Etiopia, massacro di civili: 200 morti

E’ di oltre duecento persone il bilancio dell’eccidio che, due giorni fa, si è consumato nella regione etiope di Oromia. Si tratta dell’attacco più cruento della storia recente dell’Etiopia. Tra ieri e oggi si sta procedendo con la tumulazione dei corpi, mentre proseguono le indagini sui responsabili.

In proposito la Commissione etiopica per i diritti umani ha dichiarato, come ha riferito oggi il quotidiano locale Addis Standard, che le violenze sono avvenute “dopo scontri tra le forze governative e i militanti dell’Esercito di liberazione dell’Oromo”, gruppo armato che per il parlamento locale è da considerarsi organizzazione terroristica. Sono quindi molto probabilmente loro, anche a detta di scampati al massacro, i responsabili dell’eccidio.

Un portavoce dell’Ola, Odaa Tarbii, ha tuttavia negato – riferisce ansa – la responsabilità dei ribelli nell’accaduto, affermando che i combattenti dell’Ola non si trovavano in quella zona al momento dei fatti ed accusando a sua volta le forze federali e una non meglio precisata milizia locale.

In un messaggio su Twitter oggi il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha condannato il violento attacco.

L’attacco ha provocato, oltre a tante vittime, anche “feriti e danni alle proprietà” hanno detto ancora i portavoce della Commissione etiopica, che hanno quindi confermato la richiesta della popolazione di assistenza da parte delle forze federali “a causa di problemi di sicurezza nell’area”.

Secondo un testimone, che ha parlato con Associated Press, le vittime appartengono alla comunità locale Amhara, stanziata nella zona da circa 30 anni. “Temiamo che gli attacchi possano continuare quando le unità dell’esercito federale, arrivate sul posto, se ne andranno”.

E’ di oltre duecento persone il bilancio dell’eccidio che, due giorni fa, si è consumato nella regione etiope di Oromia. Si tratta dell’attacco più cruento della storia recente dell’Etiopia. Tra ieri e oggi si sta procedendo con la tumulazione dei corpi, mentre proseguono le indagini sui responsabili.

In proposito la Commissione etiopica per i diritti umani ha dichiarato, come ha riferito oggi il quotidiano locale Addis Standard, che le violenze sono avvenute “dopo scontri tra le forze governative e i militanti dell’Esercito di liberazione dell’Oromo”, gruppo armato che per il parlamento locale è da considerarsi organizzazione terroristica. Sono quindi molto probabilmente loro, anche a detta di scampati al massacro, i responsabili dell’eccidio.

Un portavoce dell’Ola, Odaa Tarbii, ha tuttavia negato – riferisce ansa – la responsabilità dei ribelli nell’accaduto, affermando che i combattenti dell’Ola non si trovavano in quella zona al momento dei fatti ed accusando a sua volta le forze federali e una non meglio precisata milizia locale.

In un messaggio su Twitter oggi il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha condannato il violento attacco.

L’attacco ha provocato, oltre a tante vittime, anche “feriti e danni alle proprietà” hanno detto ancora i portavoce della Commissione etiopica, che hanno quindi confermato la richiesta della popolazione di assistenza da parte delle forze federali “a causa di problemi di sicurezza nell’area”.

Secondo un testimone, che ha parlato con Associated Press, le vittime appartengono alla comunità locale Amhara, stanziata nella zona da circa 30 anni. “Temiamo che gli attacchi possano continuare quando le unità dell’esercito federale, arrivate sul posto, se ne andranno”.

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