Falsi? Sì se fanno risparmiare

Spendere meno ad ogni costo. Sembra essere questo l’assunto che spinge sette italiani su dieci ad acquistare consapevolmente merce falsa. Il significativo dato è emerso da un’analisi dell’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli presentata nelle scorse ore nel corso di un incontro a Roma a cui hanno presenziato il direttore dell’Agenzia Marcello Minenna e il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco.

L’indagine, molto articolata, ha come filo conduttore la percezione della contraffazione nel nostro Paese ed è stata svolta facendo oltre mille interviste. Grazie alle risposte fornite, è stato possibile inquadrare i profili di coloro che accettano, sapendo quel che stanno facendo, di comprare falsi.

Le persone in questione, come detto, sanno che stanno acquistando merce contraffatta, ma decidono di correre il rischio visto che ciò consente loro di spuntare un prezzo molto minore rispetto allo stesso oggetto ma originale. Questo tipo di ragionamento, che molto probabilmente ha visto aumentare la percentuale di consumatori che lo fanno proprio in conseguenza alla crisi economica legata alla pandemia, riguarda qualunque tipo di merce: abbigliamento, giocattoli, farmaci, ma anche articoli decisamente più particolari, come finte Vespa con tanto di sidecar e addirittura una Ferrari da Formula Uno. L’elenco degli oggetti disponibili sul mercato parallelo è molto lungo e, come detto, stando all’inchiesta dell’Agenzia delle Dogane circa il 70% degli italiani non dice di no pur sapendo che si tratta di oggetti non originali.

E se è vero che per alcune tipologie merceologiche i “falsi” ben fatti hanno praticamente le stesse caratteristiche degli oggetti copiati, lo è altrettanto che in altri casi invece non è così. E possono esserci dei rischi non da poco per gli acquirenti. Sul punto, in particolare, vale quanto dichiarato dal presidente dell’Agenzia delle Dogane Minenna, secondo cui “non c’è sempre consapevolezza che questi prodotti non sono sicuri”. Si pensi per esempio ai giocattoli: quelli contraffatti a volte sono realizzati “con materiali tossici, pericolosi per i bambini. E potrei andare avanti in una raccolta degli orrori che purtroppo realizza l’industria della contraffazione”.

Entrando poi nello specifico dei sequestri, nel documento si chiarisce che nel 2021 l’Agenzia delle Dogane ha sequestrato 6,3 milioni di pezzi contraffatti, con un incremento del 77% rispetto al 2019.  Tutti oggetti che sarebbero tranquillamente potuti finire a disposizione di tanti italiani. Come, per esempio, auto e altri mezzi di trasporto: lo scorso anno ne sono stati sequestrati 36 mila falsi, con un incremento del 300% circa rispetto al 2020. “Questi sono mezzi che circolano, o meglio che potrebbero circolare” ha sottolineato il procuratore Fusco. Che ha concluso: “E la circolazione di un veicolo che è il clone di quello prodotto dalla ditta che ha tutti i brevetti presenta rischi sia per chi lo guida sia per le persone sulle strade”. 

Sulla questione dell’acquisto di merce contraffatta, inoltre, è importante tenere presente qualche ulteriore spunto inserito nel documento “Consumi e contraffazione”, redatto dal Ministero per lo sviluppo economico in collaborazione con il Censis e pubblicato ad ottobre 2021. In esso si sottolinea che “il prezzo è ancora considerato un ostacolo all’acquisto di prodotti originali: gli italiani sanno che la contraffazione danneggia il sistema Paese e la salute delle persone, ma sono convinti che i prodotti di marca abbiano un prezzo eccessivo, che supera il loro valore reale”. La pensano così il 73% degli italiani, con valori anche maggiori /75,5%) tra le fasce più giovani della popolazione.

Un ulteriore elemento da considerare, infine, è che “non sono i meno abbienti ad acquistare i prodotti contraffatti: il 31,4% di coloro che dichiarano di aver comprato almeno una volta merce fake sul web hanno un livello socioeconomico medio-alto”.

