“Fare il verso alla Nato penalizzerà solo l’Italia”

“L’atlantismo esasperato finirà col penalizzare solo l’Italia”. A dirlo è l’ex presidente della Commissione Esteri Vito Rosario Petrocelli.

Missili in Polonia, c’è davvero il rischio di una guerra mondiale?
Al momento ritengo di no. Se si continua, però, a dare credito a notizie e informazioni non verificate, come accaduto sul caso dei missili, il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Armi e sanzioni non sono bastate a mettere fine al conflitto in Ucraina…
Si tratta di una scelta inutile o meglio ancora fuori luogo. Lo sostengo da marzo. Continua a sbagliare l’Italia, come l’Europa, a mandare armamenti a un Paese che non appartiene alla Nato e che, grazie ai nostri aiuti, adesso si ritrova il terzo esercito a livello continentale. Questo è un problema serio, che troppi sottovalutano.

Qualcuno oggi dice Petrocelli forse aveva ragione…
Diversi amici e alcuni esponenti politici non italiani me lo hanno detto sin dal primo istante. Solo fra i 5 Stelle nessuno ha il coraggio di affermarlo. Si tratta di un errore che il mio ex partito pagherà a caro prezzo.

Come ha visto l’ultimo G20?
Vorrei commentare soprattutto le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio. Meloni ha confermato a Biden che il governo sosterrà la Nato a prescindere dalla linea che adotterà. Ha garantito, poi, agli americani che l’attuale esecutivo metterà nel cassetto la nuova via della seta intrapresa da Giuseppe Conte.

Condivide l’adesione incondizionata di questa maggioranza all’atlantismo?
Assolutamente no! È imbarazzante vedere chi tutti i giorni parla di identità nazionale comportarsi in questo modo. Si tratta, inoltre, di un grave errore dal punto di vista economico. Se questa guerra conviene agli Usa, in Europa porta solo povertà.

Non le sembra strano, però, che chi è a Palazzo Chigi non cambi rotta, pur sapendo che le decisioni in politica estera si ripercuotono sulla vita degli italiani…
A parole, si teme la crescita delle bollette e che ci possa essere un nuovo autunno caldo, ovvero che ci siano tensioni sociali a causa del caro vita. Nei fatti, però, si prendono scelte in controtendenza con quanto si predica.

Chi potrebbe dare una mano a superare l’impasse è la Cina. Oggi Meloni ha incontrato Xi…
Il premier ha già fatto intendere che bloccherà il progetto della via della seta. Se in futuro cambierà idea, meglio per l’Italia. Abbiamo assistito all’ennesimo confronto senza prospettive. Bisosgna tener conto sche la visione multilaterale della Cina è la sola chiave per superare gli ostacoli internazionali. A parte le dichiarazioni di rito, invece, si mantiene un chiaro pregiudizio ideologico. Meloni, con una svolta vera in tal senso, sosterrebbe la necessità di collaborare con un Paese socialista. I suoi elettori non glielo consentirebbero.

La sinistra su tali questioni, intanto, non proferisce parola…
A chiacchiere, tanti sono i tentativi di incarnare una visione che appartiene solo alla sinistra. Basti pensare alla questione delle armi. Gli stessi 5 Stelle, che dicevano stop ai rifornimenti militari, hanno, nei fatti, votato per i rinforzi a Kiev. Sono stato espulso solo perché non condividevo tale decisione. Ecco perché non vedo nel centrosinistra, tranne alcune esperienze antisistema, come Italia Sovrana e Popolare, chi si oppone alle politiche della Nato, all’espansionismo del capitalismo.

Perché correre sempre dietro agli Usa?
Sin dai tempi di De Gasperi, si corre dietro agli Stati Uniti o meglio ancora si considera necessario andare dietro a chi viene visto il perno della Nato. Il problema è mantenere autonomia, avendo la possibilità di giudicare le posizioni del nostro principale alleato. L’Italia, a parte Sigonella e qualche altro caso sporadico, non lo ha fatto mai.

La nuova discesa in campo di Trump può cambiare gli equilibri?
È ancora tutta da verificare. Tra i repubblicani non è il solo potenziale candidato. Ci sono profili emergenti, come il governatore della Florida, che potrebbero contrastarlo. Detto ciò, non escludo che in caso di vittoria di Trump cambi l’impostazione della Meloni verso gli Usa. La politica italiana, senza badare troppo ai colori, è disposta a inginocchiarsi di fronte a chiunque occupi le stanze della Casa Bianca.

In questa fase così delicata, come si dovrebbe comportare chi l’ha sostituita alla guida della commissione Esteri?
Non voglio dare consigli alla presidente Craxi. Stiamo parlando, però, di chi per molto tempo è stata vicina alle posizioni di Mosca. Lo sanno tutti. Basta vedere alcune dichiarazioni esplicite, in occasione di alcuni convegni pubblici. Sono d’accordo che bisogna perseguire, nel modo migliore possibile, la collaborazione con tutti. Chiudersi nel solo perimetro della Nato è un grave errore.

