Ecco il centro web e social meno like per Renzi e Calenda

A sorpresa il Terzo Polo produce un numero di menzioni maggiore rispetto a quello generato dai due leader del cartello elettorale.

Se il Terzo polo invocato da più parti è ancora un’entità astratta, una creatura politica che rimane ancora oggi in una dimensione puramente gassosa o, se vogliamo dirlo in termini filosofici, di potenza, al contrario, online il dibattito digitale sulla possibilità di dar vita a un rassemblement mediano, che sia da guastatore tra le due coalizioni di centro-destra e centro-sinistra, è di certo un tema abbastanza discusso.

Partiamo, come sempre dai dati per orientarci e provare a dare un’interpretazione di senso ai numeri che la ricerca del parlato ci restituisce anche questa volta.

Nell’ultima settimana, dal 26 luglio al 1°agosto, la chiave di ricerca “terzo polo” ha prodotto un numero di menzioni comunque più consistente di quello generato dai due principali leader, Mattero Renzi e Carlo Calenda, che dovrebbero vestire i panni di costruttori e di paladini del possibile cartello elettorale di centro.

“Terzo polo”, come keyword, incassa complessivamente oltre 4.300 mila menzioni, distanziando non di poco, in considerazione della finestra temporale dell’ascolto, sia quelle ottenute dal leader di Azione, che si ferma a 3.220, che quelle che si porta a casa il fondatore di Italia Viva, che invece ne colleziona poco più di 2.600.

Ma, aspetto, ancora più interessante da leggere in controluce con le menzioni è anche quello dei territori digitali che hanno ospitato le percentuali più ampie di discussioni.
Nel caso del “Terzo polo” è significativo notare come quasi la metà del parlato, ben il 41% rispetto al 45% che si è dipanato su Facebook, si è sviluppato su Twitter, a riprova di come il tema sia realmente di qualche interesse di quella fetta di utenti che solitamente popolano la piattaforma innanzi tutto per rimanere informata o per manifestare in modo più sistematico le proprie opinioni.

A maggior ragione, a questo punto, è lecito, nonché conveniente, osservare quali siano stati gli account Twitter che, nella settimana di ascolto delle discussioni, con maggior frequenza hanno scelto di commentare, postare o rilanciare il tema del “terzo polo”.
Ad accomodarsi sulla serpa e stringere senza tremore le redini del carro digitale sono ovviamente @CarloCalenda e @matterorenzi che riescono a ritagliarsi una discreta visibilità online proprio cavalcando il tema.

È chiaro che occorre capire, e di certo nei prossimi giorni molte incertezze e incognite saranno spazzate via, quanto la presa dei “gemelli diversi”, Carlo e Matteo sul tema Terzo polo, sia frutto di una strategia elettorale vera e propria, e, quanto all’inverso, sia solo una tattica finalizzata a non rimanere schiacciati nella polarizzazione in atto tra i due principali schieramenti a trazione Fratelli d’Italia sul versante centro-destra, e Partito Democratico, per il centro-sinistra.

In attesa che l’orizzonte delle coalizioni si definisca nelle singole composizioni, però, i due leader stanno comunque incassando i dividendi delle discussioni digitali come testimonia il barometro del sentiment, che raggruppa vale la pena rammentare la percentuale di documenti che contengono un’opinione positiva, negativa, mista

In particolare, il mood espresso nei confronti di Matteo Renzi dagli utenti, con diversi modi di interazione, è dalle scorse settimane in costante crescita, tant’è che con l’ultima rilevazione il senatore fiorentino supera il muro del 30%, per la prima volta negli ultimi dodici mesi, ottenendo un valore positivo del 32%. Il dato di questa settimana è in rialzo di 2 punti percentuali rispetto alla quella precedente e di ben 4 punti percentuali se comparato con il mood dell’altra settimana ancora.

Una crescita costante che supera anche quella del leader di Azione, che invece rimane contrassegnata da un andamento meno regolare e che chiude per l’appunto l’ultima settimana in rialzo di un solo punto percentuale passando dal 26 al 27% di mood positivo.
Da ieri, invece, a lasciare definitivamente il campo del possibile Terzo polo è Luigi Di Maio che ha presentato il nuovo nome, Impegno Civico e il nuovo simbolo della sua lista che andrà con molta probabilità a fare la quarta gamba della coalizione di centro-sinistra assieme al Partito Democratico, ai Socialisti e a MDP. Il Ministro degli Esteri, sul quale lo stesso Calenda aveva posto con una serie di tweet per nulla accomodanti un veto personale insuperabile, si è accasato definitivamente all’ombra del PD, ma così facendo ha alzato bandiera bianca nell’essere per le prossime settimane di campagna elettorale un leader capace di dettare l’agenda e scaldare i cuori degli elettori.

Se guardiamo alle menzioni raccolte da Di Maio sempre nell’ultima settimana, delle oltre 2.600 ottenute, quante quelle tenute da Matteo Renzi, più delle metà sono state postate dopo la presentazione ufficiale del simbolo che troveremo il 25 settembre sulle schede elettorali.

Ciò lascia presagire che Luigi Di Maio e la sua lista, superato il picco di menzioni determinato dalla novità, non troveranno più spazi e possibilità di dettare l’agenda elettorale ed essere minimamente centrali nel dibattito che ci accompagnerà alle urne.
Del resto, se andiamo a classificare i post che nella sola giornata di ieri hanno ottenuto un’audience social di un qualche interesse e che riguardavano il lancio del simbolo di Impegno Civico, quelli che si sono ritagliati una fetta di attenzione su Facebook e su Instagram erano i due pubblicati dai canali ufficiali della Lega che hanno ironizzato (Ape Maio) sull’accostamento grafico tra il nome Di Maio e l’ape che svolazza accanto al nome dato alla lista.

