Ecologico, provocatorio, artistico la tradizione dei presepi da Nord a Sud

Una tradizione secolare, che fa da trait d’union tra l’uomo e il divino. La rappresentazione della nascita di Cristo che si completa con l’arrivo dei Re Magi da sempre scatena la creatività e l’inventiva di artigiani e appassionati di ogni epoca. Piazze, chiese, spazi espositivi trasformano la loro vocazione naturale per accogliere paesaggi, pastori, case rurali, pecore e simboli che talvolta lasciano spazio a messaggi di attualità da mescolare con la storia, la cultura e il momento. Una macchina del tempo che muove visitatori da ogni dove, pellegrini, fedeli e semplici curiosi. Fino al 7 gennaio i presepi sono esposti in ogni città rappresentando una visione della natività di Gesù bambino reinterpretata di anno in anno. L’Identità ha selezionato tre installazioni per originalità, gusto e posizione geografica che meritano un viaggio da nord a sud, per un itinerario di fede, artigianato, creatività. A Frigento, in Irpinia, il grande Presepe della Misericordia domina la piazza Frontespizio (a sinistra). Non un semplice Presepe, ma un capolavoro artigianale già commissionato dall’Abbazia di Montevergine e allestito in piazza San Pietro a Roma nel 2017, l’anno della misericordia voluto da Papa Francesco. Artefici delle opere presepiali gli artigiani della Bottega Cantone e Costabile di Napoli, che hanno preso ispirazione da uno dei più grandi capolavori di arte barocca: “le sette opere di misericordia” del Caravaggio. Provocatorio, e al contempo un invito alla riflessione, il presepe ambientato a Bucha, la città ucraina al centro dei conflitti, così vicina a noi. Si trova a Firenze negli spazi del Rivoli Boutique Hotel (foto al centro). Aperta al pubblico a ingresso gratuito, per la 11a edizione, la Mostra dei Presepi quest’anno si arricchisce di nuovi simboli e di un messaggio di pace negli oltre 30 presepi di varia grandezza. Questa mostra, fortemente voluta da Gianni Caridi, classe 1933, albergatore di lungo corso, fiorentino doc, invade gli spazi comuni dell’Hotel, che nasce come convento delle suore Canossiane. Caridi si innamora dei presepi originali, ognuno un pezzo unico, come vuole la tradizione dell’artigianato, realizzati da un altro giovane, come lui, oltre 10 anni fa. Da lì l’idea della mostra, che, di anno in anno, chiama sempre più visitatori.

Ecologico, con richiami storici, che inneggia all’operosità del Carso e alla bellezza della sua natura aspra e vorace, quello allestito ad Aurisina (foto a destra), nella chiesa di Slivia, realizzato in totale ecosostenibilità, senza l’ausilio di materiali acquistati. Le figure sono tratte da pietre di calcare carsiche grezze dalle forme antropomorfe o che richiamano gli animali. E poi pezzi di legno, ceppaie, muschio, rami di pino dei boschi del luogo con i quali sono riprodotte figure come lo zopolo, antica imbarcazione locale.

Una tradizione secolare, che fa da trait d’union tra l’uomo e il divino. La rappresentazione della nascita di Cristo che si completa con l’arrivo dei Re Magi da sempre scatena la creatività e l’inventiva di artigiani e appassionati di ogni epoca. Piazze, chiese, spazi espositivi trasformano la loro vocazione naturale per accogliere paesaggi, pastori, case rurali, pecore e simboli che talvolta lasciano spazio a messaggi di attualità da mescolare con la storia, la cultura e il momento. Una macchina del tempo che muove visitatori da ogni dove, pellegrini, fedeli e semplici curiosi. Fino al 7 gennaio i presepi sono esposti in ogni città rappresentando una visione della natività di Gesù bambino reinterpretata di anno in anno. L’Identità ha selezionato tre installazioni per originalità, gusto e posizione geografica che meritano un viaggio da nord a sud, per un itinerario di fede, artigianato, creatività. A Frigento, in Irpinia, il grande Presepe della Misericordia domina la piazza Frontespizio (a sinistra). Non un semplice Presepe, ma un capolavoro artigianale già commissionato dall’Abbazia di Montevergine e allestito in piazza San Pietro a Roma nel 2017, l’anno della misericordia voluto da Papa Francesco. Artefici delle opere presepiali gli artigiani della Bottega Cantone e Costabile di Napoli, che hanno preso ispirazione da uno dei più grandi capolavori di arte barocca: “le sette opere di misericordia” del Caravaggio. Provocatorio, e al contempo un invito alla riflessione, il presepe ambientato a Bucha, la città ucraina al centro dei conflitti, così vicina a noi. Si trova a Firenze negli spazi del Rivoli Boutique Hotel (foto al centro). Aperta al pubblico a ingresso gratuito, per la 11a edizione, la Mostra dei Presepi quest’anno si arricchisce di nuovi simboli e di un messaggio di pace negli oltre 30 presepi di varia grandezza. Questa mostra, fortemente voluta da Gianni Caridi, classe 1933, albergatore di lungo corso, fiorentino doc, invade gli spazi comuni dell’Hotel, che nasce come convento delle suore Canossiane. Caridi si innamora dei presepi originali, ognuno un pezzo unico, come vuole la tradizione dell’artigianato, realizzati da un altro giovane, come lui, oltre 10 anni fa. Da lì l’idea della mostra, che, di anno in anno, chiama sempre più visitatori.

Ecologico, con richiami storici, che inneggia all’operosità del Carso e alla bellezza della sua natura aspra e vorace, quello allestito ad Aurisina (foto a destra), nella chiesa di Slivia, realizzato in totale ecosostenibilità, senza l’ausilio di materiali acquistati. Le figure sono tratte da pietre di calcare carsiche grezze dalle forme antropomorfe o che richiamano gli animali. E poi pezzi di legno, ceppaie, muschio, rami di pino dei boschi del luogo con i quali sono riprodotte figure come lo zopolo, antica imbarcazione locale.
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