Fedriga e la rotta balcanica “Finalmente l’Europa c’è È questa la nuova emergenza”

Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, tira un sospiro di sollievo. E commenta con soddisfazione l’esito del vertice dei leader dell’Unione europea, tenutosi a Tirana, sulle questioni riguardanti i Balcani occidentali. “Finalmente – sono state le sue parole a caldo – l’Europa si muove, perché ha compreso che la rotta balcanica è l’emergenza più impellente sul fronte dell’immigrazione clandestina, un’emergenza più importante anche rispetto a Lampedusa”. Una breve pausa, poi ha aggiunto: “Con questo governo la musica è finalmente cambiata. Fin dal suo insediamento siamo in continuo contatto con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che fin da subito ha capito, prendendola cuore, la gravità di una situazione che a lungo è stata sottovalutata con i risultati purtroppo ben noti”. Ora, sia Roma che l’Ue sanno, e ne hanno preso piena coscienza, che in Fvg ogni giorno vengono intercettati dai 100 ai 150 immigrati (ma altrettanti, se non addirittura di più, secondo la polizia di frontiera, sono quelli che sfuggono ai quotidiani incessanti controlli) che entrano clandestinamente attraverso la porta di Trieste e che arrivano da sentieri del Carso. Fedriga si è detto anche certo che a breve il governo assieme all’Unione europea (che pure ha già annunciato lo stanziamento di fondi) arriverà alla definizione di proposte operative in grado di limitare drasticamente l’emergenza. Nel frattempo, al vaglio delle prefetture di Trieste e Gorizia e delle rispettive questure c’è l’ipotesi di aprire e Trieste o a Gorizia un hot spot. Orami sono decine e decine gli immigrati che tra Gorizia e Trieste costretti all’addiaccio. La Caritas ha lanciato diversi allarmi e nel Cara di Gorizia, che dovrebbe ospitare non più di 250 immigrati ce ne sono circa 600. Anche il premier Giorgia Meloni si è dichiarata soddisfatta del vertice di Tirana. Affrontando il problema migranti, la Meloni ha sottolineato che “come Italia siamo in una tenaglia. Per noi il tema della rotta balcanica resta prioritario” insieme “alla difesa dei confini”. Il premier ha aggiunto che il fenomeno com’era stato gestito prima dell’arrivo del centrodestra al governo non poteva risolvere questo problema. Non era mai accaduto – ha rincarato – che l’Italia avesse posto la questione in maniera così risoluta. La rotta balcanica è cresciuta significativamente dall’inizio di quest’anno, come confermano i dati allarmanti forniti di recente da Frontex (il numero dei migranti in cammino per entrare nell’Unione europea sulla rotta Balcanica occidentale è aumentato del 170 per cento nell’anno in corso e nei primi nove mesi sono stati registrati 106 mila ingressi irregolari). A tale proposito nel vertice di Tirana è stato confermato che l’Ue destinerà, come detto, più fondi contro la migrazione irregolare lungo la Balkan route, giacché la gestione dell’immigrazione – è stato ripetuto – rimane una sfida e una responsabilità comune che l’Ue e i Balcani occidentali dovranno affrontare assieme. I fondi faranno in modo di potenziare anche in Fvg i sistemi di asilo e di accoglienza e rafforzare la protezione delle frontiere, combattere la rete di trafficanti e i gruppi della criminalità organizzata e incrementare i rimpatri dai Balcani occidentali ai Paesi di origine. Quindi, per contrastare la migrazione irregolare “sono necessari sforzi sostenuti e più ampi”, tra i quali la riattivazione o la sottoscrizione di accordi di riammissione con Paesi di origine chiave e a rafforzare la cooperazione con le compagnie aeree pertinenti”. E proprio a sottolineare l’impellenza che lo sforzo sia davvero comune, Vienna ha ribadito il suo secco “no” all’ingresso della Romania e della Bulgaria dentro Schengen. “Non vi è alcuna approvazione da parte dell’Austria. E’ necessario più tempo. Abbiamo 75 mila migranti clandestini che non sono registrati in Austria e allora dobbiamo prima rispondere a queste domande di sicurezza”, sono state le laconiche parole del cancelliuere austriaco Karl Nehammer a margine del vertice di Tirana. Ieri, intanto, La Lega Nord del Fvg, durante la seduta del consiglio regionale ha fatto sapere che “in attesa di misure europee più stringenti per contrastare i trafficanti di essere umani, la riattivazione dei meccanismi di riammissione in Slovenia dei migranti considerati dagli accordi italo-sloveni è una notizia positiva. Per il Carroccio del Fvg, dunque, si tratta di un primo risultato concreto. Più volte – si legge in una nota del consigliere regionale, Bernardis, avevamo sollecitato il Governo nazionale a considerare maggiormente gli ingressi di clandestini da Trieste e da Gorizia. Anche la direttiva diramata dalla polizia di frontiera ai prefetti e al ministro dell’Interno va nella direzione auspicata dal Carroccio. “Mi auguro – sono ancora le parole di Fedriga – che le riammissioni, come da direttiva del Viminale, partano il primo possibile. Il governatore – che ha ribadito di essere di essere in costante contatto con Piantedosi – ha poi sottolineato che la situazione è “diventata insostenibile” per il Fvg e “penso questo anche per un principio di tutela delle persone e parlo proprio dei migranti che arrivano. Non si può favorire o permettere la tratta di esseri umani”. Per Fedriga, la soluzione è mettere in campo misure parallele italo slovene per lavorare assieme nell’intento di limitare gli ingressi di immigrati irregolari.

Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, tira un sospiro di sollievo. E commenta con soddisfazione l’esito del vertice dei leader dell’Unione europea, tenutosi a Tirana, sulle questioni riguardanti i Balcani occidentali. “Finalmente – sono state le sue parole a caldo – l’Europa si muove, perché ha compreso che la rotta balcanica è l’emergenza più impellente sul fronte dell’immigrazione clandestina, un’emergenza più importante anche rispetto a Lampedusa”. Una breve pausa, poi ha aggiunto: “Con questo governo la musica è finalmente cambiata. Fin dal suo insediamento siamo in continuo contatto con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che fin da subito ha capito, prendendola cuore, la gravità di una situazione che a lungo è stata sottovalutata con i risultati purtroppo ben noti”. Ora, sia Roma che l’Ue sanno, e ne hanno preso piena coscienza, che in Fvg ogni giorno vengono intercettati dai 100 ai 150 immigrati (ma altrettanti, se non addirittura di più, secondo la polizia di frontiera, sono quelli che sfuggono ai quotidiani incessanti controlli) che entrano clandestinamente attraverso la porta di Trieste e che arrivano da sentieri del Carso. Fedriga si è detto anche certo che a breve il governo assieme all’Unione europea (che pure ha già annunciato lo stanziamento di fondi) arriverà alla definizione di proposte operative in grado di limitare drasticamente l’emergenza. Nel frattempo, al vaglio delle prefetture di Trieste e Gorizia e delle rispettive questure c’è l’ipotesi di aprire e Trieste o a Gorizia un hot spot. Orami sono decine e decine gli immigrati che tra Gorizia e Trieste costretti all’addiaccio. La Caritas ha lanciato diversi allarmi e nel Cara di Gorizia, che dovrebbe ospitare non più di 250 immigrati ce ne sono circa 600. Anche il premier Giorgia Meloni si è dichiarata soddisfatta del vertice di Tirana. Affrontando il problema migranti, la Meloni ha sottolineato che “come Italia siamo in una tenaglia. Per noi il tema della rotta balcanica resta prioritario” insieme “alla difesa dei confini”. Il premier ha aggiunto che il fenomeno com’era stato gestito prima dell’arrivo del centrodestra al governo non poteva risolvere questo problema. Non era mai accaduto – ha rincarato – che l’Italia avesse posto la questione in maniera così risoluta. La rotta balcanica è cresciuta significativamente dall’inizio di quest’anno, come confermano i dati allarmanti forniti di recente da Frontex (il numero dei migranti in cammino per entrare nell’Unione europea sulla rotta Balcanica occidentale è aumentato del 170 per cento nell’anno in corso e nei primi nove mesi sono stati registrati 106 mila ingressi irregolari). A tale proposito nel vertice di Tirana è stato confermato che l’Ue destinerà, come detto, più fondi contro la migrazione irregolare lungo la Balkan route, giacché la gestione dell’immigrazione – è stato ripetuto – rimane una sfida e una responsabilità comune che l’Ue e i Balcani occidentali dovranno affrontare assieme. I fondi faranno in modo di potenziare anche in Fvg i sistemi di asilo e di accoglienza e rafforzare la protezione delle frontiere, combattere la rete di trafficanti e i gruppi della criminalità organizzata e incrementare i rimpatri dai Balcani occidentali ai Paesi di origine. Quindi, per contrastare la migrazione irregolare “sono necessari sforzi sostenuti e più ampi”, tra i quali la riattivazione o la sottoscrizione di accordi di riammissione con Paesi di origine chiave e a rafforzare la cooperazione con le compagnie aeree pertinenti”. E proprio a sottolineare l’impellenza che lo sforzo sia davvero comune, Vienna ha ribadito il suo secco “no” all’ingresso della Romania e della Bulgaria dentro Schengen. “Non vi è alcuna approvazione da parte dell’Austria. E’ necessario più tempo. Abbiamo 75 mila migranti clandestini che non sono registrati in Austria e allora dobbiamo prima rispondere a queste domande di sicurezza”, sono state le laconiche parole del cancelliuere austriaco Karl Nehammer a margine del vertice di Tirana. Ieri, intanto, La Lega Nord del Fvg, durante la seduta del consiglio regionale ha fatto sapere che “in attesa di misure europee più stringenti per contrastare i trafficanti di essere umani, la riattivazione dei meccanismi di riammissione in Slovenia dei migranti considerati dagli accordi italo-sloveni è una notizia positiva. Per il Carroccio del Fvg, dunque, si tratta di un primo risultato concreto. Più volte – si legge in una nota del consigliere regionale, Bernardis, avevamo sollecitato il Governo nazionale a considerare maggiormente gli ingressi di clandestini da Trieste e da Gorizia. Anche la direttiva diramata dalla polizia di frontiera ai prefetti e al ministro dell’Interno va nella direzione auspicata dal Carroccio. “Mi auguro – sono ancora le parole di Fedriga – che le riammissioni, come da direttiva del Viminale, partano il primo possibile. Il governatore – che ha ribadito di essere di essere in costante contatto con Piantedosi – ha poi sottolineato che la situazione è “diventata insostenibile” per il Fvg e “penso questo anche per un principio di tutela delle persone e parlo proprio dei migranti che arrivano. Non si può favorire o permettere la tratta di esseri umani”. Per Fedriga, la soluzione è mettere in campo misure parallele italo slovene per lavorare assieme nell’intento di limitare gli ingressi di immigrati irregolari.

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