“È tempo del Rosatellum 2 con Giorgia sulla giustizia”

Renzi, in aula, dice: “Noi opposizione, ma pronti a dare una mano” …
“Il compito dell’opposizione non è alzare i decibel dello scontro con la maggioranza, ma mettersi al servizio del Paese, nella distinzione dei ruoli, per cercare di ottenere il meglio per gli italiani”.

Convergenze potranno esserci sulle grandi riforme, in modo particolare sul semipresidenzialismo?
“Sulle riforme istituzionali e non solo su quelle sicuramente ci può essere un terreno di dialogo. Detto ciò, abbiamo un’idea diversa delle istituzioni. Bisognerà, quindi, avviare un confronto. Per noi la figura del Presidente della Repubblica deve restare terza e di garanzia. Bisogna, invece, procedere con l’elezione diretta del presidente del Consiglio, avendo una sola Camera che abbia funzione di dare fiducia al Governo”.

Rosato è stato l’ideatore dell’attuale sistema elettorale. Ha mai pensato di modificarlo insieme a chi è in questo momento a Palazzo Chigi?
“È indispensabile cambiarlo, soprattutto alla luce di una riforma costituzionale. L’elezione diretta del presidente del Consiglio equivale a una legge elettorale che funzioni come quella del sindaco, dove i cittadini, magari con un doppio turno, decidono chi li rappresenta, utilizzando anche le preferenze nella scelta dei parlamentari”.

Prima di Fontana è stato sullo scranno più alto di Montecitorio. Come reputa le accuse sollevate da una certa sinistra verso il presidente della Camera?
“Mi sembrano molto strumentali. Sono state elette sempre persone di parte: Fini, Bertinotti e la stessa Boldrini. Ognuna di loro rappresentava un vissuto e un passato politico. Allo stesso tempo ci aspettiamo terzietà da chi deve rappresentare tutti i deputati”.

Più di qualcuno sostiene che Renzi abbia già scaricato Calenda, ormai presente solo su Twitter. È davvero così?
“C’è una forte sintonia tra i due. Stiamo costruendo un soggetto in grado di essere alternativo ai massimalismi della destra e della sinistra”.

L’ex premier, in Senato, si è intrattenuto più di qualche minuto con Franceschini. State già pensando a un nuovo polo?
“Ritengo che il terzo polo avrà successo se saprà tenersi equidistante dalle storture degli estremismi, se saprà dialogare e collaborare con chi ha un’idea riformista del Paese. Se ci misuriamo sui contenuti, sapremo essere attrattivi”.

A proposito di temi, Iv ha sempre espresso più di un semplice gradimento per Carlo Nordio, ministro scelto direttamente dalla Meloni. Si può collaborare su un tema cruciale come la giustizia?
“Si può collaborare su tutto, bisogna farlo. Sulla giustizia c’è un terreno molto fertile, rappresentato dall’interlocuzione antica con l’attuale Guardasigilli. Dice cose che pensiamo e che sosteneva già quando interveniva alla Leopolda, presentando il libro di Matteo Renzi. Sono gli stessi concetti che oggi troviamo nel programma di governo”.

Non a caso l’ex sindaco di Firenze, guardando Giorgia, ribadisce la necessità di tenere la vita privata lontana dalle questioni politiche…
“Lo ha fatto, ringraziando anche il ministro Crosetto, che in tempi non sospetti ha dimostrato sensibilità e intelligenza. È evidente. però, che Matteo si rivolge pure a quei numerosi esponenti del centrodestra, che invece contro di lui hanno alzato un fuoco spietato, sfruttato maldestramente indagini che poi si sono rivelate un buco nell’acqua. Tutto ciò, comunque, è passato. Renzi usa sempre questo ricordo per dire spero che non capiti ad altri quanto ho subito”.

Le opposizioni, nei primi giorni di legislatura, si sono dimostrate abbastanza divise. Sulle vicepresidenze il terzo polo non è stato mai considerato. Si riuscirà a trovare un’intesa almeno su Vigilanza Rai e Copasir?
“Siamo stati sistematicamente esclusi da un accordo al ribasso tra il M5s e il Pd. È chiaro che faremo tutto quello che serve per stare nelle istituzioni con lo spazio che ci compete”.

Esprimete qualche particolare preferenza?
“Lasciamo questo aspetto al confronto”.

Si avvicina, intanto, il congresso del dopo Letta. Siete ancora disponibili a dialogare con questo mondo e soprattutto come vede l’ultima novità, ovvero Dario Nardella?
“Con amicizia e rispetto per Nardella e tutti gli altri candidati, lo vedo con assoluto disinteresse, pensando che la strada intrapresa dal Pd sia lontana dal riformismo e dalla capacità di intercettare quegli elettori che non la pensano come i 5 Stelle”.

Una parte del Nazareno, intanto, ha già preso le distanze dai gialli…
“Non mi sembra che sia così. Stiamo parlando, comunque, di un dibattito interno ai dem, che lascio volentieri a loro”.

