Elezioni legislative in Francia, la sinistra ci prova

Mélenchon ha costruito una piattaforma “sociale ed ecologista” molto ampia e proverà a insidiare la maggioranza di Macron

Domenica i francesi saranno chiamati ad eleggere i 577 deputati dell’Assemblea nazionale. L’appuntamento elettorale, che come sempre si tiene sette settimane dopo le elezioni presidenziali, andrà ad influire sulla composizione del governo di Parigi. Dagli ultimi sondaggi il presidente Emmanuel Macron è in leggero vantaggio, insidiato dalla coalizione di sinistra promossa da Jean Luc Melenchon, la Nupes (Nuova unione popolare ecologista e sociale). Secondo il sistema elettorale francese per vincere al primo turno in un collegio servono la maggioranza assoluta dei voti espressi e il consenso di almeno il 25% degli elettori registrati in quel collegio. Così come per le elezioni presidenziali è previsto un doppio turno: se nessuno raggiunge la soglia, domenica 19 giugno si terrà un ballottaggio tra chi ha preso almeno il 12,5% rispetto al totale dell’elettorato registrato.

Più staccata rispetto ai due principali competitor Marine Le Pen: tradizionalmente il Front National, oggi Rassemblement National, non è mai andato forte alle elezioni legislative a causa del sistema elettorale maggioritario che lo penalizza. Difficile dunque che il partito della Le Pen riesca ad incrementare di molto la già striminzita pattuglia composta da appena sette deputati.  L’obiettivo politico di Melenchon è quello di impedire a Macron di raggiungere la maggioranza assoluta in Parlamento di 289 deputati, costringendolo ad un inusuale – per la Francia – governo di coalizione. Del resto la decisione di programmare le elezioni legislative subito dopo le elezioni presidenziali risale al 2000, quando l’esecutivo vedeva la coabitazione tra il presidente gollista Chirac e il primo ministro socialista Jospin.

Dopo quell’esperienza gli elettori francesi hanno dato ai loro presidenti anche la maggioranza in Parlamento. Oltralpe considerano la governabilità un valore. Melenchon proverà quindi a invertire questa tendenza, puntando soprattutto sul voto dei giovani. Macro non sembra prendere sottogamba la minaccia che arriva da sinistra, tanto che negli ultimi giorni si è speso sui territori in sostegno dei suoi candidati in molti collegi.

Mélenchon ha costruito una piattaforma “sociale ed ecologista” molto ampia e proverà a insidiare la maggioranza di Macron

Domenica i francesi saranno chiamati ad eleggere i 577 deputati dell’Assemblea nazionale. L’appuntamento elettorale, che come sempre si tiene sette settimane dopo le elezioni presidenziali, andrà ad influire sulla composizione del governo di Parigi. Dagli ultimi sondaggi il presidente Emmanuel Macron è in leggero vantaggio, insidiato dalla coalizione di sinistra promossa da Jean Luc Melenchon, la Nupes (Nuova unione popolare ecologista e sociale). Secondo il sistema elettorale francese per vincere al primo turno in un collegio servono la maggioranza assoluta dei voti espressi e il consenso di almeno il 25% degli elettori registrati in quel collegio. Così come per le elezioni presidenziali è previsto un doppio turno: se nessuno raggiunge la soglia, domenica 19 giugno si terrà un ballottaggio tra chi ha preso almeno il 12,5% rispetto al totale dell’elettorato registrato.

Più staccata rispetto ai due principali competitor Marine Le Pen: tradizionalmente il Front National, oggi Rassemblement National, non è mai andato forte alle elezioni legislative a causa del sistema elettorale maggioritario che lo penalizza. Difficile dunque che il partito della Le Pen riesca ad incrementare di molto la già striminzita pattuglia composta da appena sette deputati.  L’obiettivo politico di Melenchon è quello di impedire a Macron di raggiungere la maggioranza assoluta in Parlamento di 289 deputati, costringendolo ad un inusuale – per la Francia – governo di coalizione. Del resto la decisione di programmare le elezioni legislative subito dopo le elezioni presidenziali risale al 2000, quando l’esecutivo vedeva la coabitazione tra il presidente gollista Chirac e il primo ministro socialista Jospin.

Dopo quell’esperienza gli elettori francesi hanno dato ai loro presidenti anche la maggioranza in Parlamento. Oltralpe considerano la governabilità un valore. Melenchon proverà quindi a invertire questa tendenza, puntando soprattutto sul voto dei giovani. Macro non sembra prendere sottogamba la minaccia che arriva da sinistra, tanto che negli ultimi giorni si è speso sui territori in sostegno dei suoi candidati in molti collegi.

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