Fare pace con la Terra conviene

Fare pace con il pianeta, è possibile. Presenta così il suo libro Il capitale naturale: idee e soluzioni, pubblicato da Paesi Edizioni, Daniele Moretti, dalla fondazione a SkyTg24 di cui è oggi vicedirettore. Il libro è una raccolta unica e originale di esperienze e testimonianze dei grandi interlocutori del dibattito ambientale, da Stefano Boeri a Johan Rockström, da Robert Costanza a Francesco Starace. Il cambiamento climatico esiste ed è davanti agli occhi di tutti, mentre il tempo scorre – e Moretti cita nell’incipit Voltaire: Gli uomini discutono, la natura agisce -. E serve “prima di tutto evitare di raccontare la crisi più grande del nostro tempo con toni tra il miracolistico e il catastrofico”. Le idee e le soluzioni raccolte sono sì “eterogenee e a volte contrapposte, eppure guidate dalla visione che mettere al centro il capitale naturale è il primo passo necessario”. Mentre Stefano Pogutz, direttore Full time MBA di SDA Bocconi School of Management, che ne cura la prefazione, dice che “La strada per uno sviluppo sostenibile non può che iniziare dalla ricomposizione della frattura tra sistema ecologico e sociale. L’equazione è molto semplice: senza capitale naturale non abbiamo né attività economica, né attività sociale”. Numerose, le testimonianze e le idee per affrontare le sfide planetarie. Da Johan Rockström, guida del gruppo di ricerca che ha pubblicato il quadro dei “planetary boundaries” utilizzato per aiutare governi, organizzazioni internazionali e aziende a Michael E. Mann, climatologo e direttore dell’Earth System Science Center che ha contribuito alla comprensione scientifica dei cambiamenti del clima della Terra. Dal Premio Nobel per la Pace nel 2007 Riccardo Valentini, uno dei pionieri delle misurazioni del flusso di carbonio terrestre e autore del Rapporto Ipcc sui Cambiamenti climatici e l’uso del territorio a Peter Thomson, oggi inviato Speciale delle Nazioni Unite per l’Oceano. E ancora, gli ex ministri Enrico Giovannini e Roberto Cingolani o il direttore generale di Renexia, Riccardo Toto.
Nel volume, anche le riflessioni e le certezze dell’autore sulla sua professione: “Lo scopo ultimo di un giornalista che racconta il rapporto dell’uomo con il pianeta è percorrere un sentiero strettissimo, in equilibrio su una fune tesa, ondeggiando tra la rappresentazione dell’urgenza del far presto, l’ansia soffocante del tempo scaduto e l’indicazione chiara della via della soluzione. Scegliere il registro della complessità, accantonando gli slogan manichei, che pure vendono meglio. La nostra vera prerogativa è la scelta degli interlocutori, la selezione delle fonti. Il nostro privilegio è la capacità di generare ancora domande, e di offrire una rosa ampia di risposte. Insomma, gli esperti sono gli altri, noi siamo solo il tramite. Ecco l’idea di questo libro: offrire una raccolta di visioni intorno al processo di pace in corso tra l’uomo e il pianeta Terra”. Non c’è tempo. Quanto durerà ancora il nostro pianeta, senza una svolta?
Fare pace con il pianeta, è possibile. Presenta così il suo libro Il capitale naturale: idee e soluzioni, pubblicato da Paesi Edizioni, Daniele Moretti, dalla fondazione a SkyTg24 di cui è oggi vicedirettore. Il libro è una raccolta unica e originale di esperienze e testimonianze dei grandi interlocutori del dibattito ambientale, da Stefano Boeri a Johan Rockström, da Robert Costanza a Francesco Starace. Il cambiamento climatico esiste ed è davanti agli occhi di tutti, mentre il tempo scorre – e Moretti cita nell’incipit Voltaire: Gli uomini discutono, la natura agisce -. E serve “prima di tutto evitare di raccontare la crisi più grande del nostro tempo con toni tra il miracolistico e il catastrofico”. Le idee e le soluzioni raccolte sono sì “eterogenee e a volte contrapposte, eppure guidate dalla visione che mettere al centro il capitale naturale è il primo passo necessario”. Mentre Stefano Pogutz, direttore Full time MBA di SDA Bocconi School of Management, che ne cura la prefazione, dice che “La strada per uno sviluppo sostenibile non può che iniziare dalla ricomposizione della frattura tra sistema ecologico e sociale. L’equazione è molto semplice: senza capitale naturale non abbiamo né attività economica, né attività sociale”. Numerose, le testimonianze e le idee per affrontare le sfide planetarie. Da Johan Rockström, guida del gruppo di ricerca che ha pubblicato il quadro dei “planetary boundaries” utilizzato per aiutare governi, organizzazioni internazionali e aziende a Michael E. Mann, climatologo e direttore dell’Earth System Science Center che ha contribuito alla comprensione scientifica dei cambiamenti del clima della Terra. Dal Premio Nobel per la Pace nel 2007 Riccardo Valentini, uno dei pionieri delle misurazioni del flusso di carbonio terrestre e autore del Rapporto Ipcc sui Cambiamenti climatici e l’uso del territorio a Peter Thomson, oggi inviato Speciale delle Nazioni Unite per l’Oceano. E ancora, gli ex ministri Enrico Giovannini e Roberto Cingolani o il direttore generale di Renexia, Riccardo Toto.
Nel volume, anche le riflessioni e le certezze dell’autore sulla sua professione: “Lo scopo ultimo di un giornalista che racconta il rapporto dell’uomo con il pianeta è percorrere un sentiero strettissimo, in equilibrio su una fune tesa, ondeggiando tra la rappresentazione dell’urgenza del far presto, l’ansia soffocante del tempo scaduto e l’indicazione chiara della via della soluzione. Scegliere il registro della complessità, accantonando gli slogan manichei, che pure vendono meglio. La nostra vera prerogativa è la scelta degli interlocutori, la selezione delle fonti. Il nostro privilegio è la capacità di generare ancora domande, e di offrire una rosa ampia di risposte. Insomma, gli esperti sono gli altri, noi siamo solo il tramite. Ecco l’idea di questo libro: offrire una raccolta di visioni intorno al processo di pace in corso tra l’uomo e il pianeta Terra”. Non c’è tempo. Quanto durerà ancora il nostro pianeta, senza una svolta?
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