Energie rinnovabili: 7mila aziende rischiano di chiudere per i freni della burocrazia

Aceper, l’associazione, nata nel 2014 e che riunisce oggi 10mila impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, denuncia che ad oggi sono almeno 7mila aziende le aziende a rischio chiusura a causa del provvedimento che vieta il cumulo degli sgravi fiscali della Tremonti ambientale e gli incentivi del III, IV, V Conto energia. Quasi 500mila di persone – aggiunge l’associazione – rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.

“Si tratta -spiega Veronica Pitea, presidente di Aceper – di una vicenda complessa scoppiata nella sua drammaticità con un Decreto-legge collegato alla Legge di bilancio 2020. L’articolo 36, infatti, “invita” le aziende a rinunciare agli sgravi fiscali previsti dalla cosiddetta “Tremonti ambientale”, il provvedimento che agevolava le piccole e medie imprese negli investimenti necessari per prevenire, ridurre e riparare i danni causati all’ambiente, ad eccezione di quelli realizzati per specifici obblighi di legge”.

Un invito, si legge in una nota, che riguarda quelle imprese che godono anche del “Conto energia”, un incentivo statale che permette di ricevere un compenso per l’energia elettrica prodotta dal proprio impianto fotovoltaico per un periodo di 20 anni. “L’assurdo – spiega ancora il presidente di Aceper- è che quell’invito si traduce, attraverso un calcolo complicato, nella restituzione di una somma di denaro pari a quanto ricavato dalla “Tremonti ambientale”. Detto in altri termini: per mantenere gli incentivi del ‘Conto energia’, le aziende del settore dovrebbero ridare quanto avuto grazie agli sgravi fiscali. Il che farebbe sì che in migliaia sarebbero costretti a portare i libri in Tribunale.

Ma gli assurdi non finiscono qui: nel 2019 una sentenza del Tar del Lazio aveva accolto il ricorso proposto contro GSE (Gestore dei Servizi Energetici) da varie società operanti nel campo del fotovoltaico, membri Aceper. Il Tribunale amministrativo aveva insomma affermato che il cumulo (la Tremonti ambientale e il Conto energia) fosse assolutamente legittimo.

“Peccato, però, che il Governo è intervenuto, con un Decreto-legge, per mettere in dubbio – aggiunge Pitea – quanto detto dai giudici amministrativi e introdurre una “facoltà” di rinuncia agli sgravi fiscali sulla base di un presunto e inesistente divieto di cumulo. Credo che ci sia qualcosa che non vada. Qui si mette in dubbio uno dei principi cardine di una democrazia: la giusta suddivisione dei poteri di uno Stato”.

Pochi giorni prima di Natale, infatti, Gse ha inviato ai diretti interessati una lettera in cui dispone la sospensione della convenzione per il riconoscimento delle tariffe incentivanti, salvo prova dell’avvenuto perfezionamento della definizione prevista dal comma 2 dell’art. 36 del Decreto-legge 124 del 2019: “La situazione va risolta – conclude il presidente di Aceper -. Credo che il Governo debba farsi carico del problema. Non può più voltare lo sguardo dall’altra parte o permettere che si vada allo scontro. Noi, con grande responsabilità, vogliamo ricomporre la frattura e chiediamo che venga istituito un Tavolo fra i soggetti competenti per risolvere la questione. Bisogna fare bene e presto. I nostri imprenditori sono ormai allo stremo. Ricevo ogni giorno centinaia di telefonate da persone disperate. La cosa incredibile è che il nostro dovrebbe essere il settore del futuro. Rischia di essere smontato per cavilli burocratici. Sembra il teatro dell’assurdo: il Pnrr punta sull’ambiente e noi invece mettiamo i bastoni fra le ruote di chi lavora per tutelare quello che Papa Francesco definisce giustamente il Creato. Un assurdo al quale porre rimedio. Ora”.

Aceper, l’associazione, nata nel 2014 e che riunisce oggi 10mila impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, denuncia che ad oggi sono almeno 7mila aziende le aziende a rischio chiusura a causa del provvedimento che vieta il cumulo degli sgravi fiscali della Tremonti ambientale e gli incentivi del III, IV, V Conto energia. Quasi 500mila di persone – aggiunge l’associazione – rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.

“Si tratta -spiega Veronica Pitea, presidente di Aceper – di una vicenda complessa scoppiata nella sua drammaticità con un Decreto-legge collegato alla Legge di bilancio 2020. L’articolo 36, infatti, “invita” le aziende a rinunciare agli sgravi fiscali previsti dalla cosiddetta “Tremonti ambientale”, il provvedimento che agevolava le piccole e medie imprese negli investimenti necessari per prevenire, ridurre e riparare i danni causati all’ambiente, ad eccezione di quelli realizzati per specifici obblighi di legge”.

Un invito, si legge in una nota, che riguarda quelle imprese che godono anche del “Conto energia”, un incentivo statale che permette di ricevere un compenso per l’energia elettrica prodotta dal proprio impianto fotovoltaico per un periodo di 20 anni. “L’assurdo – spiega ancora il presidente di Aceper- è che quell’invito si traduce, attraverso un calcolo complicato, nella restituzione di una somma di denaro pari a quanto ricavato dalla “Tremonti ambientale”. Detto in altri termini: per mantenere gli incentivi del ‘Conto energia’, le aziende del settore dovrebbero ridare quanto avuto grazie agli sgravi fiscali. Il che farebbe sì che in migliaia sarebbero costretti a portare i libri in Tribunale.

Ma gli assurdi non finiscono qui: nel 2019 una sentenza del Tar del Lazio aveva accolto il ricorso proposto contro GSE (Gestore dei Servizi Energetici) da varie società operanti nel campo del fotovoltaico, membri Aceper. Il Tribunale amministrativo aveva insomma affermato che il cumulo (la Tremonti ambientale e il Conto energia) fosse assolutamente legittimo.

“Peccato, però, che il Governo è intervenuto, con un Decreto-legge, per mettere in dubbio – aggiunge Pitea – quanto detto dai giudici amministrativi e introdurre una “facoltà” di rinuncia agli sgravi fiscali sulla base di un presunto e inesistente divieto di cumulo. Credo che ci sia qualcosa che non vada. Qui si mette in dubbio uno dei principi cardine di una democrazia: la giusta suddivisione dei poteri di uno Stato”.

Pochi giorni prima di Natale, infatti, Gse ha inviato ai diretti interessati una lettera in cui dispone la sospensione della convenzione per il riconoscimento delle tariffe incentivanti, salvo prova dell’avvenuto perfezionamento della definizione prevista dal comma 2 dell’art. 36 del Decreto-legge 124 del 2019: “La situazione va risolta – conclude il presidente di Aceper -. Credo che il Governo debba farsi carico del problema. Non può più voltare lo sguardo dall’altra parte o permettere che si vada allo scontro. Noi, con grande responsabilità, vogliamo ricomporre la frattura e chiediamo che venga istituito un Tavolo fra i soggetti competenti per risolvere la questione. Bisogna fare bene e presto. I nostri imprenditori sono ormai allo stremo. Ricevo ogni giorno centinaia di telefonate da persone disperate. La cosa incredibile è che il nostro dovrebbe essere il settore del futuro. Rischia di essere smontato per cavilli burocratici. Sembra il teatro dell’assurdo: il Pnrr punta sull’ambiente e noi invece mettiamo i bastoni fra le ruote di chi lavora per tutelare quello che Papa Francesco definisce giustamente il Creato. Un assurdo al quale porre rimedio. Ora”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli