ERDOGRANO

Le forze russe hanno condotto un massiccio attacco contro le strutture energetiche ucraine. L’allarme è scattato, sin dalle 7.30 di ieri, nelle regioni di Zhytomyr, Vinnitsa, Cherkasy, Chernivtsi, Kharkiv, Kirovograd, Nikolaev, Odessa, Poltava e Kiev.
Alcuni quartieri della capitale sono rimasti senza corrente elettrica dopo i raid delle forze di Mosca. “Parte di Kiev è senza elettricità e in alcune zone manca l’acqua, a causa degli attacchi russi”, ha scritto il sindaco Vitaly Klitschko su Telegram.
Bombardata nuovamente anche una “infrastruttura critica” nella città di Zaporizhzhia. A renderlo noto sulla popolare app di messaggistica fondata dai fratelli Durov, è stato il sindaco ad interim, Anatolii Kurtiev, come riporta Ukrinform. Secondo Kurtiev, in città si sono verificate interruzioni della fornitura di energia elettrica. Non ci sono informazioni su eventuali feriti o vittime, né sui danni provocati dall’attacco.
Giornata di manovre anche sul fronte caldo del grano. L’Onu, la Turchia e l’Ucraina hanno trovato un accordo per il transito di 16 navi nel Mar Nero. La notizia è stata confermata dalle Nazioni Unite.
L’African Robin, la SK Friendship e la Sealock hanno lasciato le acque ucraine attraversando il corridoio protetto dall’accordo del 22 luglio scorso, insieme ad altre tre navi. Il ministero delle Infrastruttre di Kiev ha successivamente comunicato anche la partenza della Ikaria Angel, del World Food Programme, con 40mila tonnellate di grano destinate all’Etiopia.
Importantissimo è il ruolo che sta svolgendo il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. “Un terzo del grano nel mondo è prodotto in Russia e in Ucraina. Siete i testimoni più vicini dei nostri sforzi per portare questo grano ai Paesi che sono minacciati dalla carestia”, ha affermato Erdogan parlando all’ottavo congresso di medicina a Istanbul. “Abbiamo portato 9,3 milioni di tonnellate di grano ucraino nel mondo e contribuito ad alleggerire la crisi alimentare istituendo il Centro di coordinamento congiunto. Anche se la Russia esita, continueremo i nostri sforzi con determinazione al servizio dell’umanità”, ha precisato, rivendicando l’azione della Turchia.
Senza la Russia, l’accordo sull’export del grano russo “diventa difficile e pericoloso”. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “Nelle condizioni in cui la Russia parla dell’impossibilità di garantire la sicurezza della navigazione in queste aree, ovviamente, è difficile che un tale accordo sia fattibile. E assume un carattere diverso, molto più rischioso, pericoloso e non garantito”, ha avvertito Peskov.
Putin ha annunciato lo stop alla partecipazione all’intesa dopo l’attacco terroristico compiuto “dal regime di Kiev con la partecipazione di specialisti britannici” a Sebastopoli, in Crimea, contro le navi della Flotta del Mar Nero e le navi civili impegnate nella messa in sicurezza del corridoio per le esportazioni di cereali dai porti ucraini.
Il portavoce, in una intervista al canale televisivo Rossiya-1 TV, ha parlato anche dei negoziati, ponendo una condizione chiara: gli Stati Uniti dovrebbero ascoltare le “preoccupazioni della Russia” e “discutere di garanzie di sicurezza”.

Le forze russe hanno condotto un massiccio attacco contro le strutture energetiche ucraine. L’allarme è scattato, sin dalle 7.30 di ieri, nelle regioni di Zhytomyr, Vinnitsa, Cherkasy, Chernivtsi, Kharkiv, Kirovograd, Nikolaev, Odessa, Poltava e Kiev.
Alcuni quartieri della capitale sono rimasti senza corrente elettrica dopo i raid delle forze di Mosca. “Parte di Kiev è senza elettricità e in alcune zone manca l’acqua, a causa degli attacchi russi”, ha scritto il sindaco Vitaly Klitschko su Telegram.
Bombardata nuovamente anche una “infrastruttura critica” nella città di Zaporizhzhia. A renderlo noto sulla popolare app di messaggistica fondata dai fratelli Durov, è stato il sindaco ad interim, Anatolii Kurtiev, come riporta Ukrinform. Secondo Kurtiev, in città si sono verificate interruzioni della fornitura di energia elettrica. Non ci sono informazioni su eventuali feriti o vittime, né sui danni provocati dall’attacco.
Giornata di manovre anche sul fronte caldo del grano. L’Onu, la Turchia e l’Ucraina hanno trovato un accordo per il transito di 16 navi nel Mar Nero. La notizia è stata confermata dalle Nazioni Unite.
L’African Robin, la SK Friendship e la Sealock hanno lasciato le acque ucraine attraversando il corridoio protetto dall’accordo del 22 luglio scorso, insieme ad altre tre navi. Il ministero delle Infrastruttre di Kiev ha successivamente comunicato anche la partenza della Ikaria Angel, del World Food Programme, con 40mila tonnellate di grano destinate all’Etiopia.
Importantissimo è il ruolo che sta svolgendo il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. “Un terzo del grano nel mondo è prodotto in Russia e in Ucraina. Siete i testimoni più vicini dei nostri sforzi per portare questo grano ai Paesi che sono minacciati dalla carestia”, ha affermato Erdogan parlando all’ottavo congresso di medicina a Istanbul. “Abbiamo portato 9,3 milioni di tonnellate di grano ucraino nel mondo e contribuito ad alleggerire la crisi alimentare istituendo il Centro di coordinamento congiunto. Anche se la Russia esita, continueremo i nostri sforzi con determinazione al servizio dell’umanità”, ha precisato, rivendicando l’azione della Turchia.
Senza la Russia, l’accordo sull’export del grano russo “diventa difficile e pericoloso”. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “Nelle condizioni in cui la Russia parla dell’impossibilità di garantire la sicurezza della navigazione in queste aree, ovviamente, è difficile che un tale accordo sia fattibile. E assume un carattere diverso, molto più rischioso, pericoloso e non garantito”, ha avvertito Peskov.
Putin ha annunciato lo stop alla partecipazione all’intesa dopo l’attacco terroristico compiuto “dal regime di Kiev con la partecipazione di specialisti britannici” a Sebastopoli, in Crimea, contro le navi della Flotta del Mar Nero e le navi civili impegnate nella messa in sicurezza del corridoio per le esportazioni di cereali dai porti ucraini.
Il portavoce, in una intervista al canale televisivo Rossiya-1 TV, ha parlato anche dei negoziati, ponendo una condizione chiara: gli Stati Uniti dovrebbero ascoltare le “preoccupazioni della Russia” e “discutere di garanzie di sicurezza”.

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