“L’atlantismo esasperato finirà col penalizzare solo l’Italia”. A dirlo è l’ex presidente della Commissione Esteri Vito Rosario Petrocelli.

Missili in Polonia, c’è davvero il rischio di una guerra mondiale?
Al momento ritengo di no. Se si continua, però, a dare credito a notizie e informazioni non verificate, come accaduto sul caso dei missili, il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Armi e sanzioni non sono bastate a mettere fine al conflitto in Ucraina…
Si tratta di una scelta inutile o meglio ancora fuori luogo. Lo sostengo da marzo. Continua a sbagliare l’Italia, come l’Europa, a mandare armamenti a un Paese che non appartiene alla Nato e che, grazie ai nostri aiuti, adesso si ritrova il terzo esercito a livello continentale. Questo è un problema serio, che troppi sottovalutano.

Qualcuno oggi dice Petrocelli forse aveva ragione…
Diversi amici e alcuni esponenti politici non italiani me lo hanno detto sin dal primo istante. Solo fra i 5 Stelle nessuno ha il coraggio di affermarlo. Si tratta di un errore che il mio ex partito pagherà a caro prezzo.

Come ha visto l’ultimo G20?
Vorrei commentare soprattutto le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio. Meloni ha confermato a Biden che il governo sosterrà la Nato a prescindere dalla linea che adotterà. Ha garantito, poi, agli americani che l’attuale esecutivo metterà nel cassetto la nuova via della seta intrapresa da Giuseppe Conte.

Condivide l’adesione incondizionata di questa maggioranza all’atlantismo?
Assolutamente no! È imbarazzante vedere chi tutti i giorni parla di identità nazionale comportarsi in questo modo. Si tratta, inoltre, di un grave errore dal punto di vista economico. Se questa guerra conviene agli Usa, in Europa porta solo povertà.

Non le sembra strano, però, che chi è a Palazzo Chigi non cambi rotta, pur sapendo che le decisioni in politica estera si ripercuotono sulla vita degli italiani…
A parole, si teme la crescita delle bollette e che ci possa essere un nuovo autunno caldo, ovvero che ci siano tensioni sociali a causa del caro vita. Nei fatti, però, si prendono scelte in controtendenza con quanto si predica.

Chi potrebbe dare una mano a superare l’impasse è la Cina. Oggi Meloni ha incontrato Xi…
Il premier ha già fatto intendere che bloccherà il progetto della via della seta. Se in futuro cambierà idea, meglio per l’Italia. Abbiamo assistito all’ennesimo confronto senza prospettive. Bisosgna tener conto sche la visione multilaterale della Cina è la sola chiave per superare gli ostacoli internazionali. A parte le dichiarazioni di rito, invece, si mantiene un chiaro pregiudizio ideologico. Meloni, con una svolta vera in tal senso, sosterrebbe la necessità di collaborare con un Paese socialista. I suoi elettori non glielo consentirebbero.

La sinistra su tali questioni, intanto, non proferisce parola…
A chiacchiere, tanti sono i tentativi di incarnare una visione che appartiene solo alla sinistra. Basti pensare alla questione delle armi. Gli stessi 5 Stelle, che dicevano stop ai rifornimenti militari, hanno, nei fatti, votato per i rinforzi a Kiev. Sono stato espulso solo perché non condividevo tale decisione. Ecco perché non vedo nel centrosinistra, tranne alcune esperienze antisistema, come Italia Sovrana e Popolare, chi si oppone alle politiche della Nato, all’espansionismo del capitalismo.

Perché correre sempre dietro agli Usa?
Sin dai tempi di De Gasperi, si corre dietro agli Stati Uniti o meglio ancora si considera necessario andare dietro a chi viene visto il perno della Nato. Il problema è mantenere autonomia, avendo la possibilità di giudicare le posizioni del nostro principale alleato. L’Italia, a parte Sigonella e qualche altro caso sporadico, non lo ha fatto mai.

La nuova discesa in campo di Trump può cambiare gli equilibri?
È ancora tutta da verificare. Tra i repubblicani non è il solo potenziale candidato. Ci sono profili emergenti, come il governatore della Florida, che potrebbero contrastarlo. Detto ciò, non escludo che in caso di vittoria di Trump cambi l’impostazione della Meloni verso gli Usa. La politica italiana, senza badare troppo ai colori, è disposta a inginocchiarsi di fronte a chiunque occupi le stanze della Casa Bianca.

In questa fase così delicata, come si dovrebbe comportare chi l’ha sostituita alla guida della commissione Esteri?
Non voglio dare consigli alla presidente Craxi. Stiamo parlando, però, di chi per molto tempo è stata vicina alle posizioni di Mosca. Lo sanno tutti. Basta vedere alcune dichiarazioni esplicite, in occasione di alcuni convegni pubblici. Sono d’accordo che bisogna perseguire, nel modo migliore possibile, la collaborazione con tutti. Chiudersi nel solo perimetro della Nato è un grave errore.

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