Eliseo, Macron potrebbe annunciare la sua candidatura a un secondo mandato

Emmanuel Macron annuncerà la sua candidatura ufficiale per un secondo mandato all’Eliseo dalla settimana prossima. Secondo una radio francese, Macron approfitterebbe del Salone dell’Agricoltura di Parigi, un appuntamento fisso per tanti presidenti, previsto per il prossimo 26 febbraio, per fare la sua prima uscita da candidato. “Sarebbe la prima, su un tema perfetto: la ruralità”, dice un suo consigliere. A sinistra, Jean Luc Melenchon balza all’11%, superando gli altri candidati della gauche: lo rileva l’ultimo sondaggio Opinion Way-Kea Partners per Les Echos, secondo cui il presidente arretra di poco, portandosi al 24% delle preferenze, subito sotto si collocano a pari merito Eric Zemmour, Marine Le Pen e Valerie Pecresse. Per il polemista di Reconquete si tratta di un notevole avanzamento, a tutto svantaggio della leader di Rassemblement Nationale. All’interno di una sinistra sempre più parcellizzata, il risultato di Jean Luc Melenchon rappresenta la novità: il candidato de La France Insoumise ha superato per la prima volta la soglia di riferimento del 10%, portandosi all’11, ben lontano dagli altri candidati. Il comunista Fabien Roussel e l’ecologista Yanick Jadot viaggiano infatti intorno al 5%; a pari merito (3%) la socialista Anne Hidalgo e la new entry, l’ex ministra della Giustizia Christiane Taubira. Macron resta comunque saldamente in testa alle intenzioni di voto per la corsa all’Eliseo dei prossimi 10 e 14 (secondo turno) aprile. Le notizie sui sondaggi in vista del voto presidenziale a Parigi si accavallano con quelle sul ritiro delle truppe francesi dal Mali, insieme a Unione europea e altri alleati, a poche ore dall’inizio del summit tra Ue e Unione Africana, previsto a Bruxelles. La missione francese “Barkhane” in Mali contro il terrorismo jihadista, lanciata nel 2013 e al momento forte di 2.400 soldati, e anche la missione Ue a guida sempre di Parigi “Takuba” (600-900 soldati di 14 Stati) cesseranno le attività in Mali, a causa del colpo di Stato militare a Bamako e dei pessimi rapporti con la giunta golpista al potere. Macron ha parlato di una chiusura nel giro di nove mesi. Macron ha infatti annunciato che il grosso della missione opererà nel vicino Niger (peraltro ricco di miniere di uranio sfruttate dalla Francia), che ha già accettato di ospitare i militari europei al confine con Mali e Burkina-Faso. «Non abbandoniamo il Mali – ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell – non abbandoniamo il Sahel: riorganizziamo la nostra presenza per affrontare la nuova situazione politica».

Emmanuel Macron annuncerà la sua candidatura ufficiale per un secondo mandato all’Eliseo dalla settimana prossima. Secondo una radio francese, Macron approfitterebbe del Salone dell’Agricoltura di Parigi, un appuntamento fisso per tanti presidenti, previsto per il prossimo 26 febbraio, per fare la sua prima uscita da candidato. “Sarebbe la prima, su un tema perfetto: la ruralità”, dice un suo consigliere. A sinistra, Jean Luc Melenchon balza all’11%, superando gli altri candidati della gauche: lo rileva l’ultimo sondaggio Opinion Way-Kea Partners per Les Echos, secondo cui il presidente arretra di poco, portandosi al 24% delle preferenze, subito sotto si collocano a pari merito Eric Zemmour, Marine Le Pen e Valerie Pecresse. Per il polemista di Reconquete si tratta di un notevole avanzamento, a tutto svantaggio della leader di Rassemblement Nationale. All’interno di una sinistra sempre più parcellizzata, il risultato di Jean Luc Melenchon rappresenta la novità: il candidato de La France Insoumise ha superato per la prima volta la soglia di riferimento del 10%, portandosi all’11, ben lontano dagli altri candidati. Il comunista Fabien Roussel e l’ecologista Yanick Jadot viaggiano infatti intorno al 5%; a pari merito (3%) la socialista Anne Hidalgo e la new entry, l’ex ministra della Giustizia Christiane Taubira. Macron resta comunque saldamente in testa alle intenzioni di voto per la corsa all’Eliseo dei prossimi 10 e 14 (secondo turno) aprile. Le notizie sui sondaggi in vista del voto presidenziale a Parigi si accavallano con quelle sul ritiro delle truppe francesi dal Mali, insieme a Unione europea e altri alleati, a poche ore dall’inizio del summit tra Ue e Unione Africana, previsto a Bruxelles. La missione francese “Barkhane” in Mali contro il terrorismo jihadista, lanciata nel 2013 e al momento forte di 2.400 soldati, e anche la missione Ue a guida sempre di Parigi “Takuba” (600-900 soldati di 14 Stati) cesseranno le attività in Mali, a causa del colpo di Stato militare a Bamako e dei pessimi rapporti con la giunta golpista al potere. Macron ha parlato di una chiusura nel giro di nove mesi. Macron ha infatti annunciato che il grosso della missione opererà nel vicino Niger (peraltro ricco di miniere di uranio sfruttate dalla Francia), che ha già accettato di ospitare i militari europei al confine con Mali e Burkina-Faso. «Non abbandoniamo il Mali – ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell – non abbandoniamo il Sahel: riorganizziamo la nostra presenza per affrontare la nuova situazione politica».

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