Fine Green Pass mai

Bruxelles proroga di un altro anno la validità del certificato verde, che si configura sempre più come i poteri del capo dello Stato: “a fisarmonica”, ovvero che può essere allentato o ristretto a seconda delle circostanze

“È chiaro che a un certo punto va archiviato, non possiamo vivere per sempre col Green Pass”. Così un paio di mesi fa parlava il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista a Radio Cusano Campus. Alla luce della decisione assunta la notte scorsa da Parlamento e Consiglio europeo, tuttavia, quelle dell’esponente 5Stelle rischiano di diventare le classiche “ultime parole famose”.

I due organismi co-legislatori dell’Unione europea, infatti, hanno raggiunto l’accordo per prorogare di un anno la validità del certificato digitale Covid Ue, ossia del Green Pass, che sarebbe scaduto il 30 giugno. I titolari del certificato potranno così circolare liberamente tra gli Stati membri. L’accordo dovrà ora essere adottato da Consiglio e Parlamento, per entrare in vigore entro il 30 giugno. L’Aula lo voterà nella mini-plenaria della settimana prossima a Bruxelles.

Dunque, mentre scendono i casi di persone positive al Covid in tutto il Vecchio Continente sono in picchiate, l’Europa pensa ad estendere le misure emergenziali presentate all’opinione pubblica come provvisorie. Lo sguardo, evidentemente, è rivolto già all’autunno prossimo e all’ennesima “nuova ondata” di contagi. “La pandemia non è finita”, avverte la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, intervenendo al Consiglio Ue Salute. “Dobbiamo essere pronti per i prossimi mesi”. Il Green Pass si configura sempre più come i poteri del capo dello Stato italiano, cioè “a fisarmonica”: può essere allentata o ristretta a seconda delle circostanze, ma lo strumento di controllo digitale che trasforma diritti in concessioni è un concetto destinato a non essere rimosso. Il lasciapassare è strettamente legato allo sviluppo di nuovi vaccini. A questo proposito la Kyriakides annuncia: “Continueremo a lavorare con e per conto dei nostri Stati membri per garantire la fornitura di vaccini, adattati alle loro esigenze, compresi i potenziali vaccini adattati”.

Bruxelles proroga di un altro anno la validità del certificato verde, che si configura sempre più come i poteri del capo dello Stato: “a fisarmonica”, ovvero che può essere allentato o ristretto a seconda delle circostanze

“È chiaro che a un certo punto va archiviato, non possiamo vivere per sempre col Green Pass”. Così un paio di mesi fa parlava il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista a Radio Cusano Campus. Alla luce della decisione assunta la notte scorsa da Parlamento e Consiglio europeo, tuttavia, quelle dell’esponente 5Stelle rischiano di diventare le classiche “ultime parole famose”.

I due organismi co-legislatori dell’Unione europea, infatti, hanno raggiunto l’accordo per prorogare di un anno la validità del certificato digitale Covid Ue, ossia del Green Pass, che sarebbe scaduto il 30 giugno. I titolari del certificato potranno così circolare liberamente tra gli Stati membri. L’accordo dovrà ora essere adottato da Consiglio e Parlamento, per entrare in vigore entro il 30 giugno. L’Aula lo voterà nella mini-plenaria della settimana prossima a Bruxelles.

Dunque, mentre scendono i casi di persone positive al Covid in tutto il Vecchio Continente sono in picchiate, l’Europa pensa ad estendere le misure emergenziali presentate all’opinione pubblica come provvisorie. Lo sguardo, evidentemente, è rivolto già all’autunno prossimo e all’ennesima “nuova ondata” di contagi. “La pandemia non è finita”, avverte la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, intervenendo al Consiglio Ue Salute. “Dobbiamo essere pronti per i prossimi mesi”. Il Green Pass si configura sempre più come i poteri del capo dello Stato italiano, cioè “a fisarmonica”: può essere allentata o ristretta a seconda delle circostanze, ma lo strumento di controllo digitale che trasforma diritti in concessioni è un concetto destinato a non essere rimosso. Il lasciapassare è strettamente legato allo sviluppo di nuovi vaccini. A questo proposito la Kyriakides annuncia: “Continueremo a lavorare con e per conto dei nostri Stati membri per garantire la fornitura di vaccini, adattati alle loro esigenze, compresi i potenziali vaccini adattati”.

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