Finalmente anche l’Italia può scegliere

Domenica si vota per eleggere il nuovo Parlamento con il sistema elettorale Rosatellum, con cui si andò a votare alle politiche del 2018. Quest’anno, però, ci sono due novità: il diritto di voto al Senato per i 18enni e il taglio dei parlamentari, che passano da 945 a 600. Due elementi che peseranno sul risultato finale rispetto alle precedenti consultazioni. Il Rosatellum è un sistema misto, con il maggioritario nei collegi uninominali e il proporzionale nei collegi plurinominali. Il 37,5% dei seggi sarà assegnato con il maggioritario, mentre il restante 62,5% con il sistema proporzionale. Pertanto, l’assegnazione di 147 seggi alla Camera e di 74 seggi al Senato è nei collegi uninominali, in cui vince il candidato più votato. L’assegnazione dei restanti seggi delle circoscrizioni del territorio nazionale (245 e 122, rispettivamente per la Camera e per il Senato) è invece nei collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento predeterminate dalla legge. I seggi saranno aperti dalle 7 del mattino alle 23 di domenica 25 settembre. Hanno diritto al voto tutti i cittadini italiani provvisti di tessera elettorale e documento di riconoscimento. Nel caso in cui la tessera elettorale dovesse essere smarrita o con tutti gli spazi per i timbri occupati, si può richiedere gratuitamente agli uffici elettorali del proprio comune una copia, anche durante lo stesso giorno delle elezioni. Scheda rosa per i candidati alla Camera e scheda gialla per il Senato. Il voto sarà valido sia con la croce sul simbolo che sul nome del candidato. Non è previsto il voto disgiunto: la scheda sarà nulla.
Qualche curiosità: al Sud ci saranno più collegi di quanti spetterebbero realmente perché ci sono residenti iscritti ai seggi che invece non vivono più lì ma altrove. La regione con più elettori è la Lombardia, quella con meno la Valle d’Aosta. Il comune di Rocca de’ Giorgi, in provincia di Pavia, con soli 25 elettori ha il più piccolo corpo elettorale. Mentre Roma con 2.055.382 elettori ha quello grande.

Domenica si vota per eleggere il nuovo Parlamento con il sistema elettorale Rosatellum, con cui si andò a votare alle politiche del 2018. Quest’anno, però, ci sono due novità: il diritto di voto al Senato per i 18enni e il taglio dei parlamentari, che passano da 945 a 600. Due elementi che peseranno sul risultato finale rispetto alle precedenti consultazioni. Il Rosatellum è un sistema misto, con il maggioritario nei collegi uninominali e il proporzionale nei collegi plurinominali. Il 37,5% dei seggi sarà assegnato con il maggioritario, mentre il restante 62,5% con il sistema proporzionale. Pertanto, l’assegnazione di 147 seggi alla Camera e di 74 seggi al Senato è nei collegi uninominali, in cui vince il candidato più votato. L’assegnazione dei restanti seggi delle circoscrizioni del territorio nazionale (245 e 122, rispettivamente per la Camera e per il Senato) è invece nei collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento predeterminate dalla legge. I seggi saranno aperti dalle 7 del mattino alle 23 di domenica 25 settembre. Hanno diritto al voto tutti i cittadini italiani provvisti di tessera elettorale e documento di riconoscimento. Nel caso in cui la tessera elettorale dovesse essere smarrita o con tutti gli spazi per i timbri occupati, si può richiedere gratuitamente agli uffici elettorali del proprio comune una copia, anche durante lo stesso giorno delle elezioni. Scheda rosa per i candidati alla Camera e scheda gialla per il Senato. Il voto sarà valido sia con la croce sul simbolo che sul nome del candidato. Non è previsto il voto disgiunto: la scheda sarà nulla.
Qualche curiosità: al Sud ci saranno più collegi di quanti spetterebbero realmente perché ci sono residenti iscritti ai seggi che invece non vivono più lì ma altrove. La regione con più elettori è la Lombardia, quella con meno la Valle d’Aosta. Il comune di Rocca de’ Giorgi, in provincia di Pavia, con soli 25 elettori ha il più piccolo corpo elettorale. Mentre Roma con 2.055.382 elettori ha quello grande.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli