suscitata in primavera ha convinto i farmacisti a rivolgersi direttamente ai ragazzi, accompagnando la consegna con incontri sulla violenza di genere, sui rischi degli stupefacenti e sui servizi a cui chiedere aiuto.

Droga dello stupro: come funziona il braccialetto?

Sul braccialetto c’è una piccola area trattata con reagenti chimici: si deposita una goccia del drink e si osserva la reazione. Se la superficie vira al blu, nel bicchiere potrebbe esserci una delle sostanze ricercate; se diventa gialla, il test è negativo.

I dispositivi distribuiti in Veneto sono tarati su flunitrazepam, Ghb e ketamina, sostanze che rallentano il sistema nervoso e che nel linguaggio comune sono riunite sotto l’etichetta di “droga dello stupro”. Senza odore né sapore, possono essere sciolte in un cocktail all’insaputa della vittima, provocando torpore, confusione e vuoti di memoria.

I limiti

Il test, tuttavia, non è uno scudo assoluto e certo totalmente. Riconosce soltanto alcune molecole e un esito negativo non esclude che la bevanda sia comunque “compromessa”. Inoltre la cosiddetta sottomissione chimica avviene spesso con comuni sonniferi o tranquillanti, che sfuggono a questi strumenti.

In Italia mancano statistiche nazionali sul fenomeno: il Ghb è smaltito dall’organismo in poche ore e chi lo subisce spesso non ricorda quanto è accaduto, rinunciando a denunciare. Anche a Roma Federfarma ha puntato sulla prevenzione, con libretti di strisce reattive, anziché braccialetti, distribuiti nelle farmacie della provincia: duemila per il 25 novembre 2025 e altri 1.500 a marzo.

Il confronto con l’Europa

In Francia l’agenzia del farmaco Ansm monitora i casi dal 2003: l’ultima indagine nazionale ha contato 1.229 segnalazioni sospette nel 2022, contro le 727 dell’anno precedente, con un aumento del 69 per cento. Oltre la metà delle sostanze coinvolte erano medicinali psicoattivi, tanto che dal gennaio 2025 l’agenzia ha chiesto alle aziende di modificarne colore, gusto o modalità di dissoluzione per renderli riconoscibili. Il processo per gli abusi subiti da Gisèle Pelicot, sedata per anni dall’ex marito e violentata da decine di uomini, concluso nel dicembre 2024 con 51 condanne, ha trasformato il tema in una questione nazionale.

Nel Regno Unito il Crime and Policing Act 2026, che ha ricevuto l’assenso reale il 29 aprile, prevede un reato specifico di somministrazione di sostanze nocive che comprende lo spiking, superando norme risalenti al 1861. A livello europeo, a luglio Europol ha reso noti i risultati del Progetto Medusa, coordinato dalla Germania e dal Regno Unito con la partecipazione di nove Paesi: 57 arresti e 158 vittime messe in sicurezza, donne drogate e violentate soprattutto dai propri partner, che si scambiavano consigli, farmaci e video in forum e chat criptate.

Cosa fare in caso di sospetto?

Chi teme che il proprio bicchiere sia stato alterato non deve ovviamente berlo e deve allontanarsi, chiedendo l’aiuto di un amico o dei gestori del locale. Se compaiono all’improvviso stordimento, difficoltà nei movimenti o confusione, occorre rivolgersi subito ai sanitari, chiamando il 112 nei casi più gravi, perché alcune sostanze diventano irrintracciabili dopo poche ore. Il braccialetto può aiutare, ma la difesa più efficace resta l’attenzione reciproca, insieme all’abitudine di non perdere mai di vista il proprio bicchiere ed è questa la “cultura” che il progetto veneto vuole portare tra i banchi di scuola di tutto il Paese.

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