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Attualità

Epifania tra fede, tradizione e speranza. L’appello del Papa a pace e giustizia

di Andrea Canali -


L’Epifania, che ricorre ogni anno il 6 Gennaio che come noto ogni festa porta via, definisce per ogni cristiano la fine delle feste natalizie con la venuta dei Re Magi al cospetto del Salvatore, nato al freddo e il gelo nella famosa grotta più di duemila anni, orsono.

I tre Re Magi, ossia Melchiorre, Gaspare e Baldassarre rappresentano rispettivamente l’Europa, l’Arabia e l’Africa. Costoro seguirono la stella di Betlemme attraverso il deserto per incontrare il piccolo Gesù, offrendo doni d’oro, incenso e mirra. Simbolicamente l’oro rappresentava la sua posizione reale, l’incenso la sua nascita divina e la mirra la sua mortalità. Il termine Epifania etimologicamente parlando deriva dal greco e significa “manifestazione” e celebra “la rivelazione di Dio nel suo Figlio come uomo in Gesù Cristo”. A tal proposito quindi nel mondo religioso greco indicava le azioni con cui la divinità si manifestava. Successivamente passò nel mondo cristiano a designare la celebrazione delle principali manifestazioni della divinità di Gesù Cristo.

Appunto figlio di Dio e con la sua venuta diviene riscatto per l’intera umanità, dal peccato. Inoltre come da tradizione potremmo dire che è arrivata la vecchia signora dai capelli bianchi ossia la Befana, dalle “scarpe tutte rotte”, in sella alla sua scopa ha portato in dono ai bambini dolciumi vari o il carbone per i fanciulli meno obbedienti e diligenti.

A tal proposito ad esempio, gli inglesi tendono ad accomunare tale festività alla dodicesima notte di Natale, che prevede la rimozione delle decorazioni natalizie per evitare la sfortuna, e come da rito pre -cristiano attendendo la venuta della Dea Diana che dava nuova vita e spinta alla natura poi divenuta per i cristiani e in modernità la Befana. Tuttavia, fino al XIX secolo, l’Epifania era quasi più importante del giorno di Natale. Basti pensare che per i protestanti, la stagione dell’Epifania si estende dal 6 gennaio fino al mercoledì delle ceneri. L’ultima domenica dell’Epifania è celebrata come Domenica della Trasfigurazione. Altri, inclusa la chiesa cattolica, osservano l’Epifania come un solo giorno.

Mentre altra curiosità riguarda i cristiani ortodossi, i quali celebrano tale avvenimento il 19 gennaio di ogni anno. Sempre secondo le tradizioni della Chiesa greco-ortodossa, un prete benedirà le acque gettandovi una croce mentre i fedeli cercano di recuperarlo. In particolare questo 6 gennaio è combaciato anche con la chiusura della Porta Santa e del Giubileo da parte del Santo Padre che ha officiato la messa alla Presenza dei Cardinali (in quanto ieri si è aperto il Concistoro) e del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

Epifania, l’appello del Papa

Il Pontefice rivolgendosi ai presenti e al popolo di Dio ha detto. “Dio mette in questione l’ordine esistente”, e continuando Papa Leone, “è determinato a riscattarci da antiche e nuove schiavitù”. Non fa “rumore”, ma il suo Regno “germoglia già ovunque nel mondo”. Come in passato, anche oggi esso “subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono”. Ne sono prova, annota il Papa, i “tanti conflitti con cui gli uomini possono resistere e persino colpire il Nuovo che Dio ha in serbo per tutti”.
Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino, Inoltre riferendosi ad una economia eccessivamente speculativa dice.

“Attorno a noi, un’economia distorta prova a trarre da tutto profitto. Lo vediamo: il mercato trasforma in affari anche la sete umana di cercare, di viaggiare, di ricominciare”, è la riflessione di Papa Leone XIV. Poi ai fedeli pone allora un’altra domanda: “Ci ha educato il Giubileo a fuggire quel tipo di efficienza che riduce ogni cosa a prodotto e l’essere umano a consumatore? Dopo quest’anno, saremo più capaci di riconoscere nel visitatore un pellegrino, nello sconosciuto un cercatore, nel lontano un vicino, nel diverso un compagno di viaggio?”. Insomma ci raccomanda di rimanere “pellegrini di speranza”.


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