Ex consigliere di Clinton e amico di Epstein trovato morto. La famiglia: “Basta teorie del complotto”

La famiglia di Mark Middleton, ex consigliere di Bill Clinton e responsabile di numerose “visite” di Jeffrey Epstein alla Casa Bianca, ha bloccato il rilascio di tutti i documenti e le informazioni riguardanti la scena della sua morte. Middleton, infatti, è stato trovato morto un mese fa, appeso ad un albero del suo ranch e ferito da un colpo di fucile al petto. Aveva cinquantanove anni ed era stato consigliere speciale di Clinton ai tempi della sua presidenza. Sposato e con due figli, viveva a Little Rock, in Arkansas. Ora il padre e la vedova dell’uomo stanno combattendo affinché tutti i dettagli sulla sua morte vengano mantenuti sotto stretto riserbo. I due sostengono che la diffusione di ulteriore materiale darebbe il via alla proliferazione di “infondate teorie del complotto”. Nell’ingiunzione della famiglia si legge, infatti, che i parenti del defunto sarebbero stati “importunati da articoli online offensivi, infondati e provocatori”. Il suicidio di Middleton va ad aggiungersi alla lista degli stretti collaboratori dell’ex presidente e della ex first lady Hillary morti in circostanze “sospette”. Il fenomeno ha ispirato una teoria del complotto chiamata Clinton Body Count, che ha addirittura una sua pagina Wikipedia. Il Daily Mail, alla fine dell’anno scorso, rivelò che l’uomo trovato morto in Arkansas era tra i membri dell’entourage dell’ex presidente che avevano invitato Epstein alla Casa Bianca. Il discusso finanziere, a sua volta trovato morto in carcere nel 2019, ha infatti visitato Washington almeno diciassette volte tra il 1993 e il 1995, sette delle quali su “invito” di Middleton. L’aiutante di Clinton è stato anche uno dei tanti passeggeri a volare sul jet di Epstein, tristemente noto come Lolita Express. La sua vita, tuttavia, negli ultimi anni si era svolta lontana dalla politica: aveva lasciato la Casa Bianca nel febbraio 1995, dopo essere stato accusato di aver abusato della sua posizione per impressionare i clienti della sua azienda, circostanza da lui sempre negata. A febbraio scorso, un’altra morte “sospetta” e collegata ad Epstein, sempre avvenuta per mezzo di un suicidio, si è verificata a Parigi: Jean-Luc Brunel, scout di modelle e amico del controverso imprenditore statunitense (tanto da aver fondato con lui l’agenzia MC2 Model Management), è stato trovato impiccato in una cella della prigione de la Santé. L’uomo era in carcere per “stupro di minore di 15 anni”. Un’altra morte che i complottisti aggiungerebbero al Clinton Body Count …

La famiglia di Mark Middleton, ex consigliere di Bill Clinton e responsabile di numerose “visite” di Jeffrey Epstein alla Casa Bianca, ha bloccato il rilascio di tutti i documenti e le informazioni riguardanti la scena della sua morte. Middleton, infatti, è stato trovato morto un mese fa, appeso ad un albero del suo ranch e ferito da un colpo di fucile al petto. Aveva cinquantanove anni ed era stato consigliere speciale di Clinton ai tempi della sua presidenza. Sposato e con due figli, viveva a Little Rock, in Arkansas. Ora il padre e la vedova dell’uomo stanno combattendo affinché tutti i dettagli sulla sua morte vengano mantenuti sotto stretto riserbo. I due sostengono che la diffusione di ulteriore materiale darebbe il via alla proliferazione di “infondate teorie del complotto”. Nell’ingiunzione della famiglia si legge, infatti, che i parenti del defunto sarebbero stati “importunati da articoli online offensivi, infondati e provocatori”. Il suicidio di Middleton va ad aggiungersi alla lista degli stretti collaboratori dell’ex presidente e della ex first lady Hillary morti in circostanze “sospette”. Il fenomeno ha ispirato una teoria del complotto chiamata Clinton Body Count, che ha addirittura una sua pagina Wikipedia. Il Daily Mail, alla fine dell’anno scorso, rivelò che l’uomo trovato morto in Arkansas era tra i membri dell’entourage dell’ex presidente che avevano invitato Epstein alla Casa Bianca. Il discusso finanziere, a sua volta trovato morto in carcere nel 2019, ha infatti visitato Washington almeno diciassette volte tra il 1993 e il 1995, sette delle quali su “invito” di Middleton. L’aiutante di Clinton è stato anche uno dei tanti passeggeri a volare sul jet di Epstein, tristemente noto come Lolita Express. La sua vita, tuttavia, negli ultimi anni si era svolta lontana dalla politica: aveva lasciato la Casa Bianca nel febbraio 1995, dopo essere stato accusato di aver abusato della sua posizione per impressionare i clienti della sua azienda, circostanza da lui sempre negata. A febbraio scorso, un’altra morte “sospetta” e collegata ad Epstein, sempre avvenuta per mezzo di un suicidio, si è verificata a Parigi: Jean-Luc Brunel, scout di modelle e amico del controverso imprenditore statunitense (tanto da aver fondato con lui l’agenzia MC2 Model Management), è stato trovato impiccato in una cella della prigione de la Santé. L’uomo era in carcere per “stupro di minore di 15 anni”. Un’altra morte che i complottisti aggiungerebbero al Clinton Body Count …

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