Renzi, in aula, dice: “Noi opposizione, ma pronti a dare una mano” …
“Il compito dell’opposizione non è alzare i decibel dello scontro con la maggioranza, ma mettersi al servizio del Paese, nella distinzione dei ruoli, per cercare di ottenere il meglio per gli italiani”.

Convergenze potranno esserci sulle grandi riforme, in modo particolare sul semipresidenzialismo?
“Sulle riforme istituzionali e non solo su quelle sicuramente ci può essere un terreno di dialogo. Detto ciò, abbiamo un’idea diversa delle istituzioni. Bisognerà, quindi, avviare un confronto. Per noi la figura del Presidente della Repubblica deve restare terza e di garanzia. Bisogna, invece, procedere con l’elezione diretta del presidente del Consiglio, avendo una sola Camera che abbia funzione di dare fiducia al Governo”.

Rosato è stato l’ideatore dell’attuale sistema elettorale. Ha mai pensato di modificarlo insieme a chi è in questo momento a Palazzo Chigi?
“È indispensabile cambiarlo, soprattutto alla luce di una riforma costituzionale. L’elezione diretta del presidente del Consiglio equivale a una legge elettorale che funzioni come quella del sindaco, dove i cittadini, magari con un doppio turno, decidono chi li rappresenta, utilizzando anche le preferenze nella scelta dei parlamentari”.

Prima di Fontana è stato sullo scranno più alto di Montecitorio. Come reputa le accuse sollevate da una certa sinistra verso il presidente della Camera?
“Mi sembrano molto strumentali. Sono state elette sempre persone di parte: Fini, Bertinotti e la stessa Boldrini. Ognuna di loro rappresentava un vissuto e un passato politico. Allo stesso tempo ci aspettiamo terzietà da chi deve rappresentare tutti i deputati”.

Più di qualcuno sostiene che Renzi abbia già scaricato Calenda, ormai presente solo su Twitter. È davvero così?
“C’è una forte sintonia tra i due. Stiamo costruendo un soggetto in grado di essere alternativo ai massimalismi della destra e della sinistra”.

L’ex premier, in Senato, si è intrattenuto più di qualche minuto con Franceschini. State già pensando a un nuovo polo?
“Ritengo che il terzo polo avrà successo se saprà tenersi equidistante dalle storture degli estremismi, se saprà dialogare e collaborare con chi ha un’idea riformista del Paese. Se ci misuriamo sui contenuti, sapremo essere attrattivi”.

A proposito di temi, Iv ha sempre espresso più di un semplice gradimento per Carlo Nordio, ministro scelto direttamente dalla Meloni. Si può collaborare su un tema cruciale come la giustizia?
“Si può collaborare su tutto, bisogna farlo. Sulla giustizia c’è un terreno molto fertile, rappresentato dall’interlocuzione antica con l’attuale Guardasigilli. Dice cose che pensiamo e che sosteneva già quando interveniva alla Leopolda, presentando il libro di Matteo Renzi. Sono gli stessi concetti che oggi troviamo nel programma di governo”.

Non a caso l’ex sindaco di Firenze, guardando Giorgia, ribadisce la necessità di tenere la vita privata lontana dalle questioni politiche…
“Lo ha fatto, ringraziando anche il ministro Crosetto, che in tempi non sospetti ha dimostrato sensibilità e intelligenza. È evidente. però, che Matteo si rivolge pure a quei numerosi esponenti del centrodestra, che invece contro di lui hanno alzato un fuoco spietato, sfruttato maldestramente indagini che poi si sono rivelate un buco nell’acqua. Tutto ciò, comunque, è passato. Renzi usa sempre questo ricordo per dire spero che non capiti ad altri quanto ho subito”.

Le opposizioni, nei primi giorni di legislatura, si sono dimostrate abbastanza divise. Sulle vicepresidenze il terzo polo non è stato mai considerato. Si riuscirà a trovare un’intesa almeno su Vigilanza Rai e Copasir?
“Siamo stati sistematicamente esclusi da un accordo al ribasso tra il M5s e il Pd. È chiaro che faremo tutto quello che serve per stare nelle istituzioni con lo spazio che ci compete”.

Esprimete qualche particolare preferenza?
“Lasciamo questo aspetto al confronto”.

Si avvicina, intanto, il congresso del dopo Letta. Siete ancora disponibili a dialogare con questo mondo e soprattutto come vede l’ultima novità, ovvero Dario Nardella?
“Con amicizia e rispetto per Nardella e tutti gli altri candidati, lo vedo con assoluto disinteresse, pensando che la strada intrapresa dal Pd sia lontana dal riformismo e dalla capacità di intercettare quegli elettori che non la pensano come i 5 Stelle”.

Una parte del Nazareno, intanto, ha già preso le distanze dai gialli…
“Non mi sembra che sia così. Stiamo parlando, comunque, di un dibattito interno ai dem, che lascio volentieri a loro”.

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