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Il canto delle campane per Federico Garcia Lorca. Granada trasforma la memoria in rito collettivo

Oltre cinquanta artisti e più di quattrocento voci per un requiem civile che restituisce alla memoria la sua dimensione comunitaria

di Ernesto Ferrante -


Granada si raccoglie attorno alla memoria del suo figlio più universale. A novant’anni dall’uccisione di Federico Garcia Lorca, fucilato dalle milizie franchiste nei tragici giorni della Guerra civile spagnola, la città andalusa gli rende omaggio con “Réquiem por Lorca”, un vasto progetto artistico e commemorativo che fino al 18 ottobre trasforma dodici luoghi simbolo del tessuto urbano in altrettanti spazi di evocazione, ascolto e partecipazione.

L’iniziativa, ideata da Maral Kekejian e Pep Olona, si configura come un grande rito contemporaneo della memoria, capace di intrecciare linguaggi diversi e sensibilità collettive. Oltre cinquanta artisti e collettivi, insieme a più di quattrocento voci, contribuiscono a una partitura diffusa che attraversa la città e il suo patrimonio storico, restituendo nuova vita all’eredità poetica lorchiana.

I quattro elementi della memoria

L’opera si sviluppa in quattro atti, annunciati quotidianamente dal suono delle campane di Granada, quasi a scandire una liturgia laica dedicata al poeta scomparso. I capitoli del percorso, intitolati “Acqua per il tuo amore”, “Terra per la tua anima”, “Fuoco per le tue ceneri” e “Aria per la tua bocca”, seguono una traiettoria simbolica che conduce dal dolore alla speranza, attraversando il lutto, il radicamento, il ricordo e la rinascita.

Musicisti, cantanti, poeti, coreografi e performer sono stati chiamati a realizzare opere inedite per l’occasione. Tra le presenze più significative figurano la cantaora Rocio Marquez, protagonista di “AY”, una ricerca sonora costruita attorno al quejio flamenco e all’urlo doloroso che attraversa l’immaginario di Lorca, e Solea Morente, coinvolta in “La Llorera”, esperienza musicale partecipativa che trasforma il lutto in un gesto condiviso.

Le voci di una città che ricorda

Al progetto prendono parte anche Eric Jiménez dei Los Planetas e dei Lagartija Nick, Guille Galvan dei Vetusta Morla e la cantante Angeles Toledano, tra le interpreti più rappresentative del nuovo flamenco. Accanto a loro, le poetesse Angeles Mora, Erika Martinez, Sara Torres e Sara Molina Doblas, insieme a figure della danza e del teatro come Antonio Ruz, Ana Buitrago, Sergi Faustino e Alberto Cortés.

Uno degli aspetti più suggestivi dell’iniziativa è il recupero dell’antica tradizione dei rintocchi manuali delle campane, pratica in gran parte scomparsa. Ad accompagnare i quattro giorni del Requiem saranno i giovani Campaneros de Granada, che restituiranno alla città un paesaggio sonoro quasi dimenticato. I loro interventi dialogheranno con le esecuzioni dei principali cori granadini, tra cui il Coro dell’Orchestra della Città di Granada, il Coro Ciudad de Granada, il Joven Coro de la OCG, il Coro Nubah e la Coral Polifonica della basilica di San Juan de Dios.

Dal dolore alla speranza

La prima giornata, dedicata all’acqua e all’amore, si apre con i rintocchi tradizionalmente associati all’irrigazione dei campi e prosegue con performance che intrecciano flamenco, sperimentazione musicale e memoria popolare. Tra queste spiccano “AY” di Rocio Marquez e una rilettura elettronica della “Lacrimosa” mozartiana, fino all’incontro collettivo di “La Llorera”, nel quale la cittadinanza è chiamata a cantare insieme melodie appartenenti al patrimonio emotivo condiviso.

Il secondo atto, dedicato alla terra, affronta i temi dello sradicamento, della migrazione e delle vittime della guerra. Momento culminante della giornata è “Yo canto para luego”, composizione di Guille Galvan ispirata al “Llanto por Ignacio Sanchez Mejias”, nella quale oltre duecento voci si confrontano con la tradizione musicale locale e con l’eredità del Requiem di Mozart.

Il fuoco del ricordo

Il terzo movimento concentra l’attenzione sulla memoria e sul commiato. Alla Madraza risuona l’antico “Cant de la Sibil·la”, mentre al Corral del Carbon la parola diventa traccia e persistenza attraverso la performance “Re-Peticion”. L’apice emotivo giunge nella cattedrale di Granada con “Llanto & Requiem”, che pone in dialogo il capolavoro poetico di Lorca e l’opera sacra di Mozart. Orchestra, coro e comunità si uniscono in una grande meditazione collettiva sul dolore e sulla sua trasformazione artistica.

L’aria della rinascita

L’ultimo atto guarda oltre la perdita e si apre alla possibilità della speranza. Al Carmen de los Martires, otto poeti andalusi rileggono i temi della vita e della morte alla luce del verso lorchiano, mentre la manifestazione si conclude con “Campanas por el Poeta”, accompagnata dalla registrazione che Enrique Morente dedicò a Lorca nel 1998.

I rintocchi di sei chiese della città si diffondono allora nell’aria di Granada, accompagnati da una coreografia di fumi colorati visibile da più punti del centro urbano. È il gesto conclusivo di un requiem che trasforma il ricordo in presenza viva. Una voce collettiva continua a risuonare là dove il poeta fu strappato alla storia, ma non alla memoria.

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