A sorpresa il Terzo Polo produce un numero di menzioni maggiore rispetto a quello generato dai due leader del cartello elettorale.

Se il Terzo polo invocato da più parti è ancora un’entità astratta, una creatura politica che rimane ancora oggi in una dimensione puramente gassosa o, se vogliamo dirlo in termini filosofici, di potenza, al contrario, online il dibattito digitale sulla possibilità di dar vita a un rassemblement mediano, che sia da guastatore tra le due coalizioni di centro-destra e centro-sinistra, è di certo un tema abbastanza discusso.

Partiamo, come sempre dai dati per orientarci e provare a dare un’interpretazione di senso ai numeri che la ricerca del parlato ci restituisce anche questa volta.

Nell’ultima settimana, dal 26 luglio al 1°agosto, la chiave di ricerca “terzo polo” ha prodotto un numero di menzioni comunque più consistente di quello generato dai due principali leader, Mattero Renzi e Carlo Calenda, che dovrebbero vestire i panni di costruttori e di paladini del possibile cartello elettorale di centro.

“Terzo polo”, come keyword, incassa complessivamente oltre 4.300 mila menzioni, distanziando non di poco, in considerazione della finestra temporale dell’ascolto, sia quelle ottenute dal leader di Azione, che si ferma a 3.220, che quelle che si porta a casa il fondatore di Italia Viva, che invece ne colleziona poco più di 2.600.

Ma, aspetto, ancora più interessante da leggere in controluce con le menzioni è anche quello dei territori digitali che hanno ospitato le percentuali più ampie di discussioni.
Nel caso del “Terzo polo” è significativo notare come quasi la metà del parlato, ben il 41% rispetto al 45% che si è dipanato su Facebook, si è sviluppato su Twitter, a riprova di come il tema sia realmente di qualche interesse di quella fetta di utenti che solitamente popolano la piattaforma innanzi tutto per rimanere informata o per manifestare in modo più sistematico le proprie opinioni.

A maggior ragione, a questo punto, è lecito, nonché conveniente, osservare quali siano stati gli account Twitter che, nella settimana di ascolto delle discussioni, con maggior frequenza hanno scelto di commentare, postare o rilanciare il tema del “terzo polo”.
Ad accomodarsi sulla serpa e stringere senza tremore le redini del carro digitale sono ovviamente @CarloCalenda e @matterorenzi che riescono a ritagliarsi una discreta visibilità online proprio cavalcando il tema.

È chiaro che occorre capire, e di certo nei prossimi giorni molte incertezze e incognite saranno spazzate via, quanto la presa dei “gemelli diversi”, Carlo e Matteo sul tema Terzo polo, sia frutto di una strategia elettorale vera e propria, e, quanto all’inverso, sia solo una tattica finalizzata a non rimanere schiacciati nella polarizzazione in atto tra i due principali schieramenti a trazione Fratelli d’Italia sul versante centro-destra, e Partito Democratico, per il centro-sinistra.

In attesa che l’orizzonte delle coalizioni si definisca nelle singole composizioni, però, i due leader stanno comunque incassando i dividendi delle discussioni digitali come testimonia il barometro del sentiment, che raggruppa vale la pena rammentare la percentuale di documenti che contengono un’opinione positiva, negativa, mista

In particolare, il mood espresso nei confronti di Matteo Renzi dagli utenti, con diversi modi di interazione, è dalle scorse settimane in costante crescita, tant’è che con l’ultima rilevazione il senatore fiorentino supera il muro del 30%, per la prima volta negli ultimi dodici mesi, ottenendo un valore positivo del 32%. Il dato di questa settimana è in rialzo di 2 punti percentuali rispetto alla quella precedente e di ben 4 punti percentuali se comparato con il mood dell’altra settimana ancora.

Una crescita costante che supera anche quella del leader di Azione, che invece rimane contrassegnata da un andamento meno regolare e che chiude per l’appunto l’ultima settimana in rialzo di un solo punto percentuale passando dal 26 al 27% di mood positivo.
Da ieri, invece, a lasciare definitivamente il campo del possibile Terzo polo è Luigi Di Maio che ha presentato il nuovo nome, Impegno Civico e il nuovo simbolo della sua lista che andrà con molta probabilità a fare la quarta gamba della coalizione di centro-sinistra assieme al Partito Democratico, ai Socialisti e a MDP. Il Ministro degli Esteri, sul quale lo stesso Calenda aveva posto con una serie di tweet per nulla accomodanti un veto personale insuperabile, si è accasato definitivamente all’ombra del PD, ma così facendo ha alzato bandiera bianca nell’essere per le prossime settimane di campagna elettorale un leader capace di dettare l’agenda e scaldare i cuori degli elettori.

Se guardiamo alle menzioni raccolte da Di Maio sempre nell’ultima settimana, delle oltre 2.600 ottenute, quante quelle tenute da Matteo Renzi, più delle metà sono state postate dopo la presentazione ufficiale del simbolo che troveremo il 25 settembre sulle schede elettorali.

Ciò lascia presagire che Luigi Di Maio e la sua lista, superato il picco di menzioni determinato dalla novità, non troveranno più spazi e possibilità di dettare l’agenda elettorale ed essere minimamente centrali nel dibattito che ci accompagnerà alle urne.
Del resto, se andiamo a classificare i post che nella sola giornata di ieri hanno ottenuto un’audience social di un qualche interesse e che riguardavano il lancio del simbolo di Impegno Civico, quelli che si sono ritagliati una fetta di attenzione su Facebook e su Instagram erano i due pubblicati dai canali ufficiali della Lega che hanno ironizzato (Ape Maio) sull’accostamento grafico tra il nome Di Maio e l’ape che svolazza accanto al nome dato alla lista.

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