Spendere meno ad ogni costo. Sembra essere questo l’assunto che spinge sette italiani su dieci ad acquistare consapevolmente merce falsa. Il significativo dato è emerso da un’analisi dell’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli presentata nelle scorse ore nel corso di un incontro a Roma a cui hanno presenziato il direttore dell’Agenzia Marcello Minenna e il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco.

L’indagine, molto articolata, ha come filo conduttore la percezione della contraffazione nel nostro Paese ed è stata svolta facendo oltre mille interviste. Grazie alle risposte fornite, è stato possibile inquadrare i profili di coloro che accettano, sapendo quel che stanno facendo, di comprare falsi.

Le persone in questione, come detto, sanno che stanno acquistando merce contraffatta, ma decidono di correre il rischio visto che ciò consente loro di spuntare un prezzo molto minore rispetto allo stesso oggetto ma originale. Questo tipo di ragionamento, che molto probabilmente ha visto aumentare la percentuale di consumatori che lo fanno proprio in conseguenza alla crisi economica legata alla pandemia, riguarda qualunque tipo di merce: abbigliamento, giocattoli, farmaci, ma anche articoli decisamente più particolari, come finte Vespa con tanto di sidecar e addirittura una Ferrari da Formula Uno. L’elenco degli oggetti disponibili sul mercato parallelo è molto lungo e, come detto, stando all’inchiesta dell’Agenzia delle Dogane circa il 70% degli italiani non dice di no pur sapendo che si tratta di oggetti non originali.

E se è vero che per alcune tipologie merceologiche i “falsi” ben fatti hanno praticamente le stesse caratteristiche degli oggetti copiati, lo è altrettanto che in altri casi invece non è così. E possono esserci dei rischi non da poco per gli acquirenti. Sul punto, in particolare, vale quanto dichiarato dal presidente dell’Agenzia delle Dogane Minenna, secondo cui “non c’è sempre consapevolezza che questi prodotti non sono sicuri”. Si pensi per esempio ai giocattoli: quelli contraffatti a volte sono realizzati “con materiali tossici, pericolosi per i bambini. E potrei andare avanti in una raccolta degli orrori che purtroppo realizza l’industria della contraffazione”.

Entrando poi nello specifico dei sequestri, nel documento si chiarisce che nel 2021 l’Agenzia delle Dogane ha sequestrato 6,3 milioni di pezzi contraffatti, con un incremento del 77% rispetto al 2019.  Tutti oggetti che sarebbero tranquillamente potuti finire a disposizione di tanti italiani. Come, per esempio, auto e altri mezzi di trasporto: lo scorso anno ne sono stati sequestrati 36 mila falsi, con un incremento del 300% circa rispetto al 2020. “Questi sono mezzi che circolano, o meglio che potrebbero circolare” ha sottolineato il procuratore Fusco. Che ha concluso: “E la circolazione di un veicolo che è il clone di quello prodotto dalla ditta che ha tutti i brevetti presenta rischi sia per chi lo guida sia per le persone sulle strade”. 

Sulla questione dell’acquisto di merce contraffatta, inoltre, è importante tenere presente qualche ulteriore spunto inserito nel documento “Consumi e contraffazione”, redatto dal Ministero per lo sviluppo economico in collaborazione con il Censis e pubblicato ad ottobre 2021. In esso si sottolinea che “il prezzo è ancora considerato un ostacolo all’acquisto di prodotti originali: gli italiani sanno che la contraffazione danneggia il sistema Paese e la salute delle persone, ma sono convinti che i prodotti di marca abbiano un prezzo eccessivo, che supera il loro valore reale”. La pensano così il 73% degli italiani, con valori anche maggiori /75,5%) tra le fasce più giovani della popolazione.

Un ulteriore elemento da considerare, infine, è che “non sono i meno abbienti ad acquistare i prodotti contraffatti: il 31,4% di coloro che dichiarano di aver comprato almeno una volta merce fake sul web hanno un livello socioeconomico medio-alto”.

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